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Addio alla disoccupazione se rifiuti le offerte di lavoro

Ecco come cambia il collocamento. Da giugno operativa l'Anpal, obiettivo tolleranza zero
giovane disoccupato vicino a un barbone
di Lucia Izzo - Nessuna tolleranza per chi rifiuta un posto di lavoro e percepisce l'indennità di disoccupazione: verranno sanzionati con il taglio dell'assegno NASpI o, addirittura con la revoca dello stato di disoccupato, coloro che rifiutano, in assenza di giustificato motivo, le congrue offerte di lavoro e non partecipano a iniziative e laboratori di carattere formativo per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro.
Ha le idee chiare Maurizio Del Conte, presidente dell'Anpal, la nuova Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro, istituita dal Jobs Act nell'alveo della più ampia riforma del collocamento.

L'Agenzia dovrebbe essere operativa a partire da giugno poichè, allo stato attuale "manca il decreto di trasferimento delle risorse e delle dotazioni organiche, ancora alla Corte dei Conti" .
Del Conte assicura non solo maggiore sinergia con l'Inps, che si occupa di erogare materialmente gli assegni di disoccupazione, ma soprattutto "tolleranza zero" verso chi rifiuta le opportunità di lavoro e formazione.

L'Anpal sarò in grado di controllare in tempo reale, infatti, se la persona che percepisce la nuova indennità di disoccupazione (NASpI) non si presenta al corso di formazione o non accetta un lavoro; a questo punto l'Agenzia si occuperà di avvisare immediatamente l'Inps così che venga operata almeno una riduzione di parte dell'aiuto.

Come sottolinea Del Conte, l'Anpal potrà verificare i livelli essenziali, ovvero "che i servizi che vengono resi ai disoccupati rispettino gli standard" grazie al "potere di monitoraggio e valutazione".
"La nostra missione più importante" prosegue il Presidente "è quella sull'assegno di ricollocazione, una vera e propria presa in carico del disoccupato. Il nostro obiettivo è fare sì che le persone si rivolgano ai centri per l'impiego perché sono utili. Deve esserci un sistema che accolga il disoccupato e lo accompagni. Una delle prime cose da fare è mettere in funzione un sistema informativo per far incontrare domanda e offerta".

L'Anpal si occuperò di gestire il personale di Italia Lavoro e Isfol, ma non i centri per l'impiego che (per ora) rimarranno assegnati alle Regioni, almeno fino al voto sul prossimo referendum.

Cos'è e come funziona l'ANPAL?


L'ANPAL è disciplinata dal decreto legislativo 150 del 14 settembre 2015. Il Comunicato Stampa n. 115 del Consiglio dei Ministri (qui sotto allegato) chiarisce che l'Agenzia avrà il compito di coordinare la rete dei servizi per le politiche attive del lavoro, attuando le linee di indirizzo triennali e gli obiettivi annuali in materia di politiche attive, nonché la specificazione dei livelli essenziali delle prestazioni da erogare su tutto il territorio nazionale così come stabiliti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

L'Agenzia, come previsto dall'articolo 1 dello schema di decreto, ha personalità giuridica di diritto pubblico, è dotata di autonomia organizzativa, regolamentare, amministrativa, contabile e di bilancio ed è sottoposta alla vigilanza del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Gli organi dell'Agenzia sono: il Presidente; il Consiglio di amministrazione; il Consiglio di vigilanza; il Collegio dei revisori. Restano in carica tre anni rinnovabili per una sola volta.


(12/05/2016 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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