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La costituzione di parte civile

La costituzione di parte civile: dall'atto di costituzione all'ammissione ecco come si esercita un'azione civile nel processo penale
Guida di procedura penale
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Avv. Daniele Paolanti

L'azione civile nel processo penale

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Il processo penale consiste essenzialmente in un rito complesso volto ad accertare l'eventuale responsabilità dell'imputato in ordine a un determinato fatto costituente reato. La persona danneggiata dal reato o i suoi successori universali possono esercitare nel processo penale l'azione civile, volta ad ottenere il risarcimento dei danni che sono scaturiti dal reato, la condanna alle spese di giudizio del presunto reo o finanche la restituzione dei beni eventualmente sottratti. La prima norma alla quale fare riferimento è, dunque, l'art. 74 c.p.p. ai sensi del quale “L'azione civile per le restituzioni e per il risarcimento del danno di cui all'articolo 185 del codice penale può essere esercitata nel processo penale dal soggetto al quale il reato ha recato danno ovvero dai suoi successori universali, nei confronti dell'imputato e del responsabile civile”.

La costituzione di parte civile

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L'atto con il quale ci si costituisce parte civile nel processo penale è un atto complesso che consta di determinate formalità. Il contenuto dell'atto è, all'uopo, scandito dalla normativa codicistica, si legge a tal riguardo (art. 78 c.p.p.) che esso deve contenere: 

  1. le generalità della persona fisica o la denominazione dell'associazione o dell'ente che si costituisce parte civile e le generalità del suo legale rappresentante; 
  2. le generalità dell'imputato nei cui confronti viene esercitata l'azione civile o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo; 
  3. il nome e il cognome del difensore e l'indicazione della procura; 
  4. l'esposizione delle ragioni che giustificano la domanda; 
  5. la sottoscrizione del difensore. 

L'atto di costituzione di parte civile può essere presentato in udienza o fuori udienza. Laddove dovesse essere presentato fuori udienza, deve essere notificato, a cura della parte civile, alle altre parti e lo stesso produce effetto per ciascuna di esse dal giorno nel quale è eseguita la notificazione. 

Termini per la costituzione di parte civile

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La costituzione di parte civile può avvenire per l'udienza preliminare e fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dall'articolo 484 (ossia prima delle formalità di apertura del dibattimento). Tali termini (indicati dall'art. 79 cpc) sono perentori ed il loro mancato rispetto determina la decadenza. 

Attenzione però: anche se la costituzione dovesse avvenire in tempo (ad esempio per l'udienza dibattimentale), va ricordato che vanno rispettati i termini per la presentazione della c.d. lista testi. Se, infatti, la costituzione avviene dopo la scadenza del termine previsto dall'articolo 468 comma 1 (per richiedere l'esame di testimoni, periti o consulenti tecnici), la parte civile non potrà più avvalersi della facoltà di presentare le liste dei testimoni, periti o consulenti tecnici. 

Il provvedimento di ammissione della costituzione di parte civile, la richiesta di esclusione, la revoca

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Nel caso in cui il giudice ammetta la costituzione di parte civile, il provvedimento avrà efficacia provvisoria, poiché è “idonea a giustificare una limitata preclusione endoprocessuale, la cui ratio è esclusivamente quella di garantire, in base ad intuitive esigenze di economia processuale, l'ordinato e progressivo svolgimento del giudizio in presenza di una parte eventuale, senza l'instaurazione di fasi incidentali produttive di stasi nel processo penale” (Cassazione penale, sez. VI, 05/07/2016, (ud. 05/07/2016, dep.26/07/2016), n. 32478).

- Esclusione della parte civile

L'ammissione della costituzione non è cosa scontata. Le altre parti del processo (Il PM, l'imputato e il responsabile civile) possono infatti (v. art. 80 c.p.p.) formalizzare una richiesta motivata di esclusione della parte civile. E l'esclusione può anche essere disposta d'ufficio fino a che non sia dichiarato aperto il dibattimento.

Va peraltro evidenziato che l'eventuale esclusione della parte civile disposta nell'udienza preliminare non preclude una successiva costituzione per il dibattimento.

- La revoca della costituzione di parte civile ex art. 82 cpp.

Chi si è costituito parte civile può sempre revocare la sua costituzione con dichiarazione depositata in cancelleria e notificata alle altre parti oppure con una dichiarazione fatta in udienza. La revoca espressa è ammessa in ogni stato e grado del procedimento ne può essere fatta della parte o da un suo procuratore speciale.

Ma è anche possibile una revoca tacita che è desumibile dalla omessa presentazione delle conclusioni o dall'aver promosso l'azione dinanzi al giudice civile.

La giurisprudenza più significativa

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In ordine alle cause di estinzione di cui sopra (esclusione o revoca della costituzione di parte civile), la giurisprudenza di legittimità rileva che “deve ritenersi ancora presente nel giudizio penale la parte civile che, dopo essersi costituita ed aver partecipato al giudizio di primo grado ed a quello d'appello, non abbia precisato le proprie conclusioni all'esito di quest'ultimo, e, pur regolarmente citata, non sia comparsa nel giudizio di legittimità, poichè la cosiddetta "immanenza" della costituzione di parte civile viene meno soltanto in presenza della revoca espressa ovvero nei casi di revoca implicita previsti dall'art. 82 c.p.p., comma 2, che non possono essere estesi al di fuori dei casi espressamente previsti dalla norma” (Cassazione penale, sez. IV, 15/07/2016, (ud. 15/07/2016, dep.23/09/2016), n. 39506). La sentenza appena citata parla della c.d. immanenza, richiamata finanche in altri precedenti giurisprudenziali dove emerge che “non integra gli estremi della revoca della costituzione di parte civile, ex art. 82 c.p.p., comma 2 la mancata presentazione di conclusioni scritte nel giudizio di appello, posto che, in virtù del principio di immanenza della costituzione di parte civile le conclusioni rassegnate in primo grado restano valide in ogni stato e grado del processo, con la conseguenza che deve escludersi, in forza della clausola di applicabilità enunciata dall'art. 598 c.p.p., l'operatività in appello della deposizione sanzionatoria, in chiave processuale, prevista dall'art. 82 c.p.p.” (Cassazione penale, sez. II, 15/11/2013, (ud. 15/11/2013, dep.12/12/2013), n. 50062).

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