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Legittimo il licenziamento di chi fa strisciare il badge da un collega. Anche se il fatto si è verificato una sola volta

Per la Cassazione si tratta di un comportamento idoneo a integrare una grave violazione del dovere di diligenza prescritto ai lavoratori
lavoro licenziamento
di Valeria Zeppilli – Far strisciare il proprio badge da un collega per nascondere l'assenza dal luogo di lavoro è un comportamento assai grave del lavoratore.

Tanto che, anche se posto in essere una sola volta, esso è idoneo a legittimare il recesso del datore di lavoro per giusta causa: la lesione del legame di fiducia è infatti sin da subito irrimediabile.

Ad averlo chiarito, recentemente, è stata la sentenza numero 10842/2016, depositata dalla sezione lavoro della Corte di cassazione il 25 maggio scorso e qui sotto allegata.

In essa i giudici hanno infatti confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa che era stato inferto a un dipendente che aveva alterato il sistema di rilevamento e controllo delle presenze a lavoro e aveva fatto in modo che fosse un collega a timbrare il badge al suo posto.

Per la Corte si tratta di un comportamento idoneo a integrare una grave violazione del dovere di diligenza prescritto ai lavoratori dall'articolo 2104 del codice civile: esso infatti consente a chi lo pone in essere di percepire indebitamente compensi ulteriori rispetto a quelli spettantigli e gli permette di ottenere senza diritto un'abbreviazione del proprio turno di lavoro.

Si tratta, insomma, di un comportamento irregolare e anomalo, inadempiente agli obblighi inerenti l'ufficio del lavoratore e contrario agli interessi del datore di lavoro.

Esso, come già affermato dai giudici del merito, è quindi pienamente idoneo a ledere il vincolo fiduciario che, peraltro, nel caso di specie assumeva profili di speciale rilievo, stante le caratteristiche dell'azienda nella quale si è verificato.

Il licenziamento non può quindi che essere nuovamente confermato, anche in fase di legittimità.

Corte di cassazione testo sentenza numero 10842/2016
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(29/05/2016 - Valeria Zeppilli)
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