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Le pensioni di invalidità

Tipi di assistenza previdenziale e requisiti per il beneficio
uomo invalido sulla sedia a rotelle

Avv. Daniele Paolanti - L'utilizzo dell'espressione pensione di invalidità è ambiguo e comunque non idoneo a qualificare un singolo tipo di prestazione previdenziale. Quando si parla di pensione di invalidità si allude non solo a quella definita e disciplinata dalla legge 12 giugno 1984, n. 222, recante la "Revisione della disciplina della invalidità pensionabile" ma anche a coloro i quali siano definiti invalidi civili, che possono beneficiare di una prestazione assistenziale commisurata ad una determinata invalidità ed a condizione che non superino un certo limite di reddito.

Sono considerati invalidi, ai sensi dell'art. 1 della legge 12 giugno 1984 n.222, coloro i quali si trovino in determinate posizioni, ed in species: "Si considera invalido, ai fini del conseguimento del diritto ad assegno nell'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti ed autonomi gestita dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, l'assicurato la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle sue attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo". Il diritto alla prestazione previdenziale sorge indipendentemente dalla presenza di un rapporto assicurativo, dal momento che sussiste il diritto all'assegno anche nei casi in cui la riduzione della capacità lavorativa, oltre i limiti stabiliti dal comma precedente, preesista al rapporto assicurativo, purché vi sia stato successivo aggravamento o siano sopraggiunte nuove infermità. Rientrano in questo campo il c.d. assegno di invalidità, riconosciuto a coloro i quali abbiano un'invalidità accertata oscillante tra il 67 ed il 99%, la pensione di inabilità civile, erogata per un'invalidità pari al 100%; l'indennità di frequenza, riconosciuta verso i minori di 18 anni e l'indennità di accompagnamento che viene erogato per la non autosufficienza. Nella presente guida esamineremo appunto dette prestazioni assistenziali.

L'assegno di invalidità

Ne possono beneficiare coloro i quali si trovino nelle condizioni di cui all'art. 13 della Legge 30 marzo 1971 n. 118, ovvero "Agli invalidi civili di età compresa fra il diciottesimo e il sessantaquattresimo anno nei cui confronti sia accertata una riduzione della capacità lavorativa, nella misura pari o superiore al 74 per cento, che non svolgono attività lavorativa e per il tempo in cui tale condizione sussiste, è concesso, a carico dello Stato ed erogato dall'INPS, un assegno mensile di euro 242,84 per tredici mensilità, con le stesse condizioni e modalità previste per l'assegnazione della pensione di cui all'articolo 12". Dunque, riassumendo: condizione necessaria perché l'assegno possa essere erogato è un'età compresa tra i 18 ed i sessantaquattro anni di età accompagnata da una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%. Per beneficiare di detta prestazione "Attraverso dichiarazione sostitutiva, resa annualmente all'INPS ai sensi dell'articolo 46 e seguenti del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, il soggetto di cui al comma 1 autocertifica di non svolgere attivita' lavorativa. Qualora tale condizione venga meno, lo stesso e' tenuto a darne tempestiva comunicazione all'INPS".

La pensione di inabilità civile

Si tratta di una prestazione economica erogata a favore di coloro i quali abbiano un'inabilità lavorativa totale e permanente, a condizione che il soggetto abbia un reddito non superiore alle soglie previste annualmente dalla legge. Essa può essere erogata "Ai mutilati ed invalidi civili di età superiore agli anni 18, nei cui confronti, in sede di visita medico-sanitaria, sia accertata una totale inabilità lavorativa, è concessa a carico dello Stato e a cura del Ministero dell'interno, una pensione di inabilità di lire 234.000 annue da ripartire in tredici mensilità con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda per l'accertamento della inabilità". Per poter accedere a detto beneficio si deve presentare domanda dopo aver richiesto al proprio medico di base il certificato medico introduttivo.

L'indennità di frequenza

Può essere concessa ai minori degli anni diciotto a condizione che gli stessi abbiano una ridotta capacità di poter assolvere ai loro compiti ed alle funzioni proprie della loro età nonché ai minori che abbiano una perdita uditiva superiore a certi limiti che sono individuati dalla legge. Ai sensi dell'art. 1 della Legge 11 ottobre 1990 n. 289 (recante "Modifiche alla disciplina delle indennità di accompagnamento di cui alla legge 21 novembre 1988, n. 508, recante norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti e istituzione di un'indennità di frequenza per i minori invalidi") "Ai mutilati ed invalidi civili minori di anni 18, cui siano state riconosciute dalle commissioni mediche periferiche per le pensioni di guerra e di invalidità civile difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, nonché' ai minori ipoacusici che presentino una perdita uditiva superiore ai 60 decibel nell'orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1.000, 2.000 hertz, è concessa, per il ricorso continuo o anche periodico a trattamenti riabilitativi o terapeutici a seguito della loro minorazione, una indennità mensile di frequenza di importo pari all'assegno di cui all'articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, e successive modificazioni, a decorrere dal 1° settembre 1990".

L'indennità di accompagnamento

Si tratta di una prestazione previdenziale non reversibile, di cui possono beneficiare i soggetti indicati nella legge 11 febbraio 1980, n. 18 recante "Indennità di accompagnamento agli invalidi civili totalmente inabili" il cui articolo 1 così dispone "Ai mutilati ed invalidi civili totalmente inabili per affezioni fisiche o psichiche di cui agli articoli 2 e 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118, nei cui confronti le apposite commissioni sanitarie, previste dall'articolo 7 e seguenti della legge citata, abbiano accertato che si trovano nella impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di un'assistenza continua, e concessa un'indennità di accompagnamento, non reversibile, al solo titolo della minorazione, a totale carico dello Stato, dell'importo di lire 120.000 mensili a partire dal 1 gennaio 1980, elevate a lire 180.000 mensili dal 1 gennaio 1981 e a lire 232.000 mensili con decorrenza 1° gennaio 1982. Dal 1° gennaio 1983 l'indennità di accompagnamento sarà equiparata a quella goduta dai grandi invalidi di guerra ai sensi della tabella E, lettera a-bis, n. 1, del decreto del Presidente, della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915".

La pensione di invalidità e di inabilità per gli avvocati

Per gli avvocati giova rammentare che la Cassa di previdenza ed assistenza forense corrisponde i seguenti trattamenti: Pensione di vecchiaia, pensione di anzianità, pensione di invalidità, pensione di inabilità, pensione di reversibilità, pensione indiretta e pensione di vecchiaia contributiva. Per poter accedere ad uno dei suesposti trattamenti previdenziali è necessario presentare domanda. 

La pensione di invalidità può essere concessa all'iscritto la cui capacità all'esercizio della professione sia ridotta in modo continuativo, a meno di un terzo, per infermità o difetto fisico o mentale, che siano sopravvenuti dopo l'iscrizione. Possono beneficiare del trattamento pensionistico anche coloro i quali abbiano un'infermità o difetti fisici o mentali invalidanti che comunque preesistano al rapporto assicurativo, a condizione che vi sia stato un successivo aggravamento o siano sopraggiunte nuove infermità che abbiano provocato la riduzione a meno di un terzo della capacità lavorativa.

La pensione di inabilità può essere concessa a chi ha perso la capacità di esercitare la professione in modo permanente e totale a causa di malattia o infortunio.

Sulla pensione di invalidità e di inabilità per gli avvocati e i requisiti per accedere al beneficio si rimanda al paragrafo di approfondimento della guida: "Previdenza Forense: guida legale semplificata"

Daniele PaolantiDaniele Paolanti - profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attività di assistenza alla didattica.
(18/02/2017 - Avv.Daniele Paolanti) Foto: 123rf.com
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