Buoni spesa Covid: cosa sono, come funzionano e a chi spettano nel 2021 le misure di sostegno alimentare che verranno erogate dai Comuni
famiglia fa la spesa col carrello

Cos'è il bonus spesa

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Il bonus spesa è una forma di aiuto introdotta in piena pandemia. Si tratta di un vero e proprio buono spesa che viene erogato dai Comuni per aiutare tutte quelle famiglie che si trovano in condizioni di difficoltà a causa dell'emergenza sanitaria che ancora attanaglia il nostro Paese.

I soggetti in difficoltà a causa della pandemia si stanno già chiedendo quando arriveranno questi buoni spesa. La risposta varia da Comune a Comune, come per tutte le altre caratteristiche dei buoni, di cui infatti si forniscono di seguito indicazioni comuni generali. Chi è interessato alla misura quindi deve monitorare il sito del proprio Comune di appartenenza o recarsi direttamente negli uffici dello stesso per avere tutte le informazioni di dettaglio.

Fondo per i buoni spesa Decreto Ristori ter

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Si torna a parlare di bonus spesa perché il Decreto Ristori ter del novembre 2020 (poi abrogato e integrato nel maxi Decreto Ristori di Natale) ha istituito un fondo apposito per consentire ai Comuni d'intraprendere iniziative di solidarietà alimentare. L'art. 2 di detto Decreto dispone infatti che: "1. Al fine di consentire ai comuni l'adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'interno un fondo di 400 milioni di euro nel 2020, da erogare a ciascun comune, entro 7 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sulla base degli Allegati 1 e 2 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 658 del 29 marzo 2020. 2. Per l'attuazione del presente articolo i comuni applicano la disciplina di cui alla citata ordinanza n. 658 del 2020. 3. Le variazioni di bilancio riguardanti l'utilizzo delle risorse trasferite dal Bilancio dello Stato connesse all'emergenza COVID-2019 possono essere deliberate dagli enti locali sino al 31 dicembre 2020 con delibera della giunta."

Il decreto Ristori ter quindi non fa che prorogare i bonus spesa che erano stati previsti a inizio pandemia per aiutare i più bisognosi attraverso la distribuzione di generi alimentari.

Le modalità di distribuzione dei fondi ai Comuni

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Per quanto riguarda le modalità di assegnazione dei fondi il Decreto Ristori ter rimanda all'ordinanza del Dipartimento della Protezione Civile, che è quindi è ancora il punto di riferimento per quanto riguarda i criteri di attribuzione delle somme ai vari Comuni d'Italia. Per il riconoscimento dei Fondi rilevano infatti ancora l'indice di povertà del Comune e il numero degli abitanti. Per quanto riguarda però la cernita finale dei soggetti più bisognosi che hanno diritto al bonus spesa, spetta al Sindaco in collaborazione con l'ufficio dei servizi sociali, compierla. Le indicazioni che verranno fornite di seguito quindi sono meramente indicative. Come anticipato infatti, spetta ai singoli Comuni determinare nel dettaglio i criteri di erogazione.

Chi ha diritto ai buoni spesa

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La misura è stata pensata per i soggetti in condizioni di effettiva difficoltà. Ne hanno diritto le famiglie con ISEE molto basso, in genere sotto gli 8 mila euro. Ne hanno diritto però anche coppie senza figli e single in stato di difficoltà. Hanno in genere priorità rispetto agli altri di ricevere i buoni spesa coloro che non ricevono nessun altra forma di aiuto o di sostegno pubblico, ma come anticipato ogni Comune ha il potere di definire criteri propri per il riconoscimento della misura come specificato nei vari bandi comunali.

Ci sono tuttavia alcuni requisiti che, a livello generale, sembrano richiesti da tutti i Comuni:

  • essere in possesso della cittadinanza italiana, avere la residenza nel Comune a cui ci si rivolge per il buono spesa e se straniero avere il permesso di soggiorno;
  • non essere destinatario di altre forme di aiuto e se parte di un nucleo familiare formato da più soggetti nessuno dei membri deve percepire Reddito o pensione di cittadinanza o al tre forme di aiuto come la Cassa Integrazione ad esempio;
  • dimostrare un grave peggioramento della propria condizione economica a causa della pandemia da Covid19 producendo un'autocertificazione (che viene sottoposta a controllo e a cui consegue, in caso di dichiarazioni mandaci, l'applicazione della relativa sanzione) o l'ISEE. Documenti da cui deve risultare l'impossibilità di acquistare generi alimentari.

Il Comune prima di erogare il buono effettua in genere anche dei controlli finalizzati ad appurare la situazione economico patrimoniale della famiglia, compresi i conti correnti e la situazione lavorativa dei vari componenti del nucleo.

Cosa si può comprare con i buoni spesa

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Grazie ai buoni spesa è possibile acquistare beni alimentari, ma anche farmaci e beni di prima necessità nelle catene e nei negozi che aderiscono all'iniziativa. In genere il Comune pubblica sul proprio sito l'elenco dei negozi in cui si possono acquistare i beni con i buoni.

Al momento le catene di supermercati che aderiscono all'iniziativa sono Conad, Coop, Carrefour, Esselunga, Eurospin e Simply.

Quanto vale un bonus spesa

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Per quanto riguarda il taglio dei bonus spesa, l'importo varia in genere da un minimo di 50 euro fino a un massimo di 700 euro. Come anticipato però la misura è incompatibile con altre forme di sostegni al reddito erogati dallo Stato.

Come fare domanda per i bonus spesa

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Anche per quanto riguarda le procedure ogni Comune ha fissato regole proprie. In linea generale però le domande per il bonus spesa possono essere presentare nelle seguenti modalità:

  • attraverso la compilazione di un modulo che viene messo a disposizione dal Comune sul proprio sito a cui in genere occorre allegare un'autocertificazione o il modello ISEE necessari a documentare lo stato di difficoltà economica;
  • rivolgendosi ai Caf presenti sul territorio che dopo aver effettuato un controllo fiscale e reddituale del richiedente inoltrano la domanda al Comune di riferimento;
  • recandosi presso i servizi sociali del Comune.

Come si fa a sapere se si ha diritto al buono spesa

Il metodo più utilizzato dai vari Comuni per rendere noto ai diretti interessati che hanno diritto al buono spesa, avviene attraverso la pubblicazione sul proprio sito internet di elenchi anonimi, in cui, ai fini del riconoscimento, si utilizza lo stesso codice della domanda. Alcuni Comuni però provvedono a comunicare direttamente ai soggetti interessati che hanno diritto ai buoni spesa richiesti.

Modalità di consegna dei buoni spesa

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Dal punto di vista pratico i bonus spesa possono essere erogati nelle seguenti modalità, che varia da Comune a Comune:

  • tramite consegna del buono direttamente al domicilio del beneficiario;
  • fornendo le indicazioni necessarie per scaricare il buono online;
  • inviando i buoni sulla casella di posta elettronica dell'avente diritto;
  • sotto forma di carta prepagata;
  • tramite applicazione telefonica.
Leggi anche Coronavirus: in arrivo buoni spesa alle famiglie

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Foto: 123rf.com
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