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Iter e requisiti per diventare giudice onorario di pace

Chi può chiedere la nomina e come fare per ottenerla
giudice sentenza martello cassazione

di Valeria Zeppilli – Il giudice onorario di pace è quella figura che sta sostituendo i giudici di pace e alla quale il nostro ordinamento affida la competenza a decidere alcune precise controversie, in materia sia civile che penale.

A seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2016 del decreto legislativo numero 92/2016 (attuativo della legge delega numero 57 del 28 aprile 2016), infatti, è stato compiuto il primo passo effettivo della riforma della magistratura onoraria.

Ma come si fa ad essere nominato giudice onorario di pace?

Requisiti

La legge delega subordina la nomina a giudice onorario di pace al possesso di determinati requisiti.

Innanzitutto è fondamentale avere la cittadinanza italiana e l'esercizio dei diritti civili e politici.

Inoltre, l'età dell'aspirante giudice di pace deve essere compresa tra ventisette e sessanta anni.

Egli, poi, deve aver conseguito la laurea in giurisprudenza, a seguito di un corso universitario di durata almeno quadriennale, e non deve avere riportato condanne per delitti non colposi o a pena detentiva per contravvenzione e non deve essere sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza, salvi gli effetti della riabilitazione.

L'aspirante giudice di pace deve essere anche idoneo fisicamente e psichicamente e deve essere in possesso dei requisiti della professionalità e dell'onorabilità anche tenendo conto delle eventuali sanzioni disciplinari.

Costituiscono, infine, titoli preferenziali per la nomina l'aver già esercitato funzioni giudiziarie a titolo onorario, l'aver svolto o lo svolgere la professione di avvocato o quella di notaio e l'aver insegnato o l'insegnare materie giuridiche presso le università.

A parità di titoli preferenziali, la precedenza viene data a chi ha maggiore anzianità professionale e, in ulteriore subordine, a chi è più giovane di età.

Inoltre, si sottolinea che il possesso dei predetti requisiti non rileva per i soggetti in quiescenza, per i quali la nomina è comunque esclusa.

Concorso

La nomina a giudice di pace è effettuata quando si creano posti vacanti.

Il relativo bando di concorso per titoli è emesso da un'apposita sezione autonoma del Consiglio giudiziario, la quale deve anche valutare le domande previo parere dell'organo istituzionale al quale il candidato risulti eventualmente iscritto.

All'esito, lo stesso Consiglio trasmette le proposte di ammissione al tirocinio al CSM, il quale delibererà definitivamente sulle stesse.

Tirocinio

Per avere maggiori informazioni su come si svolgerà il tirocinio, che comunque dovrà avvenire presso un magistrato professionale e sarà a titolo gratuito, dobbiamo attendere l'apposita normativa delegata.

Nomina

Una volta che gli aspiranti GOP hanno completato il tirocinio, l'apposita sezione autonoma del Consiglio giudiziario propone una graduatoria di coloro che sono risultati idonei. Sarà poi il Ministero della giustizia a provvedere alla nomina tenendo conto della delibera di idoneità fatta dal CSM.

Durata

La durata dell'incarico di giudice onorario di pace resta di quattro anni, prorogabili per una pari durata al massimo una volta.

Mantenimento in servizio dei giudici di pace

Cosa si prevede, invece, per i giudici di pace già in servizio?
Il recente decreto legislativo numero 92/2016 ha previsto che questi restino in servizio a condizione che risultino idonei allo svolgimento delle funzioni all'esito di una procedura straordinaria di conferma, che lo stesso decreto provvede a disciplinare dettagliatamente.

Se vi è conferma, la durata quadriennale del loro incarico inizia a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto numero 92 anche se l'incarico, in ogni caso, cessa al compimento del sessantottesimo anno di età.

Sino alla definizione della procedura, i giudici di pace restano comunque in servizio.


Per maggiori approfondimenti sulla nuova figura del Giudice onorario di pace leggi: "Giudici di pace: competenze più ampie ed esclusiva sul condominio"



Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
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(20/03/2016 - Valeria Zeppilli)
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