Il Decreto Ristori bis riconosce un bonus baby sitter di 1000 euro per i genitori delle zone rosse, ma attenzione, non si può usare per pagare i parenti
Famiglia circondata da banconote

1000 euro per i genitori delle zone rosse

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Il Decreto Ristori Bis, approvato nella notte di venerdì 6 novembre, è stato pubblicato in Gazzetta ed è in vigore dal 9 novembre 2020. Il testo prevede, tra le altre, una misura che interesserà senza dubbio le famiglie con figli in età scolastica che, a causa dell'emergenza Covid, devono riorganizzare le proprie giornate, per conciliare lavoro e bambini a casa a causa della chiusura delle scuole.

Si tratta dell'art. 14 del decreto, che prevede il bonus baby sitter di 1000 euro per le zone rosse. Il testo infatti è molto chiaro: per il momento la misura è prevista solo per le aree del territorio nazionale che presentano uno scenario sanitario di massima gravità e un livello di rischio elevato, come individuate dalle ordinanze del Ministro della salute, adottate ai sensi dell'art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020, nelle quali sono state chiuse le scuole secondarie di primo grado. Dall'entrata in vigore della disposizione i genitori lavoratori, che risultano iscritti alla Gestione separata Inps o alle gestioni speciali dell'Ago e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, hanno diritto a uno o più bonus per acquistare servizi di baby-sitting nel limite massimo di 1000 euro, da utilizzare limitatamente al periodo in cui la didattica in presenza viene sospesa.

Il bonus baby sitter è riconosciuto anche ai genitori affidatari e ai genitori di figli disabili, che si trovano in una situazione di difficoltà accertata in base alla legge 104/1992, che sono iscritti a scuola (di ogni ordine e grado) o in un centro assistenziale diurni, che risultano chiusi per evitare la diffusione del contagio da Covid19.

Condizioni e limiti del Bonus baby sitter

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Il bonus baby sitter è riconosciuto alternativamente in favore di uno dei due genitori se le prestazioni lavorative non possono essere svolte da casa in modalità agile.

In ogni caso il bonus non viene riconosciuto se nel nucleo familiare si trova un genitore disoccupato o non lavoratore o un genitore lavoratore la cui attività è stata sospesa per motivi sanitari, che percepisce già una forma di sostegno al reddito.

Un altro limite del bonus è che non può essere utilizzato per "le prestazioni rese dai familiari". In sostanza in bonus non spetta se si vuole destinare la somma per pagare nonni e zii o comunque parenti che si occupano dei bambini a casa da scuola. La misura inoltre non è cumulabile con il bonus nido.

Erogazione del bonus baby sitter

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Il bonus baby sitter viene erogato tramite libretto di famiglia, a seguito di domanda da presentare all'Inps secondo le modalità operative indicate dall'Istituto.

Per accedere al servizio è necessario essere in possesso del Pin o dello Spid, anche se occorre attendere la pubblicazione del decreto prima di conoscere la data da cui sarà possibile inoltrare le domande all'Inps.

L'Istituto, in base alle istanze pervenute, rigetterà quelle che superano il limite di spesa stabilito di 7,5 milioni di euro per il 2020, dando comunicazione al Ministero del Lavoro e a quello dell'Economia e Finanze dei risultati delle attività di monitoraggio. Previsti per il 2021 altri 7,5 milioni di euro per la misura "in termini di indebitamento netto e fabbisogno, conseguenti all'ordinanza del Ministro della salute del 4 novembre 2020."

Per i genitori che lavorano c'è anche il congedo straordinario

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Al bonus baby sitter si affianca anche la misura disciplinata dall'art. 13 del Decreto Ristori Bis, che riconosce ai genitori lavoratori delle zone che presentano una situazione sanitaria di gravità massima, di astenersi dal lavoro per tutta la durata della sospensione della didattica in presenza. Destinatari della misura solo i genitori dei bambini delle scuole secondarie di primo grado, che non possono svolgere la propria prestazione lavorativa in modalità agile. Per loro, in luogo della retribuzione, viene riconosciuta un'indennità pari al 50% della stessa e la copertura da contribuzione figurativa per tutto il periodo di congedo.

Come per il bonus babysitter, beneficiano dell'astensione dal lavoro e del conseguente riconoscimento dell'indennità pari al 50% della retribuzione anche i genitori di figli disabili gravi accertati in base ai parametri della legge 104/1992, iscritti a scuole di ogni ordine a grado o a centri diurni di assistenza, che risultano chiusi.

Per il congedo il Governo ha stanziato 52,1 milioni di euro per il 2020, pertanto se l'Inps, a seguito di un'attenta attività di monitoraggio (i cui dati dovranno essere comunicati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze) dovesse rilevare che le domande inoltrate non potranno essere soddisfatte per esaurimento delle risorse, procederà al rigetto delle stesse. Il Governo ha inoltre previsto uno stanziamento di 2,4 milioni di euro per il 2020, al fine di garantire la sostituzione del personale scolastico che beneficerà del congedo straordinario (docenti, educatori, amministrativi, tecnici e ausiliari).

Leggi anche Decreto Ristori: tutte le misure

Scarica pdf DL n. 149 del 09.11.2020
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