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La rottamazione delle cartelle

Guida legale alla rottamazione delle cartelle, la definizione agevolata introdotta dal decreto n. 193/2016, la rottamazione-bis del decreto n. 148/2017 e la rottamazione-ter introdotta dal decreto 119/2018
uomo conta debiti su abaco

di Annamaria Villafrate - La rottamazione delle cartelle o "definizione agevolata" è una procedura che consente al contribuente di estinguere i propri debiti con l'erario attraverso il pagamento in un'unica soluzione o in forma rateale dell'importo dovuto senza dover pagare interessi, spese ed eventuali somme aggiuntive.

La prima rottamazione introdotta dal decreto n. 193/2016 ha previsto la definizione agevolata dei carichi compresi tra il 2000 e il 2016, la rottamazione bis del decreto n. 148/2017 invece, ha previsto la definizione agevolata dei carichi del 2017, ma ha consentito anche a chi era stato escluso o non era riuscito a pagare le rate della precedente procedura agevolata di poterlo ancora fare (leggi anche: Rottamazione bis: tutte le novità); la rottamazione-per infine introdotta dal decreto 119/2018 si presenta ancora più vantaggiosa.

Ecco la guida completa:

  1. Cos'è la rottamazione delle cartelle
  2. Cosa si deve fare per rottamare le cartelle
  3. Benefici della rottamazione
  4. Come pagare
  5. Quali debiti sono oggetto della rottamazione
  6. Rottamazione bis: come funziona
  7. Rottamazione-ter

Cos'è la rottamazione delle cartelle

La rottamazione o "definizione agevolata" è una modalità di estinzione del debito del contribuente prevista dall'art. 6 del decreto n. 193/2016 "Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili" collegato alla legge di bilancio 2017. Il testo, aggiornato al Dl n. 8/2017 e al Dl n. 148/2017, che ha previsto la rottamazione bis, prevede che, in relazione ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, i debitori possono estinguere il debito senza dover corrispondere:

  • le sanzioni;
  • gli interessi di mora
  • le somme aggiuntive.

Il 70% del quantum dovuto deve essere corrisposto nel 2017 e il rimanente 30% nel 2018, in rate di pari ammontare, di cui tre nel 2017 e due rate nel 2018. L'importo dovuto, suddiviso in rate comprende:

  • le somme dovute a titolo di capitale e interessi;
  • quelle a titolo di aggio sulle somme iscritte a ruolo come previsto dall'art. 17 del dlgs n. 112/1999;
  • il rimborso delle spese sostenute dall'agente per le procedure esecutive e per la notifica della cartella di pagamento.

Sull'importo dovuto, decorrere dal 1º agosto 2017, sono dovuti gli interessi nella misura prevista dall'art. 21, comma 1, del DPR n. 602/1973 per le dilazioni di pagamento.

Cosa si deve fare per rottamare le cartelle

Per poter accedere alla definizione agevolata il debitore deve manifestare all'agente di riscossione la volontà di avvalersene, rendendo apposita dichiarazione (il termine per la prima rottamazione è scaduto il 31/03/2017), compilando la modulistica che l'agente pubblica sul proprio sito. Nella dichiarazione il debitore deve indicare il numero delle rate che intende pagare, la pendenza dei giudizi che hanno per oggetto i carichi a cui si riferisce la rottamazione e l'impegno di rinunciare agli stessi. Il 15/06/2017 è il termine entro cui l'agente della riscossione ha comunicato ai debitori l'importo complessivo dovuto, le singole rate e la scadenza di ognuna ovvero:

  • per il 2017 luglio, settembre e novembre;
  • per il 2018 aprile e settembre.

Il contribuente che desidera avere informazioni sui carichi pendenti che possono essere definiti con la rottamazione deve rivolgersi direttamente agli sportelli o visitare l'area dedicata del sito dell'agente di riscossione.

Benefici della rottamazione

Una volta presentata la domanda per la definizione agevolata, l'agente della riscossione, in relazione ai carichi "rottamati", non può iniziare nuove azioni esecutive o iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche e non può proseguire procedure di recupero già avviate, a meno che:

  • non ci sia stato un primo incanto positivo;
  • non sia stata presentata un'istanza di assegnazione;
  • i crediti pignorati siano già stati assegnati.

Cosa succede se non paghi

In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell'unica rata o di una rata di quelle previste dal piano, si decade dal beneficio e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero dei carichi. In questo caso, i pagamenti effettuati sono considerati come acconto sull'importo dovuto, essi infatti non provocano l'estinzione del debito residuo, per riscuotere il quale l'agente di riscossione procederà con l'attività di recupero nei confronti del contribuente, che però non potrà pagare a rate. La decadenza dalla sanatoria tuttavia, non fa venire meno la possibilità di chiedere la rateizzazione del debito residuo, a condizione che la notifica dell'accertamento esecutivo, dell'avviso di addebito o della cartella di pagamento non risalgano a più di 60 giorni prima della presentazione della relativa domanda.

Come pagare

Il pagamento dell'importo "rottamato" può avvenire in unica soluzione o a rate (secondo il prospetto e le scadenze inviate dal fisco):

  • tramite domiciliazione sul conto corrente bancario del debitore;
  • mediante bollettini precompilati, che devono essere allegati dall'agente di riscossione nel momento in cui comunica al contribuente l'ammissione alla rottamazione;
  • direttamente agli sportelli dell'agente della riscossione.

Quali debiti sono oggetto dalla rottamazione

La sanatoria tramite dichiarazione agevolata è prevista solo per i debiti tributari o connessi (multe, bollo, ecc.) e per gli oneri previdenziali.

Tra i debiti esclusi, invece troviamo:

  • i crediti tributari sorti in uno Stato dell'unione Europea o aderente alla Convenzione Ocse/CoE o con cui l'Italia ha un accordo per l'assistenza alla riscossione;
  • l'Iva riscossa all'importazione;
  • le multe per violazioni commesse all'estero, perché le norme violate non sono quelle del nostro Codice della Strada e perché la condotta illecita, realizzandosi in un Paese straniero fa sorgere un credito in capo a quest'ultimo;
  • i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
  • le multe, le ammende e le sanzioni fissate da provvedimenti e sentenze di condanna penali.

Rottamazione e sovraindebitamento

Il d.l. n. 193/2016, convertito dalla l. n. 225/2016, prevede che alla rottamazione delle cartelle e dei carichi pendenti compresi tra il 2000 e il 2016, sono ammessi anche contribuenti con debiti riferibili a procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento e piani del consumatore.

Anche in questo caso i contribuenti sono esonerati dal corrispondere sanzioni, comprese quelle aggiuntive previste dall' art. 27, comma 1, dlgs. n. 46/1999, interessi di mora e di dilazione.

Rottamazione bis: come funziona

Il ddl 148/2017 ha previsto una seconda sanatoria per:

  • i carichi affidati all'agente della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017;
  • quelli dal 2000 al 2016;
  • quelli per i quali non è stata resa dichiarazione agevolata ai sensi del decreto 193/2016:
  • quelli compresi in piani di dilazione in corso al 24/10/2016, per i quali il debitore non è stato ammesso alla definizione agevolata per il mancato tempestivo pagamento di tutte le rate previste dai piani scadute al 31 dicembre 2016.

Il ddl inoltre:

  • rinvia al 31/07/2018 la scadenza dell'eventuale quarta rata prevista per aprile 2018;
  • mantiene invariata la scadenza della quinta rata, se dovuta, al 30/09/2018;
  • riammette alla rottamazione anche chi ha pagato in ritardo le rate di luglio e settembre.

Rottamazione bis: come fare


Per i ruoli compresi tra il 1° gennaio al 30/09/2017, il debitore che intendeva aderire alla definizione agevolata doveva manifestare all'agente di riscossione la volontà di avvalersene con dichiarazione da inviare entro il 15/05/2018 in via telematica, utilizzando la modulistica pubblicata sul sito dell'agente della riscossione.

Per la rottamazione bis il dl n. 148/2017 stabilisce che è possibile pagare con un massimo di 5 rate con scadenza a luglio, settembre, ottobre, novembre 2018 e febbraio 2019. Sull'importo dovuto, a partire dal 1° agosto 2018, sono dovuti gli interessi (ex art. 21, co. 1, d.P.R. 602/1973).

Entro il 31/03/2018 l'agente ha inviato al debitore, con posta ordinaria, l'avviso contenete i carichi affidati per i quali, al 31/12/2017, non risultava notificata cartella di pagamento.

Entro il 30/06/2018 l'Agente ha comunicato al debitore l'importo dovuto per la definizione, le rate e la scadenza di ciascuna. Questa data è prevista anche come termine ultimo entro il quale l'Agente della riscossione ha comunicato l'importo delle rate scadute al 31/12/2016 e non pagate ai debitori con carichi compresi in piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016, che non hanno pagato tutte le rate scadute alla fine del 2016. Questi debitori sono tenuti a pagare in unica soluzione, entro il il 31/07/2018 o a rate. Il pagamento rateale ne prevede 3: le prime due uguali pari all'80% del totale nei mesi di ottobre e novembre 2018, la terza pari al 20% invece deve essere corrisposta entro febbraio 2019.

Rottamazione-ter

Il decreto n. 119/2018 del 23 ottobre non prevede solo la "Pace Fiscale", ma anche la rottamazione ter o più precisamente la "Definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione", che in sostanza va a sostituire la rottamazione bis. Le cartelle oggetto di questa definizione agevolata sono quelle affidate a Equitalia e all'Agenzia Entrate Riscossione dal primo di gennaio del 2000 fino al 31 dicembre del 2017. Questa rottamazione si presenta particolarmente favorevole per i contribuenti perché consente, anche a chi ha aderito alle precedenti, ma non è riuscito a pagare le rate, di aderire.

Chi può aderire alla rottamazione-ter

In particolare possono chiedere di prendere parte alla rottamazione ter i contribuenti:

- che ne hanno già una in corso e che non sono in regola con le rate, purché paghino entro il 7 dicembre 2018 quelle di luglio, settembre e ottobre;

- le cui cartelle sono state ammesse alla definizione agevolata prevista dal decreto n. 193/2016 e non hanno finalizzato il versamento delle rate;

- che hanno preso parte alla rottamazione bis, prevista dal decreto n. 148/2017, ma non sono ancora riusciti a versare tutte le rate (scadute entro il 31 dicembre 2016) dei passati piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016;

- con debiti derivanti da carichi assegnati all'agente della riscossione e facenti parte dei procedimenti instaurati dopo apposita istanza dei debitori (legge n. 3/2012).

Condizioni della rottamazione-ter

Questa terza rottamazione si presenta più favorevole per i contribuenti rispetto alle precedenti edizioni per le seguenti ragioni:

- si hanno a disposizione 5 anni (fino al 2024) e 10 rate per saldare il proprio debito;

- e un tasso di interesse che da 4,5% è stato ridotto al 2% a partire dal primo agosto 2019.

Il 31 luglio 2019 per chi vuole pagare in un'unica soluzione è il termine ultimo, mentre per chi decide di rateizzare è il termine di scadenza della prima rata.

(21/11/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com

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