La scelta di un avvocato divorzista deve tenere conto di diversi aspetti, competenza specialistica in materia e aggiornamento continuo sono un valore aggiunto, ma anche la disponibilità e costi trasparenti sono importanti
foto di matrimonio rotta

Avvocato divorzista

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L'avvocato divorzista è una figura professionale di estrema importanza quando il matrimonio va in crisi. In caso di separazione o divorzio è bene non avere fretta nella scelta del professionista a cui conferire l'incarico di assistenza e rappresentanza dei propri interessi. Si tratta di una scelta importante, per cui è bene non affidarsi a consigli di amici o parenti dati senza cognizione di causa. Sconsigliato anche il fai da te, cercando su Internet un avvocato a caso. Vediamo quindi quali sono i criteri da seguire per scegliere il miglior avvocato divorzista per le proprie esigenze.

Competenza in diritto di famiglia e matrimonio

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Il primo aspetto da considerare nella scelta dell'avvocato divorzista è senza dubbio l'acquisita competenza in materia e la specializzazione in diritto di famiglia. Non è mai conveniente affidarsi a professionisti che, spesso per necessità, dedicano le loro energie a diversi rami del diritto.

Il diritto di famiglia, che comprende anche la disciplina del matrimonio e della fase patologica dello stesso, è una materia complessa, con risvolti inaspettati, che richiede buone abilità tecniche, ma anche specifiche attitudini personali e psicologiche. Le separazioni e i divorzi, soprattutto se sono presenti dei minori, richiedono una certa sensibilità e attenzione, legate alla necessità di tutelare prima di tutto questi soggetti ancora in fase di formazione.

La competenza ovviamente si raggiunge anche grazie all'aggiornamento continuo del legale attraverso la frequentazione di corsi di specializzazione, partecipazione a convegni, studio ed esperienza sul campo.

Conoscenza negoziazione assistita e procedure alternative

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Un buon avvocato, in presenza di determinate condizioni, deve essere in grado di proporre ai propri clienti anche soluzioni alternative alle classiche procedure di separazione e divorzio in tribunale.

Ad oggi infatti, una coppia che si vuole separare o divorziare ha a disposizione anche la negoziazione assistita. Trattasi d una procedura molto più snella e rapida, perfino della separazione consensuale e del divorzio congiunto, che richiedono comunque diversi mesi prima che l'iter sia concluso e venga emessa la sentenza o omologato l'accordo.

La negoziazione assistita, al contrario, consente di chiudere la procedura in un termine assai più breve. Bastano infatti pochi incontri per avere un titolo equivalente a una sentenza per regolare il post separazione e divorzio.

Il procedimento, fin dal primo incontro, consente di stipulare una convenzione di negoziazione assistita. Nel corso del secondo incontro in studio invece si può procedere alla stipula di un accordo di separazione. Questo accordo, se la coppia ha figli minori, deve essere trasmesso al Pubblico Ministero, che deve dare la sua autorizzazione. Conclusa questa fase, che quindi è eventuale, l'accordo deve essere inviato al Comune competente per procedere alla sua trascrizione nei registri dello stato civile. Detta comunicazione deve essere effettuata dal legale nel termine, in effetti piuttosto stringente, di 10 giorni.

In pratica, grazie alla negoziazione assistita è possibile chiudere l'iter in un mese.

Vicinanza dell'avvocato al foro competente

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Chi opta per una delle procedure di separazione o divorzio davanti al Tribunale deve invece tenere conto anche di un altro aspetto.

Quando si deve avviare una procedura di separazione, il codice di procedura civile all'art, 706 dispone che la domanda deve essere proposta "al tribunale del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza, del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio, con ricorso che deve contenere l'esposizione dei fatti sui quali la domanda è fondata."

Parimenti, in caso di divorzio, l'art. 4 della legge 898/1970 dispone che: "La domanda per ottenere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio si propone al tribunale del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza, del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio."

Chiaro che scegliere un avvocato con lo studio vicino al tribunale competente, avrà riflessi positivi non solo sui costi, ma anche sul procedimento. Un avvocato abituato ad esercitare in un determinato tribunale ha sicuramente un maggiore conoscenza delle prassi di quel foro. Aspetto davvero molto importante, anche perché le cause di volontaria giurisdizione sono spesso condizionate da questo aspetto.

Reperibilità e contatti dell'avvocato divorzista

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Chi attraversa una crisi familiare spesso ne risente anche a livello psicologico. Ovviamente questo non deve autorizzare a chiamare il proprio legale a ogni ora del giorno e della notte, non appena arriva un dubbio, una paura o un incertezza sul da farsi. Occorre sempre tenere presente che l'avvocato ha una sua vita privata. Avere però un numero privato da chiamare in caso di emergenza, senza dover essere filtrati dalla segretaria dello studio, rappresenta senza dubbio un aspetto di cui tenere conto e che dimostra la disponibilità e l'attenzione del professionista verso il cliente.

Preventivo scritto per costi trasparenti

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Un altro aspetto da considerare quando ci si rivolge a un avvocato divorzista è senza dubbio il costo della prestazione. Separazione e divorzio hanno infatti riflessi importanti sulle condizioni economiche dei due coniugi. E' quindi importante saper fin dall'inizio quali saranno i costi della procedura che li porterà a porre fine alla loro vita insieme.

Per questo il cliente deve avere sempre la possibilità di sapere in anticipo quali sono i costi da sostenere per il legale. Il Codice deontologico della professione forense prevede tra l'altro che il cliente ha il diritto di chiedere un preventivo scritto, prima di decidere se conferire o meno l'incarico.

Questo documento è fondamentale non solo per rendere edotto il potenziale cliente dei costi che dovrà sostenere, ma anche perché in un certo senso sigla l'impegno, una volta accettato, da parte di entrambi.

Detto questo è vero però che non è sempre possibile preventivare in modo preciso i propri compensi e onorari. Pensiamo ad esempio a una procedura di separazione o divorzio molto conflittuale che richiede un processo lungo e complesso, magari con un'istruttoria articolata. In questi casi il cliente è costretto ad accontentarsi di un preventivo "di massima".

La scelta dell'avvocato in base al compenso richiesto non deve essere ovviamente il criterio guida. Non considerare anche questo però può rivelarsi controproducente.

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Foto: 123rf.com
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