Approda domani all'esame dell'aula del Senato il ddl antiviolenza contro le aggressioni in ospedale. Fnomceo: "Auspichiamo una rapida approvazione"

di Redazione - Al via in aula al Senato l'esame del disegno di legge antiviolenza, contro le aggressioni negli ospedali. Un testo su cui tutti, in primis, i camici bianchi invocano un'accelerazione.

Fnomceo: "la politica non può più stare a guardare"

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"Auspichiamo una rapida approvazione per questo provvedimento, presentato quasi un anno fa dall'allora ministro della Salute Giulia Grillo. La politica non può più stare a guardare" - è il monito della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) dopo l'ennesima aggressione ai danni di un infermiere all'ospedale Santobono di Napoli.

"Tutti abbiamo diritto ad essere curati e gli operatori sanitari hanno il diritto di curare in serenità e sicurezza", afferma il presidente Filippo Anelli. "Sono trascorse poco più di due settimane - ricorda ancora - dalla visita dell'Esecutivo della Fnomceo agli ospedali di Napoli che sono stati teatro di violenze contro medici e infermieri. Ed ecco, la notte scorsa, ancora un'aggressione, ai danni di un infermiere, proprio al Santobono, centro di eccellenza per la chirurgia e l'assistenza pediatriche. Mentre a Caltanisetta altri due operatori sanitari sono stati vittime di violenza fisica mentre svolgevano il loro turno. Ora basta: la politica deve intervenire, e deve farlo subito", conclude.

Grillo: approvare ddl antiviolenza

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Un intervento auspicato anche dall'ex ministro Grillo che, dopo l'ennesima aggressione di Napoli parla dell'"urgenza di approvare senza ulteriori ritardi la legge contro la violenza agli operatori della sanità. È scandaloso che non ci sia ancora una legge a oltre un anno dal mio ddl approvato dal consiglio dei ministri l'8 agosto 2018. In un anno di stallo le aggressioni ai lavoratori della sanità sono state decine e non accennano a diminuire" scrive infatti su Facebook.

Cosa prevede il ddl antiviolenza

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Il disegno di legge, si ricorda, poggia su due cardini principali: le aggravanti per chi commette atti di violenza contro gli esercenti le professioni sanitarie mentre lavorano e istituzione di un l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza presso il ministero della Salute.

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