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SPAGNA: Le imprese italiane trovano vantaggioso investire in Spagna vista la nuova riforma del lavoro.

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In ragione delle attuali difficoltà economiche, il Governo spagnolo ha deciso di intervenire con un Regio Decreto Legge, il 3/2012 entrato in vigore il 12 febbraio, per tentare di favorire la ripresa economica con una riforma urgente delle norme sul lavoro. Il tentativo di favorire attraverso le norme la creazione di nuovi posti di lavoro, passa per i contratti di formazione, la cui età di riferimento è fino a 25 anni e, con un tasso di disoccupazione superiore al 15%, è estesa fino ai 30, con un termine di validità dei contratti che va da minimo 12 a massimo 36 mesi. I versamenti dei contributi sociali sono stati resi più convenienti per coloro i quali assumano disoccupati iscritti prima del 1 gennaio 2012 o, anche, per i datori di lavoro che convertano a tempo indeterminato contratti di lavoro stipulati prima dell'entrata in vigore del regio decreto legge, con un tetto di euro annui 1500 per gli uomini e 1800 per le donne. Altre misure vanno a sostegno delle imprese con meno di 25 dipendenti, dove con l'introduzione di contratti a tempo indeterminato per lavoro fulltime, con un periodo di prova pari ad un anno, sarà possibile approfittare di una deduzione pari a 3000 euro con personale assunto di età inferiore ai 30 anni. Anche assumendo disoccupati, è possibile dedurre fino al 50% il valore della stessa quota, per un periodo di 12 mesi. Altro intervento sulla previdenza sociale, è quello che fissa i contributi per lavoratori tra i 16 e i 30 anni nei seguenti modi: il primo anno lavorativo, contributi massimi annui pari a 1.000 euro; dal secondo anno, fino a 1.100 euro annui e, dal terzo anno, fino a 1.200 euro annui massimi. Nel caso di lavoratori over 45, iscritti alle liste di disoccupazione, i contributi arrivano 1.300 euro annui massimi, per tre anni di tempo. In tutti questi casi, il datore di lavoro non può licenziare il personale per i primi tre anni. Anche le aziende con meno di 50 dipendenti possono approfittare di uno speciale intervento sul pagamento dei contributi sociali, qualora rinnovassero contratti nella forma a tempo indeterminato o attraverso il turnover dei lavoratori per pensione anticipata: per 3 anni, infatti, verrebbero pagati contributi sociali annui per una cifra massima pari a 500 euro, per gli uomini, e 700 euro per le donne. Altre misure utili alla flessibilità aziendale, sono quelle relative a modifiche ai salari a causa di difficoltà, misura questa che può portare a cambiare l'orario di lavoro in caso di due semestri di difficoltà economica, con turni di lavoro od altre misure utili. Il licenziamento collettivo è attuabile dopo 3 trimestri di difficoltà economiche, mentre che, il licenziamento giustificato, è valido per dipendenti assenti per un periodo superiore al 20% della giornata lavorativa o per mancanza di adattamento alle direttive aziendali. Per il licenziamento senza giusta causa, è previsto il computo di indennità pari a 33 giorni per anno, per un massimo di 24 mensilità: oltre a ciò, è eliminata la compensazione in attesa di sentenze circa il licenziamento, anche qualora venisse ordinato il reintegro in azienda. Un'altra misura riguarda le donne reintegrate in azienda dopo la maternità: il pagamento dei contributi sociali è fissato a un massimo di 1.200 euro per un periodo massimo pari a 4 anni. Infine, gli uomini di età superiore ai 30 anni e le donne ultra trentacinquenni che aprono una nuova attività, possono contare su una maggiore indennità di disoccupazione, che passa dall'80 al 100%. Per gli imprenditori interessati a fare business in Spagna è disponibile una comparativa fiscale con pratico esempio al seguente link:COMPARATIVA FISCALE ITALIA - SPAGNA
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(16/03/2012 - L.V.)
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