Nel Piano di ripresa e resilienza il futuro del processo civile: ridurre i tempi, stabilizzare udienze da remoto, maggiore selezione per le impugnazioni, riformare ADR e processo esecutivo
bilancia con martello di giustizia

PNRR, Draghi: ridurre i ritardi della giustizia civile del 40%

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Il PNRR non è solo "un insieme di progetti, di numeri, scadenze, obiettivi. Nell'insieme dei programmi c'è anche e soprattutto il destino del Paese". È questo che ha dichiarato alla Camera il presidente del Consiglio, Mario Draghi, illustrando il documento predisposto dal Governo che dettaglia gli interventi e gli investimenti che l'Italia intende porre in essere nei prossimi anni con il supporto dei finanziamenti UE del Recovery Fund.

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In particolare, all'interno del testo sono previste alcuni importanti riforme, come quella della Giustizia, che in parte è già ai blocchi di partenza a seguito degli interventi predisposti dal Ministro Marta Cartabia. Al centro dell'attenzione c'è il fattore tempo, ovvero gli "inaccettabili" ritardi nella giustizia civile e l'arretrato presente nelle aule dei Tribunali su cui il Governo vuole prioritariamente intervenire.

Come dichiarato dal premier Draghi, "l'obiettivo finale che ci proponiamo è ambizioso, ridurre i tempi dei processi del 40% per il settore civile e almeno del 25% per il penale. Vogliamo un sistema giudiziario strutturalmente più efficiente ed elevare la qualità della risposta del sistema".

A tal fine, "il Piano rivede l'organizzazione degli uffici giudiziari e crea l'Ufficio del processo, una struttura a supporto del magistrato nella fase 'conoscitiva' della causa - ha precisato il Presidente del Consiglio - Nel campo della giustizia civile si semplifica il rito processuale in primo grado e in appello, e si dà definitivamente attuazione al processo telematico, come richiesto nei mesi scorsi dal Senato".

Arbitrato, negoziazione assistita e mediazione: le riforme in arrivo

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Sono tre le dorsali in cui si articola la riforma del processo civile, a partire dalla valorizzazione degli strumenti alternativi per la risoluzione delle controversie (noti come ADR - Alternative dispute resolution), essenziali per contenere il contenzioso presso gli uffici giudiziari e di cui si sta già occupando il disegno di legge AS 1662.

Per rafforzare le garanzie di imparzialità dell'arbitro, il Piano ipotizza la previsione di uno specifico dovere di disclosure e di attribuire agli arbitri il potere di emanare provvedimenti di natura cautelare: ciò consentirebbe di portare a compimento la natura di equivalente giurisdizionale oramai attribuita all'istituto e a garantire un maggior grado di effettività della tutela arbitrale.

In tema di negoziazione assistita, si mira a estendere il ricorso all'istituto anche alla regolamentazione della crisi della famiglia non matrimoniale, così colmando una lacuna che produce un'illegittima disparità di trattamento per i figli nati fuori dal matrimonio.

Particolare attenzione all'area della mediazione: da un alto, si vogliono introdurre incentivi economici e fiscali, oltre a misure di favore per le parti sulle spese giudiziali per la mediazione, e dall'altro il Piano parla di ampliarne l'ambito di applicazione anche a settori ulteriori. Per rafforzare il rapporto tra mediazione e giudizio, si punta a una maggiore interrelazione grazie a uno sviluppo della mediazione delegata dal giudice (o endoprocessuale).

Processo civile: stabilizzare udienze da remoto

Numerosi gli interventi previsti per rendere il processo civile meno lento e disfunzionale: in primis, si vogliono rendere effettivi i principi di sinteticità degli atti e di leale collaborazione tra il giudice e le parti (e i loro difensori) mediante strumenti premiali e l'individuazione di apposite sanzioni per l'ipotesi di non osservanza.

Ancora, il Piano parla di una più efficace gestione della fase istruttoria attraverso un più rispettoso utilizzo del calendario del processo e, ad esempio, l'assunzione di testimoni fuori dalla circoscrizione del giudice adito attraverso forme di collegamento telematico.

Particolare attenzione alla digitalizzazione del processo, con il consolidamento degli interventi innovativi della legislazione emergenziale (udienze da remoto e mediante trattazione scrittura), e al sistema delle impugnazioni.

Per il procedimento d'appello, infatti, il Piano mira al potenziamento del filtro di ammissibilità, per una più efficace selezione delle impugnazioni manifestamente infondate, e a semplificare la fase di trattazione e istruttoria del procedimento, per delegare la gestione delle udienze e l'eventuale assunzione di nuove prove a un solo consigliere.

Rinvio pregiudiziale in Cassazione

Con riferimento al giudizio di Cassazione, invece, vengono valorizzati i principi di sinteticità e autosufficienza che devono contraddistinguere il contenuto degli atti, vengono uniformate le concrete modalità di svolgimento del procedimento e semplificate la definizione mediante pronuncia in camera di consiglio.

Innovazione importante è quella del rinvio pregiudiziale in Cassazione: il giudice di merito potrà rivolgersi direttamente alla Corte di Cassazione per sottoporle la risoluzione di una questione nuova (non
ancora affrontata dalla Corte), di puro diritto e di particolare importanza, che presenti gravi difficoltà interpretative e sia suscettibile di porsi in numerose controversie.

Processo esecutivo e procedimenti speciali

Particolarmente articolata è l'attenzione al settore dell'esecuzione forzata, "in ragione della centralità della realizzazione coattiva del credito ai fini della competitività del sistema paese". L'obiettivo, come si legge nel documento è quello di semplificare e rendere più celeri e spediti i procedimenti esecutivi, intervenendo sotto diversi profili.

Il Piano prevede l'addio alla formula esecutiva e alla spedizione in forma esecutiva, abrogando le disposizioni che a queste si riferiscono, per rendere più semplice l'avvio dell'esecuzione mediante una semplice copia attestata conforme all'originale.

Nel settore dell'esecuzione immobiliare, prevista una generale riduzione dei termini per il deposito della certificazione ipocatastale, per guadagnare nella fase introduttiva almeno 60 giorni, e il potenziamento dello strumento della delega: oltre ad estenderlo anche a settori finora rimasti appannaggio del giudice dell'esecuzione (ad es. la fase distributiva), si prevede un rigido meccanismo di controllo sul delegato, con precise scadenze temporali per velocizzare la fase liquidatoria.

In ambito di custodia, si propongono interventi che consentirebbero al giudice dell'esecuzione di sostituire il debitore nella custodia nominando il custode giudiziario entro 15 giorni dal deposito della documentazione ipocatastale). Quanto alla liberazione dell'immobile abitato dall'esecutato e dal suo nucleo familiare, oppure da occupato da soggetto privo di titolo opponibile alla procedura, si prevede che avvenga al più tardi nel momento in cui pronuncia l'ordinanza con cui è autorizzata la vendita o sono delegate le relative operazioni.

Il debitore potrà vendere il bene pignorato

Interessante la volontà di introdurre il meccanismo della cosiddetta "vente privée", ovvero della vendita diretta del bene pignorato da parte del debitore, di semplificare la procedura di espropriazione presso terzi e di intervenire sulle misure di coercizione indiretta (c.d. astreintes).

In pratica, si attribuirebbe anche al giudice dell'esecuzione il potere di imporre l'astreinte, misura particolarmente utile ove vengano in rilievo titoli esecutivi diversi da un provvedimento di condanna o nel caso in cui la misura di coercizione indiretta non sia stata richiesta al giudice della cognizione.

Famiglia: rito unico per separazioni, divorzio e affidamento figli

Il Piano propone anche ulteriori interventi nel settore del contenzioso della famiglia, con l'obiettivo di sciogliere alcuni problemi legati alla compresenza di organi giudiziari diversi. A tal proposito, si ipotizza l'introduzione di un rito unitario per i procedimenti di separazione, divorzio e per quelli relativi all'affidamento e al mantenimento dei figli nati al di fuori del matrimonio.

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Foto: 123rf.com
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