Padre figlia
Abstract: L'Autrice, attraverso suggestioni letterarie e riferimenti normativi, propone un percorso di lettura del senso vero dell'essere padri, quale diritto relazionale dei figli. 

Mentre in passato esisteva il padre-padrone, oggi frequentemente si fa fatica a dare un'identità precisa al padre. Si può tentare di tracciarla leggendo alcuni brani e interpretandoli in senso giuridico.

«Il padre è la memoria della propria origine. Perderlo significa anche bloccare il cammino e il senso del proprio destino» (cardinale Angelo Scola). Il padre è (o dovrebbe essere) il punto di origine e di riferimento della vita del figlio. Questo anche il senso del cognome paterno (seppure si stia aprendo la possibilità di mettere il cognome materno anche in Italia) e della previsione legislativa dell'art. 316 comma 4 del codice civile (abrogata solo col
Che cosa è e quali sono le differenze rispetto al decreto legge" href="https://www.studiocataldi.it/articoli/28686-il-decreto-legislativo.asp" class="keyword-link">decreto legislativo 28 dicembre 2013 n. 154 "Revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, a norma dell'articolo 2 della legge 10 dicembre 2012, n. 219"): "Se sussiste un incombente pericolo di un grave pregiudizio per il figlio, il padre può adottare i provvedimenti urgenti ed indifferibili". L'evento peggiore non è perdere fisicamente il padre, ma perderlo (o non averlo mai avuto) come presenza accanto a sé. A proposito del cognome paterno, il
Che cosa è e quali sono le differenze rispetto al decreto legge" href="https://www.studiocataldi.it/articoli/28686-il-decreto-legislativo.asp" class="keyword-link">decreto legislativo 154/2013 ha abrogato la parte dell'art. 237 cod. civ. "Fatti costitutivi del possesso di stato" in cui si diceva: "che la persona abbia sempre portato il cognome del padre che essa pretende di avere". Il "cognome", nome che tiene insieme una famiglia, non conta se non si vivono reali relazioni familiari che siano elemento di identità personale, familiare e sociale; è questo il senso della lettura congiunta degli artt. 7 e 8 della Convenzione Internazionale dei diritti sull'Infanzia in cui si stabilisce il diritto del fanciullo a conoscere i propri genitori ed essere da essi accudito e il diritto a conservare la propria identità, nome e relazioni familiari.