Per la Consulta è necessario applicare "l'incremento al milione" agli assegni di invalidità perché sono insufficienti a mantenere i soggetti disabili
uomo invalido sulla sedia a rotelle

Assegni di invalidità troppo bassi

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La Corte Costituzionale con il comunicato del 24 giugno (sotto allegato), in attesa del deposito della sentenza emessa su una questione di costituzionalità sollevata dalla Corte d'Appello di Torino, si è pronunciata: "285,66 euro mensili, previsti dalla legge per le persone totalmente inabili al lavoro per effetto di gravi disabilità, non sono sufficienti a soddisfare i bisogni primari della vita"

In questo modo si viola il precetto contenuto nell'art. 38 della Costituzione che così dispone: "Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L'assistenza privata è libera."

Per un tetraplegico 285,66 euro sono insufficienti

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La vicenda che dato il via al procedimento giudiziale riguarda in particolare un soggetto affetto da tetraplegia spastica neonatale, patologia talmente debilitante da con consentirgli di svolgere i più elementari gesti per vivere la propria quotidianità e comunicare con l'esterno.

La Consulta di fronte a un caso di inabilità così grave ha affermato l'insufficienza dell'assegno di 285,66 euro corrisposto, perché non consente allo stesso di mantenersi, come invece richiederebbe l'art. 38 della Costituzione.

"Incremento al milione" dai 18 anni in su

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Per la Consulta è necessario ricorrere al criterio dell'"incremento al milione", che corrisponde a 516,46 euro anche per i trattamenti destinati agli invalidi, senza aspettare il raggiungimento del sessantesimo anno di età previsto dalla legge.

Tale incremento dovrà essere applicato a tutti gli invalidi civili totali fin dal compimento del 18 anno di età, che non dispongono di redditi annui pari o superiori a 6.713,98 euro.

La pronuncia disporrà solo per il futuro, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale, ferma restando la possibilità per il legislatore di rivedere la disciplina in materia, rimodulando l'entità delle misure assistenziali attualmente previste.

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Foto: 123rf.com
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