Il riscontro nella pubblicazione dell'Osservatorio di monitoraggio dei flussi di pensionamento con i dati delle pensioni decorrenti nel 2020 e nei primi sei mesi del 2021 dell'Inps
anziana da sola che conta la pensione

Uomini e donne, si allarga il divario di genere

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L'Inps ha pubblicato i dati l'Osservatorio di monitoraggio dei flussi di pensionamento con i dati delle pensioni decorrenti nel 2020 e nei primi sei mesi del 2021. I numeri testimoniano che la forbice del gap di genere tra i pensionati italiani è in aumento: nel primo semestre del 2021, infatti, le donne hanno percepito mediamente circa 500 euro in meno rispetto agli uomini.

Pensioni, i dati da gennaio a giugno 2021

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Si tratta di dati che, come specifica l'Istituto, subiranno delle variazioni a seguito della futura liquidazione di tutti i trattamenti con decorrenza anteriore al 30 giugno 2021, dovuta allo smaltimento delle domande ancora in giacenza. Per il 2021 sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità contributiva per la pensione anticipata, sono rimasti immutati rispetto al 2020. In particolare, l'età di accesso alla pensione di vecchiaia è di 67 anni, per entrambi i sessi e i settori lavorativi dipendenti privati e autonomi. Nello specifico, il documento asserisce che, da gennaio a giugno 2021 lo scarto tra l'importo medio degli assegni previdenziali percepiti dagli uomini, pari a 1.429 euro, e quello delle lavoratrici (931 euro) è stato di 498 euro, circa 33 euro in più di quello registrato a fine 2020.

Pensioni uomini e donne, le ragioni del divario

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Ma com'è possibile che ci sia questa differenza e che sia in aumento? I numeri dicono che nel primo semestre di quest'anno sono state pagate 389.924 pensioni, con oltre 125mila uscite anticipate. Un ruolo importante sulle somme degli assegni pubblici è dato anche anche Quota 100. La pensione dunque risulta mediamente più bassa proprio perché con Quota 100 è stato ridotto il numero degli anni di contributi necessari rispetto alla soglia contributiva del canale tradizionale per l'uscita anticipata: 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 e 10 per le donne oltre a tre mesi di finestra mobile Infine, da evidenziare che l'importo medio dei trattamenti liquidati dall'Inps tra gennaio e giugno di quest'anno sia stato di 1.155 euro. Inoltre, in base a quanto riportato, gli assegni mediamente più pesanti continuano ad essere quelli dei dipendenti pubblici con 1.979 euro (in tutto 52.139 nuovi trattamenti).

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Foto: 123rf.com
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