La rottamazione-ter permette la definizione agevolata dei debiti con il fisco beneficiando dell'abbattimento delle sanzioni e degli interessi di mora
contribuente che sceglie tra angelo e diavolo evoca accordo o meno con fisco

Rottamazione-ter: cos'è

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La rottamazione-ter è il sistema di definizione agevolata introdotto dal decreto legge n. 119/2018 e confermato dalla legge di bilancio 2019.

Essa segue alle due precedenti edizioni (disciplinate dall'art. 6 del decreto-legge n.193/2016 e dall'art. 1 del D.L. n. 148/2017), rispetto alle quali, tuttavia, prevede condizioni più favorevoli. Al debitore, infatti, è data la possibilità di effettuare il pagamento delle somme dovute in un arco di tempo particolarmente ampio (cinque anni).

Inoltre, la rottamazione ter ammette di utilizzare in compensazione, per tutti i versamenti necessari a perfezionare la definizione, i crediti non prescritti, certi liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Come funziona la rottamazione-ter

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In forza della rottamazione ter, coloro che vi hanno aderito nei termini possono estinguere i debiti risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 con il pagamento del capitale e degli interessi iscritti a ruolo (nonché dell'aggio, dei diritti di notifica della cartella di pagamento e delle spese esecutive eventualmente maturate), senza versare le sanzioni incluse negli stessi carichi, gli interessi di mora e le cosiddette "sanzioni civili", accessorie ai crediti di natura previdenziale.

La rottamazione ter prevede la possibilità di saldare i debiti in un'unica soluzione, cosa che doveva avvenire entro il 31 luglio 2019, oppure in maniera dilazionata nei 5 anni suddetti, attraverso un numero di 10 rate consecutive e di pari importo le quali scadranno il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno.

A tale proposito, si segnala che con il decreto fiscale 2020 sono stati riaperti i termini per il pagamento della prima o unica rata della rottamazione ter, scaduta il 31 luglio 2019, prevedendo la possibilità di mettersi in regola pagando entro il 30 novembre 2019.

Il debitore che sceglie di eseguire il pagamento in forma rateale può godere di un tasso di interesse ridotto e particolarmente vantaggioso, pari al 2% annuo. Inoltre, provvedendo al versamento della prima o unica rata delle somme dovute, il debitore può ottenere l'estinzione delle procedure esecutive avviate prima dell'adesione alla definizione.

In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento di una sola rata, la definizione è inefficace e i versamenti effettuati sono considerati semplici acconti delle somme complessivamente dovute a seguito dell'iscrizione a ruolo; in tal caso, l'agente della riscossione proseguirà l'attività di recupero coattivo del debito residuo, il cui pagamento non potrà più essere rateizzato.

Come aderire alla rottamazione-ter?

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Per aderire alla rottamazione-ter, il debitore doveva presentare, entro il 30 aprile 2019, una dichiarazione all'agente della riscossione, con le modalità e in conformità alla modulistica che lo stesso agente ha pubblicato sul proprio sito internet.

Nella dichiarazione doveva essere indicato il numero di rate prescelto per l'eventuale pagamento dilazionato e il debitore doveva assumere l'impegno a rinunciare ai giudizi pendenti relativi ai carichi che intende definire. Tali giudizi sono sospesi dal giudice, fino al pagamento di quanto dovuto, dietro presentazione di copia della stessa dichiarazione.

Successivamente, il giudizio si estinguerà a seguito della produzione, a cura di una delle parti, della documentazione attestante i versamenti eseguiti per perfezionare la definizione. Se, invece, le somme dovute non saranno integralmente pagate (e, quindi, la definizione non si perfezionerà), la sospensione del giudizio sarà revocata dal giudice su istanza di una delle predette parti. Le dichiarazioni già presentate potevano essere integrate entro il 30 aprile 2019.

Rottamazione-ter: le esclusioni

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Sono esclusi dalla definizione i debiti risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione recanti:
- le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;
- i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
- le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
- le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali.

Tuttavia, per le multe stradali, ovvero le sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, la rottamazione-ter sarà possibile, ma con il solo condono degli interessi previsti dalla legge.

Effetti della rottamazione

La presentazione della dichiarazione di adesione alla definizione determina la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza e degli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni in essere alla data di tale presentazione.

Inoltre, l'adesione determina anche l'inibizione all'iscrizione di nuovi fermi amministrativi e ipoteche, con salvezza di quelli già iscritti alla predetta data e il divieto di avviare nuove procedure esecutive, nonché di proseguire quelle già avviate in precedenza, a meno che non si sia già tenuto il primo incanto con esito positivo.

Il debitore, inoltre, è ritenuto in condizione di "non inadempienza" (e, perciò, di "regolarità") nell'ambito della procedura di erogazione dei rimborsi d'imposta ex art. 28-ter del d.P.R. n. 602/1973, nonché ai fini della verifica della morosità da ruolo, per un importo superiore a 5.000,00 euro, all'atto del
pagamento, da parte delle Pubbliche Amministrazioni e delle società a totale partecipazione pubblica, di somme di ammontare pari almeno allo stesso importo.

Rottamazione-ter anche anche per chi ha aderito a precedenti rottamazioni

Alla nuova rottamazione hanno avuto accesso anche coloro che hanno aderito alla definizione agevolata di cui al D.L. n. 119/2018: questi dovevano effettuare, entro il 7 dicembre 2018, il pagamento delle rate dovute ai fini di tale definizione, in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018.

In tal caso hanno beneficiato del differimento automatico del versamento delle restanti somme dovute ai medesimi fini il quale potrà essere effettuato in dieci rate consecutive di pari importo, con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2019, con interessi calcolati al tasso dello 0,370% annuo a partire dal 10 agosto 2019.

Inoltre, la definizione con la rottamazione-ter è stata ammessa anche per i debiti relativi ai carichi già oggetto di precedenti dichiarazioni rese ai sensi della prima rottamazione (D.L. 193/2016) per le quali il debitore non ha perfezionato la definizione con l'integrale, tempestivo pagamento delle somme dovute a tal fine.

Alla nuova procedura di rottamazione sono stati ammessi anche i soggetti che non hanno perfezionato la definizione prevista dal D.L. n. 193/2016, nonché coloro che, dopo aver aderito a quella prevista dal D.L. n. 148/2017, non hanno provveduto al pagamento, entro la data prevista, di tutte le rate dei vecchi piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016 scadute al 31 dicembre 2016.

Nella definizione agevolata sono ricompresi, infine, anche i debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione che rientrano nei procedimenti avviati a seguito di istanze presentate dai debitori ai sensi del capo II, sez. prima, della legge n. 3/2012 (avente ad oggetto l'accordo di composizione della crisi e il piano del consumatore), che possono provvedere al pagamento del debito, anche falcidiato, nelle modalità e nei tempi eventualmente previsti nel decreto di omologazione dell'accordo o del piano del consumatore.
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(03/05/2020 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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