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La persona offesa dal reato

Indice della guida
A cura di: Avv. Francesca Romanelli, Avv. Silvia Vagnoni e Avv. Enrico Leo

PERSONA OFFESA DAL REATO (artt. 90-95 c.p.p.): si tratta del titolare del bene protetto dalla norma penale violata a seguito della commissione di un fatto di reato.

La persona offesa non va confusa con il danneggiato da reato, ovvero con quel soggetto che ha riportato a seguito del fatto di reato dei danni patrimoniali o non e al quale, il codice, consente di costituirsi parte civile.

Generalmente le due figure coincidono, ma vi sono anche casi in cui non è così. Si pensi all’omicidio in cui la persona offesa dal reato è la vittima; il danneggiato da reato i parenti della vittima stessa.

I diritti e le facoltà della persona offesa sono indicati all’art. 90 del c.p.p. ai sensi del quale la stessa può, oltre che esercitare i diritti e le facoltà riconosciuti dalla legge, presentare memorie in ogni stato e grado del procedimento e, fatta eccezione per il giudizio di cassazione, indicare i mezzi di prova.

Per l’esercizio di tali diritti e facoltà la persona offesa può nominare un difensore (art. 101 c.p.p.).

Inoltre, in linea generale, la persona offesa:

può partecipare agli accertamenti tecnici non ripetibili (art. 360 c.p.p.);

può visionare gli atti depositati ai sensi dell’art. 366 c.p.p.;

può chiedere al PM di attivare l’incidente probatorio e prendere visione degli atti relativi;

riceve l’informazione di garanzia (art. 369 c.p.p.);

può esprimere la sua opinione in merito alla richiesta di proroga del termine di durata delle indagini preliminari (art. 406 c.p.p.) e presentare opposizione alla richiesta di archiviazione (410 c.p.p.);

riceve la notifica del decreto di fissazione dell’udienza preliminare (art. 419 c.p.p.);

riceve la notifica del decreto che dispone il giudizio (art. 429 c.p.p.);

riceve la notifica del decreto che dispone il giudizio immediato (art. 456 c.p.p.);

può presentare richiesta motivata al PM di presentare impugnazione a ogni effetto penale (art. 572 c.p.p.).

Giova rammentare come, con il varo del Decreto Legislativo 15 dicembre 2015, n. 212 (in G.U. 05/01/2016, n.3) sia stato introdotto un ulteriore comma 2 bis all'art. 90 c.p.p. il quale prevede espressamente che "Quando vi è incertezza sulla minore età della persona offesa dal reato, il giudice dispone, anche di ufficio, perizia. Se, anche dopo la perizia, permangono dubbi, la minore età è presunta, ma soltanto ai fini dell'applicazione delle disposizioni processuali". Con l'introduzione del citato novellato dispositivo si mira a contemplare la circostanza in cui sopravvenga un'incertezza sull'età della persona offesa del reato (eventualmente minore) che richiede venga disposta anche d'ufficio perizia da parte del Giudice. Tuttavia il prosieguo di detto comma aggiuntivo introduce una presunzione iuris et de iure: laddove i dubbi non riescano ad essere vinti nemmanco dalla perizia la minore età della persona offesa si presume.

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