La riforma del processo civile punta a semplificare forme e tempi del procedimento esecutivo. Addio a formula esecutiva e interventi anche su astreinte e liberazione dell'immobile pignorato
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Riforma giustizia civile: gli interventi sul processo esecutivo

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La riforma del processo civile rimette al Governo anche l'adozione, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge delega, uno o più decreti legislativi recanti il riassetto formale e sostanziale del processo civile, compresa l'esecuzione forzata.

Per quanto concerne specificamente il procedimento esecutivo, l'obiettivo è quello di garantire la semplificazione delle forme e dei tempi, con particolare riguardo al settore dell'esecuzione immobiliare, dell'espropriazione presso terzi e delle misure di coercizione indiretta.

Immobile pignorato: il debitore potrà venderlo direttamente

Tra le maggiori novità che caratterizzeranno il processo esecutivo emerge quella che punta a introdurre la possibilità per il debitore di vendere direttamente l'immobile pignorato.

In dettaglio, con istanza depositata non oltre dieci giorni prima dell'udienza prevista dall'articolo 569, primo comma, c.p.c. il debitore potrà chiedere al giudice dell'esecuzione di essere autorizzato a procedere direttamente alla vendita dell'immobile pignorato per un prezzo non inferiore al prezzo base indicato nella relazione di stima.

All'istanza del debitore andrà sempre allegata l'offerta di acquisto irrevocabile per centoventi giorni e, a garanzia della serietà dell'offerta, andrà prestata cauzione in misura non inferiore a un decimo del prezzo proposto.

Liberazione immobile pignorato

Alcune novità sono previste anche per quanto riguarda la liberazione dell'immobile pignorato a seconda che lo stesso sia o meno abitato dall'esecutato e dal suo nucleo familiare.

L'obiettivo perseguito dall'innovazione in esame, infatti, è quello di ottenere che gli immobili occupati "sine titulo" o da soggetti diversi dal debitore convivente col nucleo vengano liberati anticipatamente, conformemente a quanto già ritenuto, sulla base del previgente articolo 560 c.p.c., dalle "Buone prassi" (delibera CSM 2017).

Pertanto, il legislatore delegato dovrà prevedere che, qualora l'immobile non sia abitato dall'esecutato e dal suo nucleo familiare, ovvero sia occupato da soggetto privo di titolo opponibile alla procedura, l'immobile debba essere liberato al più tardi nel momento in cui viene pronunciata l'ordinanza con cui è autorizzata la vendita o sono delegate le relative operazioni.

Una maggiore tutela è invece data all'esecutato che abiti l'immobile staggito con la propria famiglia: in tal caso, infatti, la liberazione potrà essere disposta soltanto in esito all'aggiudicazione del bene, in pratica quando sia pronunciato il decreto di trasferimento.

Resta ferma, tuttavia, la possibilità di disporla anticipatamente nei casi di impedimento alle attività degli ausiliari del giudice, di ostacolo del diritto di visita di potenziali acquirenti, di omessa manutenzione del cespite in uno stato di buona conservazione o di violazione degli altri obblighi che la legge pone a carico dell'esecutato o degli occupanti.

Misure di coercizione indiretta

Il d.d.l. punta anche a valorizzare le misure di coercizione indiretta di cui all'art. 614 bis c.p.c. (c.d. astreintes), norma introdotta dalla legge n. 69/2009 e che ricalca l'istituto di origine francese (con funzione indennitaria a beneficio del creditore) dell'astreinte.

Si tratta della previsione di una sorta di penale per l'inadempimento totale o per il ritardato adempimento a fronte di una pronuncia di condanna, nonché in caso vengano reiterate violazioni successive a fronte di un'inibitoria che abbia imposto la cessazione di un determinato comportamento.

Il legislatore delegato dovrà occuparsi di prevedere criteri per la determinazione dell'ammontare, nonché del termine di durata di tali misure. Ancora, si prevede di attribuire al giudice dell'esecuzione il potere di disporre dette misure quando il titolo esecutivo è diverso da un provvedimento di condanna oppure la misura non è stata richiesta al giudice che ha pronunciato tale provvedimento.

Addio formula esecutiva e spedizione in forma esecutiva

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Nell'ottica di una semplificazione che punta ad eliminare adempimenti ritenuti poco utili (sia per i legali che per il personale amministrativo degli uffici giudiziari e per i notai), la riforma mira ad abrogare le disposizioni del codice di procedura civile e le altre disposizioni legislative che si riferiscono alla formula esecutiva e alla spedizione in forma esecutiva.

In pratica, per valere come titolo per l'esecuzione forzata, le sentenze e gli altri provvedimenti dell'autorità giudiziaria e gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale, andranno formati in copia attestata conforme all'originale.

Sospensione termine inefficacia precetto

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La riforma prevede novità anche in relazione all'inefficacia del precetto qualora il creditore presenti l'istanza per la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare ex articolo 492-bis del codice di rito.

Tale norma, come noto, disciplina la possibilità per il creditore procedente, dietro espressa autorizzazione del presidente del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, ovvero di un giudice da costui delegato, di richiedere in caso di incapienza del debitore, la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare.

Il d.d.l. prevede che qualora sia stata avanzata tale richiesta, il termine di cui all'articolo 481, primo comma, c.p.c (per il quale il precetto diventa inefficace, se nel termine di novanta giorni dalla sua notificazione non è iniziata l'esecuzione), rimarrà sospeso e riprenderà a decorrere dalla conclusione delle operazioni previste dal comma 2, dell'articolo 492-bis.

Banca dati aste giudiziali

La riforma punta altresì ad istituire presso il Ministero della giustizia la banca dati per le aste giudiziali. Questo "archivio" conterrà i dati identificativi degli offerenti, quelli identificativi del conto bancario o postale utilizzato per versare la cauzione e il prezzo di aggiudicazione, nonché le relazioni di stima.

I dati identificativi degli offerenti, del conto e dell'intestatario dovranno essere messi a disposizione, su richiesta, dell'autorità giudiziaria, civile e penale.

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