Il rapporto di lavoro alle dipendenze degli enti pubblici economici

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L'art. 409, comma 1, n. 4 c.p.c. stabilisce che il rito del lavoro come disciplinato dal libro II, Titolo IV del codice di procedura civile si applica anche ai "rapporti di lavoro dei dipendenti di enti pubblici che svolgono esclusivamente o prevalentemente attività economica".

L'attività economica a cui fa riferimento la disposizione, per avere rilievo nel senso qui considerato, deve essere svolta direttamente dall'ente pubblico economico nell'interesse pubblico. L'ente suddetto è dotato di una propria personalità giuridica (costituisce cioè un soggetto a sè, diverso dai propri dipendenti o dai dirigenti) e di un patrimonio

autonomo. L'ente ha un personale dipendente il cui rapporto di lavoro è disciplinato dalle norme di diritto privato. I rapporti con l'utenza sono regolati dalle disposizioni dei contratti privatistici. L'ente si pone in una posizione di parità con il privato non godendo, rispetto ad esso, di alcuna potestà pubblica.

L'ente pubblico economico ha come missione principale o esclusiva quella di esercitare un'impresa commerciale ossia svolgere un'attività economica. Esso rappresenta lo strumento preferenziale attraverso il quale lo Stato entra nel sistema economico. Per questo motivo il soggetto giuridico in parola deve iscriversi nel Registro delle imprese, ma non è soggetto a fallimento. Pur trattandosi di un ente pubblico, la propria organizzazione strutturale resta indipendente dalla Pubblica Amministrazione. Questo consente loro di agire sul mercato in modo libero ed autonomo, al fine di esercitare al meglio la propria attività.

La connessione con la Pubblica Amministrazione è posta, invece, nel potere direttivo del Ministero competente per il settore in cui l'ente economico è attivo. Infatti gli organi dirigenziali dell'ente sono nominati, interamente o in parte, dai suddetti Ministeri, a cui spetta il potere di indirizzo generale e di vigilanza. In sostanza il Ministero di riferimento detta le linee guida sostanziali che indirizzano l'attività dell'ente e vigila sul corretto esercizio di questa. Di pubblico, inoltre, l'ente economico conserva la capacità di auto-regolamentarsi e auto-organizzarsi.

In Italia la forma giuridica dell'ente pubblico economico ha dominato per molti anni il settore dell'impresa pubblica. Con la Legge n. 359/1992 molti enti pubblici economici sono stati trasformati in società per azioni (esempi ne sono l'ENEL, l'INA, l'ENI, etc.). La stessa operazione è stata fatta per le aziende autonome, le quali mancavano di personalità giuridica.

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