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L'udienza preliminare

Cos'è e come si svolge l'udienza preliminare, ovverosia l'udienza che si svolge dopo la richiesta di rinvio a giudizio

L'udienza preliminare è l'udienza che si svolge dinanzi al Giudice dell'udienza preliminare dopo che il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio dell'indagato. 

Nel dettaglio, il G.U.P. deve fissare l'udienza preliminare entro 5 giorni dal deposito della richiesta del P.M., tenendo conto che tra la data di deposito della richiesta e la data dell'udienza non può intercorrere un termine superiore a 30 giorni (art. 418 c.p.p.).

Indice:

  1. Udienza preliminare: adempimenti preventivi
  2. Svolgimento dell'udienza preliminare
  3. Conclusione dell'udienza preliminare
  4. L'udienza preliminare è pubblica?
  5. Funzioni dell'udienza preliminare
  6. Udienza preliminare: i reati

Udienza preliminare: adempimenti preventivi

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Almeno 10 giorni prima dell'udienza il G.U.P. (art. 419 c.p.p.):

- fa notificare all'imputato e alla persona offesa l'avviso del giorno, dell'ora e del luogo dell'udienza, con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal P.M. e con l'avvertimento all'imputato che non comparendo sarà giudicato in contumacia;

- fa comunicare al P.M. l'avviso dell'udienza con l'invito a trasmettere la documentazione relativa alle indagini eventualmente espletate dopo la richiesta di rinvio a giudizio;

- fa notificare al difensore dell'imputato l'avviso dell'udienza con l'avvertimento della facoltà di prendere visione degli atti e delle cose trasmessi dal P.M. e di presentare memorie e produrre documenti;

- fa notificare l'ordine di citazione del responsabile civile e della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria.

Qualora l'imputato rinunci all'udienza preliminare presentando la richiesta di giudizio immediato almeno 3 giorni prima della data in cui dovrebbe tenersi tale udienza, il Giudice deve emettere il decreto di giudizio immediato (art. 455 c.p.p.).

Svolgimento dell'udienza preliminare

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Durante l'udienza preliminare, prima di aprire la discussione, il G.U.P.:

- provvede agli accertamenti relativi alla costituzione delle parti ordinando la rinnovazione degli avvisi, delle citazioni, delle comunicazioni e delle notificazioni di cui dichiara la nullità (art. 420 c.p.p.);

- dispone, anche d’ufficio, che sia rinnovato l’avviso dell’udienza preliminare (…) quando è provato o appare probabile che l’imputato non ne abbia avuto effettiva conoscenza (art. 420 bis c.p.p.);

- rinvia, anche d’ufficio, a una nuova udienza nel caso di assenza dell’imputato dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento e dispone che sia rinnovato l'avviso all'imputato (art. 420 ter c.p.p.);

- rinvia a una nuova udienza nel caso di assenza del difensore dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per legittimo impedimento, purché prontamente comunicato (art. 420 ter c.p.p.);

- dichiara la contumacia dell’imputato che non sia comparso e non abbia manifestato un'esplicita rinuncia a comparire (art. 420 quater c.p.p.).

Si rammenta inoltre come con il varo della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (G.U. 29/12/2017, n.302) il legislatore abbia disposto (con l'art. 1, comma 466) l'introduzione del comma 5-bis all'art. 420-ter il quale così espressamente prevede: "Agli effetti di cui al comma 5 il difensore che abbia comunicato prontamente lo stato di gravidanza si ritiene legittimamente impedito a comparire nei due mesi precedenti la data presunta del parto e nei tre mesi successivi ad esso".

La discussione

Quindi il G.U.P. dichiara aperta la discussione durante la quale il pubblico ministero espone sinteticamente i risultati delle indagini preliminari e gli elementi di prova che giustificano la richiesta di rinvio a giudizio.

L'imputato può rendere dichiarazioni spontanee e chiedere di essere sottoposto a interrogatorio.

Poi, nell'ordine, prendono la parola i difensori della parte civile, del responsabile civile, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria e dell'imputato per esporre le loro difese.

Il P.M. e i difensori possono replicare una sola volta, dopodiché formulano e illustrano le rispettive conclusioni (art. 421 c.p.p.).

Conclusione dell'udienza preliminare

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A questo punto il G.U.P. può:

- dichiarare chiusa la discussione se "ritiene di poter decidere allo stato degli atti" (art. 421 c.p.p.) pronunciando:

1) sentenza di non luogo a procedere quando sussiste una causa di estinzione del reato, manca una condizione di procedibilità, il fatto non è previsto dalla legge come reato, non sussiste, l’imputato non lo ha commesso o non costituisce reato nonché quando "gli elementi acquisiti risultano insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere l’accusa in giudizio" (art. 425 c.p.p.). Il G.U.P. dà immediata lettura della sentenza in udienza e la deposita in cancelleria ove le parti possono estrarne copia. Contro la sentenza possono proporre ricorso in Cassazione il P.M., la parte civile e l’imputato, quest’ultimo tranne nei casi in cui sia stato dichiarato che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso (art. 428 c.p.p.).

Qualora successivamente alla pronuncia della sentenza di non luogo a procedere sopravvengano o si scoprano "nuove fonti di prova che, da sole o unitamente a quelle già acquisite, possono determinare il rinvio a giudizio", il G.I.P., su richiesta del P.M., dispone la revoca della sentenza (art. 434 c.p.p.). Nella propria richiesta il P.M. indica le nuove fonti di prova e richiede il rinvio a giudizio "se queste sono già state acquisite" o la riapertura delle indagini se queste "sono ancora da acquisire" (art. 435 c.p.p.);

2) decreto che dispone il giudizio quando sussistono a carico degli imputati elementi idonei a sostenere un’accusa in giudizio (art. 429 c.p.p.). In questo caso viene formato il fascicolo per il dibattimento (art. 431 c.p.p.) contenente quegli atti compiuti durante le indagini preliminari che siano utilizzabili dal giudice dibattimentale.

- indicare al P.M. ulteriori indagini da compiere qualora ritenga quelle svolte incomplete (art. 421 bis c.p.p.);

- "disporre, anche d’ufficio, l’assunzione delle prove delle quali appare evidente la decisività ai fini della sentenza di non luogo a procedere" (art. 422 c.p.p.).

L'udienza preliminare è pubblica?

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L'udienza preliminare non è pubblica ma si svolge in camera di consiglio.

L'articolo 420 del codice di procedura penale prevede la partecipazione necessaria del pubblico ministero e del difensore dell'imputato. Se quest'ultimo non è presente, il giudice designa come sostituto un altro difensore immediatamente reperibile.

All'udienza preliminare può anche partecipare l'imputato, libero o detenuto. Se, tuttavia, egli non è presente all'udienza o ha rinunciato espressamente ad assistervi, il giudice procede in sua assenza. Se invece l'imputato, anche se detenuto, non si presenta all'udienza per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento che abbiano cagionato l'assoluta impossibilità di comparire, il giudice, con ordinanza, anche d'ufficio, rinvia a una nuova udienza e dispone che sia rinnovato l'avviso all'imputato. Si procede quindi ai sensi dell'articolo 420 ter del codice di procedura penale.

Funzioni dell'udienza preliminare

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L'udienza preliminare assolve diverse funzioni.

Innanzitutto, essa permette di verificare la fondatezza dell'accusa a fini procedurali, filtrando le imputazioni avventate attraverso la sentenza di non luogo a procedere.

Inoltre, permette di acquisire nuove prove nei casi in cui le stesse siano emerse dopo le indagini preliminari. Le prove acquisite durante l'udienza preliminare, tuttavia, limitano la loro efficacia a tale fase del processo.

Infine l'udienza preliminare permette di optare per due dei cinque riti alternativi  a quello ordinario previsti dal nostro ordinamento: il patteggiamento e il rito abbreviato.

Udienza preliminare: i reati

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Va infine precisato che l'udienza preliminare non è sempre prevista, posto che per alcuni reati il nostro ordinamento dispone la citazione diretta a giudizio.

In particolare non è prevista l'udienza preliminare nei seguenti casi:

- contravvenzioni;

- delitti puniti con la pena della reclusione non superiore nel massimo a quattro anni o con la multa, sola o congiunta alla predetta pena detentiva;

- violenza o minaccia a un pubblico ufficiale;

- resistenza a un pubblico ufficiale;

- oltraggio a un magistrato in udienza aggravato a norma dell'articolo 343, secondo comma, del codice penale;

- violazione di sigilli aggravata a norma dell'articolo 349, secondo comma, del codice penale;

- rissa aggravata a norma dell'articolo 588, secondo comma, del codice penale, con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime;

- lesioni personali stradali, anche se aggravate, a norma dell'articolo 590-bis del codice penale;

- furto aggravato a norma dell'articolo 625 del codice penale;

- ricettazione.

Aggiornamento: giugno 2018

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