Le istituzioni e il ministro della Giustizia non hanno ascoltato le richieste, per cui i magistrati onorari proclamano l'astensione dalle udienze dal 19 al 21 gennaio
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Giudici non togati, astensione dalle udienze dal 19 al 21 gennaio

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Si sentono traditi dalle istituzioni e, per questo, continuano a protestare i magistrati onorari. Proclamato un nuovo sciopero dal 19 al 21 gennaio 2020. Ad affermarlo è un comunicato della Consulta della magistratura onoraria , indirizzato al Presidente del Consiglio, al Ministro della Giustizia, ai presidenti delle Camere ma anche ai vertici dell'Unione europea. Alle istituzioni i magistrati onorari evidenziano come non sa andata a buon fine la "procedura di raffreddamento" di dicembre scorso per evitare l'astensione, denunciando il «comportamento reiteratamente lesivo ed omissivo del ministro della Giustizia» che è il principale destinatario della protesta.

Giudici onorari in protesta per le mancate risposte del Ministero

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Secondo la nota dei giudici onorari è stato lo stesso Ministero che «non ha fornito alcuna concreta prova di resipiscenza rispetto all'impostazione del Ddl Bonafede n. 1438, in Senato, accompagnato, poi, dal Ddl Valente/Evangelista, ove si persiste nel non riconoscere alcunché ai magistrati onorari in servizio, si rinnova l'odioso cottimo a finanza invariata, si bypassano tutte le tutele giuslavoristiche per malattia e maternità, si pone la previdenza interamente a carico del lavoratore e si riconosce un'indennità fittiziamente chiamata 'fisso", indecorosa". A ciò si aggiunga la mancanza di qualsivoglia provvidenza anche nella Legge di bilancio, in relazione al triennio 2021-2023, in modo tale da «indurre i singoli di recente in sciopero della fame, nel totale silenzio ministeriale, ad annunciare la ripresa di questa forma disumana di protesta» (vedi anche https://www.studiocataldi.it/articoli/40633-giudici-di-pace-ancora-in-sciopero-della-fame.asp). Nei corso degli scioperi della fame chiare erano state le richieste de giudici di pace: in primis, la costituzione del comitato di emergenza per la Giustizia per «elaborare strategie, formulare soluzioni, e chiedere interventi normativi urgenti mirati proprio ad intervenire nelle situazioni emergenziali, con cui, purtroppo, dobbiamo cominciare a convivere. Interventi necessari innanzitutto per l'ufficio del Giudice di Pace, da riconsiderarsi nel suo ruolo di Ufficio di Giustizia di Prossimità e che dimostrino la volontà del Legislatore di avere a cuore l'efficienza della Giustizia, la tutela dell'avvocatura e i soprattutto i Diritti dei cittadini».

Giudici onorari, persiste la mancanza di tutele assistenziali

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I giudici onorari lamentano l'assenza di tutele assistenziali e le modalità di retribuzione a cottimo, modalità che «per via delle sospensioni ex lege e della costrizione delle attività, in uno con lunghi periodi di malattia e quarantene, hanno prodotto devastanti conseguenze nella vita di 5000 servitori dello Stato e delle loro famiglie, rimasti privi di reddito e privi di adeguati indennizzi». Dal Governo solo «Un ricco risparmio di spesa, avendo il Ministero accantonato decine di milioni con la sospensione degli emolumenti ai magistrati precari, restituendo loro solo poche briciole (ossia 600 euro) nei mesi di marzo e aprile» (vedi anche https://www.studiocataldi.it/articoli/40660-ai-magistrati-onorari-stessa-retribuzione-di-quelli-ordinari.asp).

Ancora più pesante negare la qualifica di "lavoratore" agli onorari (la CgUe l'ha riconosciuta nel luglio scorso), nonostante la Commissione di Garanzia per lo sciopero nei servizi essenziali abbia affermato che anche a un magistrato onorario sono imposti i doveri propri della funzione esercitata, doveri chiosano "di certo incompatibili con qualsivoglia concetto di prestazione volontaria». Così un «magistrato precario non può richiamare genericamente motivi di tutela della propria salute per sottrarsi a un grave rischio che non lo vede in alcun modo tutelato, ma lo Stato può considerarlo volontario o libero professionista a seconda della convenienza del contesto, e, sol per questo, trattarlo come carne da cannone».

Giudici onorari, la sentenza della Corte Costituzionale n. 267/2020

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Da ricordare anche la sentenza la sentenza della Corte Costituzionale n. 267/2020 sul rimborso delle spese di lite che ha stabilito come il giudice onorario e magistrato togato svolgano un'identica funzione del giudicare, funzione, la cui primaria importanza costituzionale impone che anche al primo debba essere garantita un'attività serena e imparziale, non condizionata dai rischi economici di pur infondate azioni di responsabilità. Da qui la declaratoria di illegittimità costituzionale della disposizione sulle spese di patrocinio legale nella parte in cui non si prevedeva che il ministero della Giustizia rimborsasse tali spese anche al giudice di pace nei giudizi di responsabilità civile, penale e amministrativa, promossi per fatti di servizio e conclusisi con provvedimento di esclusione della responsabilità.

Una delle due decisioni con cui viene riconosciuto il diritto dei giudici onorari ad una parità di trattamento con i magistrati togati. Il 16 dicembre 2020, il Tribunale del Lavoro di Vicenza (con sentenza n. 343/2020) ha riconosciuto ad un magistrato onorario, il diritto a percepire un trattamento economico corrispondente a quello previsto per il ruolo di giudice ordinario con funzioni giurisdizionali. Ancora prima, il 26 novembre, il Tribunale del lavoro di Napoli ha stabilito che i ricorrenti Giudici di pace rientrassero nella nozione di "lavoratore" ai sensi della normativa dell'Unione europea. Da qui l'ammissione del loro diritto ad un trattamento economico e normativo equivalente a quello assicurato ai lavoratori comparabili che svolgono funzioni analoghe alle dipendenze ministeriali, con condanna al pagamento delle conseguenti differenze retributive.

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