Sciopero dei magistrati, l'Ocf: «Legittimo ma la riforma dell'ordinamento giudiziario compete solo al Parlamento e direttamente ai cittadini attraverso i referendum»
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Magistrati in sciopero

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Dall'Associazione nazionale magistrati disco verde per lo sciopero. L'assemblea generale, riunita il 29 aprile 2022 a Roma, si è espressa a favore di una giornata di astensione contro la riforma dell'ordinamento giudiziario e del Csm. Favorevoli 1.081, contrari 169 contrari e 13 gli astenuti. La data dello sciopero è stata decisa per il 16 maggio. Nella mozione unitaria approvata a maggioranza dopo l'assemblea durata otto ore si legge: «Non scioperiamo per protestare ma per essere ascoltati».

OCF: «La riforma compete solo al Parlamento»

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L'attuale protesta della magistratura impone una riflessione in più secondo l'Organismo congressuale forense. Vinicio Nardo, componente dell'Ufficio di Coordinamento di OCF chiarisce: «L'iniziativa non è di marca sindacale, volta a regolare i rapporti dei magistrati con lo Stato datore di lavoro, ma mira ad influenzare la funzione legislativa in atto da parte di una rappresentanza che ripetutamente ha sostenuto la necessità di una "autoriforma", evidentemente considerando l'ordinamento giudiziario materia non interamente assegnata alla competenza del Parlamento». I magistrati hanno piena libertà di pensiero come tutti, e siamo i primi a difenderla; la questione si complica nel momento in cui la loro associazione di categoria pretende con lo sciopero di sostituire le proprie scelte di opportunità a quelle che la Costituzione riserva al Parlamento. Non si tratta solo di espressione del libero pensiero di una somma di singoli magistrati, ma anche dello sconfinamento di un Ordine dello Stato nelle prerogative di un Potere dello Stato che (a differenza dell'ANM) ne assume la responsabilità politica.
Sulla protesta anche Sergio Paparo, Coordinatore OCF, secondo cui «L'avvocatura nutre ampie riserve sulla riforma dell'ordinamento giudiziario in corso di approvazione, ma apprezza lo sforzo della politica di riappropriarsi in pieno della prerogativa legislativa e riconosce alcuni tratti positivi. Il percorso legislativo, pertanto, dovrà proseguire affrontando gli aspetti ignorati e quelli traditi dalla presente riforma. Per questo confidiamo nella funzione di stimolo del legislatore che potrà derivare dalla vittoria dei SI ai referendum sulla giustizia del 12 giungo prossimo». Da qui l'appello «affinché cada il muro di silenzio che avvolge l'appuntamento referendario e tradisce il dovere di informazione della collettività».

Aiga: «Astensione allarmante in questo momento»

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Manifesta preoccupazione l'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) dopo l'annuncio da parte di Anm, Associazione nazionale magistrati, di proclamare l'astensione quale forma di protesta per i provvedimenti legislativi sull'ordinamento giudiziario. Come si legge in un comunicato a firma del presidente Francesco Paolo Perchinunno: «Legittimo da parte dei magistrati rappresentare le proprie perplessità in merito ai contenuti della riforma, ma allarma, in questa fase, l'uso di tale strumento da parte di uno dei tre poteri dello Stato, quello giudiziario, nei confronti di un altro, quello legislativo. I cittadini si aspettano che le Istituzioni sappiano confrontarsi sempre con lealtà e con spirito costruttivo».
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