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Avvocati: perché portano la toga nera?

La toga nera è il simbolo di un ruolo che, purtroppo, sta perdendo il fascino della solennità. Vediamo la sua storia e il suo significato
toga appesa su libreria

di Annamaria Villafrate - L'emozione che un avvocato prova nel momento in cui indossa la toga per la prima volta è unica. La toga infatti non è solo un paramento. Essa ha un significato illustre e origini antichissime. Vediamo qual è la sua storia, come è fatta e quale messaggio trasmette.

La toga dell'epoca romana

La toga nasce nell'antica Roma. In quel periodo è un drappo che si indossa sopra la tunica, annodato sulla spalla sinistra per avvolgere il corpo e passato sotto l'ascella destra, per lasciare libero il braccio.

La toga può essere indossata solo dai cittadini romani maschi e liberi, che rivestono determinate cariche e funzioni. Essa infatti è l'emblema esteriore del potere civile e politico di chi esercita funzioni pubbliche di un certo rilievo.

Le toghe hanno colori e fogge diverse e possono essere indossate n situazioni particolari e solo da chi ricopre certe cariche. La toga bianca, ad esempio, viene indossata da chi si candida alle elezioni, quella orlata di porpora invece è l'indumento distintivo di magistrati, senatori e antichi Re di Roma.

Il nero non è un colore molto usato nell'epoca romana per tingere i tessuti. La toga più importante di colore scuro (grigio o marrone) è "la pulla", indossata nei giorni di lutto.

La toga nel Medioevo diventa nera

Durante l'età di mezzo il nero, colore tipico dell'oscurantismo del periodo, assume un significato diverso e la toga, trasformandosi in un abito vero e proprio, diventa una specie di uniforme. Medici, professori, avvocati e notai la indossano in considerazione del ruolo che ricoprono nella società. Ecco quindi il momento in cui la toga degli avvocati diventa nera.

La toga: come è fatta?

Forma, tessuto, decori e accessori della toga sono stabiliti dal R.D. n. 2641 del lontano 14-12-1865 che, nella sezione dedicata alle "divise" di avvocati e procuratori, stabilisce:

"Nelle pubbliche udienze delle corti e dei tribunali gli avvocati patrocinanti indossano le seguenti divise: Toga di lana nera alla foggia di quella prescritta per i funzionari giudiziari, ma abbottonata sul davanti con maniche orlate di un gallone di velluto nero, rialzate e annodate sulle spalle con cordoni e nappine di seta nera; hanno il tocco di seta nera fregiato di un gallone di velluto nero, e il collare di tela batista.

I procuratori vestono toga di lana nera, abbottonata sul davanti, con maniche rialzate e annodate sulle spalle con cordoni di lana nera; hanno tocco di seta nera senza gallone, e collare di tela batista."

Un elemento distintivo importante della toga è la cordoniera. I colori di questo elemento decorativo variano in base alle magistrature superiori innanzi alle quali l'avvocato è abilitato a patrocinare. Oro e seta nera per la Cassazione, argento e seta nera per il Consiglio di Stato.

Toga: quando è obbligatorio indossarla?

La legge prevede l'obbligo, punibile con sanzione disciplinare, d'indossare la toga nelle pubbliche udienze delle corti e dei tribunali e innanzi ai consigli dell'ordine e al consiglio superiore forense.

In realtà da tempo gli avvocati hanno adottato l'abitudine di vestire la toga solo nel corso delle udienze penali e quando devono patrocinare una causa davanti alla Corte Cassazione o al Consiglio di Stato.

Toga: simbolo del diritto di difesa

Rispondendo alla domanda posta all'inizio, gli avvocati vestono la toga perché essa è un simbolo esteriore di libertà e prestigio. Il professionista della legge infatti garantisce e tutela il diritto costituzionale alla inviolabilità della difesa. Il difensore svolge un mestiere nobile, che ha il suo fondamento nella Costituzione e la sua autorevolezza nella storia.

Nel momento in cui l'avvocato indossa la toga davanti all'autorità giudiziaria si mette al servizio del cittadino, diventando suo tramite e strumento, per cercare verità e giustizia.

Come sosteneva Calamandrei del resto: "Avvocato sommo è colui che riesce a parlare in udienza colla stessa semplicità e la stessa schiettezza con cui parlerebbe al giudice incontrato per via: colui che, quando veste la toga, riesce a dare al giudice l'impressione che può fidarsene come se fosse fuori di udienza."

(19/02/2018 - Annamaria Villafrate)
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