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Limite contanti: la guida

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Limite contanti: guida generale ai limiti sull'uso del contante partendo dall'evoluzione normativa fino alle nuove disposizioni contenute nel decreto fiscale 2020
soldi che volano via in cielo dentro bolle di sapone

di Annamaria Villafrate - La missione del Governo di contrastare con qualsiasi mezzo a disposizione l'evasione fiscale e impedire il riciclaggio di denaro emerge da tutta una serie di misure finalizzate a tracciare ogni trasferimento di denaro e a introdurre nuovi limiti di utilizzo per il contante. Dal primo luglio 2020 il limite per l'uso dei contanti scenderà dagli attuali 3000 a 2000 euro, per scendere ulteriormente dal 2022 a 1000 euro, come accaduto sotto il Governo Monti.

Novità che fornisce l'occasione per ripercorrere l'evoluzione di tutte quelle norme che, a partire dal lontano 1991, hanno limitato in misura diversa l'uso dei contanti, nel tentativo di contrastarne il trasferimento illecito:

  1. Limite contanti: evoluzione normativa
  2. Le limitazioni al contante attualmente vigenti
  3. Esclusi i trasferimenti con banche e Poste italiane Spa
  4. Sanzioni fino a 50.000 euro
  5. Limiti per i compro oro
  6. Limiti contanti 2020

Limite contanti: evoluzione normativa

Il denaro contante, rappresentato da monete e banconote emesse esclusivamente dalle autorità autorizzate, da decenni è oggetto di interventi normativi più o meno restrittivi, per limitarne l'utilizzo, con l'obiettivo, attraverso il tracciamento dei pagamenti, di ridurre l'evasione fiscale.

Nel 1991 il limite è di 20 milioni

Il primo intervento legislativo finalizzato a limitare l'uso dei contanti risale al Governo Andreotti.

Il dl n. 143/1991 (convertito nella legge n. 197/1991) all'art 1 fissa il divieto di trasferimento di denaro contante, libretti di deposito bancari o postali e titoli al portatore in valuta straniera o in lire quando il valore da trasferire supera i 20.000.000 di lire.

Nel 2002 il limite è fissato in euro

Dopo l'ingresso dell'euro il limite dei 20.000.000 di lire per i contanti viene semplicemente convertito nel valore corrispondente pari a 10.329,14 euro.

Dal 26 dicembre 2002 il limite sale a 12.500 euro

Il dm del 17 ottobre 2002 fissa la soglia al di sopra della quale non si può utilizzare denaro contante in 12.500,00 euro. Il limite non subisce modifiche fino al 29 aprile 2008. Nel frattempo l'articolo unico, comma 49 della legge n. 296/2006 sancisce l'obbligo di tracciamento dei pagamenti.

Dal 30 aprile 2008 si scende a 5000 euro

L'art 49 del dlgs n. 231/2007, nella sua prima versione abbassa notevolmente il limite di utilizzo del contante portandolo a 5000 euro.

Dal 25 giugno 2008 si torna al limite dei 12.500 euro

Il dl n. 112/2008 convertito nella legge n. 113/2008 vieta l'utilizzo del denaro contante o di titoli al portatore per importi pari o superiori a 12.500 euro.

Fino al 31 maggio 2010 il limite resta fissato a 12.500 euro

L'art 49 del dlgs n. 231/2007 stabilisce, con decorrenza dal 4 novembre 2009 il divieto di utilizzare denaro contante o titoli al portatore per importi pari o superiori a 12.500 euro, con possibilità di utilizzare i contanti solo per pagamenti frazionati sotto la soglia, a condizione che tale frazionamento non risulti artificioso.

Dal 31 maggio 2010 il limite scende a 5000 euro

L'art 20 del dl n. 78/2010 vieta di utilizzare denaro contante o titoli al portatore per importi pari o superiori ai 5000 euro.

Dal 13 agosto 2011 contanti fino a 2500 euro

L'art 2 del dl n. 138/2011 al comma 4 stabilisce che per adeguarsi alle disposizioni comunitarie che mirano a prevenire l'utilizzo del sistema finanziario per riciclare i proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, le limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore fissate dall'articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del dlgs n. 231/2007, sono adeguate all'importo di 2500 euro.

Dal 6 dicembre 2011 il limite passa a 1000 euro

Con il Governo Monti, il limite sull'utilizzo dei contanti scende ancora. L'art. 12 del dl n. 201/2011 va a modificare l'articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, per adeguare le limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore, fissando l'importo a 1000 euro, stabilendo, nel caso in cui la somma da pagare sia superiore a 999,99 euro, il pagamento con assegno, bonifico o carta di credito, tracciato cioè attraverso il sistema bancario o postale.

Tra quelle introdotte fino a quel momento, la limitazione all'uso dei conti del Governo Monti fu una delle più criticate perché non teneva conto né dei soggetti né delle cause. La normativa antiriciclaggio in questo modo poteva essere violata perfino se un padre regalava al figlio un importo sopra i 1000 euro.

La legge di stabilità del 2016 riporta il limite a 3000 euro

Il Governo Renzi eleva il limite sull'utilizzo del contante a 3000 euro perché in Europa, i paesi dell'Unione avevano fissato soglie più elevate rispetto a quella di 1000 euro fissata dal precedente esecutivo. La modifica avviene con la legge di stabilità 2016 n. 508/2015 che al comma 898 dell'art 1 sancisce la modifica dell'art. 49 comma 1 del dlgs n. 231/2007 sostituendo le parole "mille euro" con "tremila euro."

Le limitazioni al contante attualmente vigenti

La normativa cui fare riferimento per comprendere le principali regole sull'utilizzo del contante è il d.lgs. 231/ 2007, che ha dato attuazione alla direttiva 2005/60/CE che si pone l'obiettivo di ostacolare il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite o finalizzate al finanziamento di obiettivi terroristici, attraverso il suo impiego all'interno del sistema finanziario.

Limite contanti 3mila euro

L'articolo del d.lgs. 231/2007 che fissa i limiti all'utilizzo del contante e che, ha subito i cambiamenti maggiori è l'art. 49. In virtù di detto articolo è vietato trasferire denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, se il valore oggetto di trasferimento, e' complessivamente pari o superiore a 3.000 euro, come stabilito dall'allora Governo Renzi.

Il trasferimento sopra i 3.000 euro, qualunque ne sia la causa o il titolo, e' vietato anche se viene effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che sembrano artificiosamente frazionati e in ogni caso può essere eseguito solo tramite banche, Poste italiane S.p.a., istituti di moneta elettronica e di pagamento solo in casi particolari.

Per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta, svolta dai soggetti iscritti nella sezione degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi la soglia e' di 3.000 euro.

Le precisazioni del Mef

A fronte di situazioni "limite" sulle quali possono sorgere dubbi sull'utilizzo del contante, il Mef ha avuto modo di precisare che:

  • il limite dei 3.000 euro non riguarda il prelevamento o il versamento di contanti da e nel proprio conto corrente bancario, perché il trasferimento non si realizza tra due soggetti diversi
  • è possibile pagare importi superiori a 3000 euro parte in contanti e parte con assegno, purché la parte in contanti non superi il limite dei 3.000 euro
  • in caso di prestazioni professionali, che secondo gli usi o in virtù di un accordo con il cliente, prevedono il pagamento rateale della prestazione, è possibile pagare in contanti le singole rate, anche se l'importo complessivo supera i 3.000 euro

Esclusi i trasferimenti con banche e Poste italiane Spa

La normativa antiriciclaggio è intervenuta anche in materia di assegni, vaglia e libretti fissando l'introduzione della clausola di non trasferibilità per gli assegni di Poste italiane spa e banche sopra i 1000 euro, sancendo l'obbligo di indicazione del beneficiario per assegni sopra i 1000 euro e vietando il trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore, inutilizzabili dopo il 31 dicembre 2018, fatta salva la liquidazione del saldo.

Come precisa però il comma 13 dell'art. 49, sono esclusi dalle regole previste per il contante e gli assegni i trasferimenti in cui siano parte banche o Poste Italiane S.p.A., istituti di moneta elettronica e di pagamento, e i trasferimenti tra gli stessi in proprio o per il tramite vettori specializzati.

Sanzioni fino a 50.000 euro

Sempre il d.lgs. n. 231/2007 fissa le sanzioni amministrative da applicare per la violazione delle norme antiriciclaggio, tra le quali figura l'art 49.

L'art. 63 dispone in particolare che, chi viola le disposizioni che dispongono limiti all'utilizzo del contante, sono soggetti a multe che variano da un minimo di 3000 euro fino a 50.000,00 euro.

Limiti per i compro oro

Nel 2017 il dlgs n. 92 all'art 4 ha fissato il limite di 500 euro per le operazioni fino a 499,99 euro, stabilendo per gli importi pari o superiori a 500 euro l'obbligo di provvedere al pagamento attraverso sistemi in grado di garantire la tracciabilità dell'operazione e la sua riconducibilità al soggetto che la dispone.

Limiti contanti 2020

Il decreto fiscale n. 124 del 26 ottobre 2019, in conversione in Parlamento, all'art 18 prevede modifiche all'utilizzo del contante, intervenendo ancora una volta sull'art 49 del d.lgs. n. 231/2007 e disponendo:

  • a partire dal primo luglio del 2020 il divieto trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, a qualsiasi titolo tra persone fisiche o giuridiche, e il divieto di negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta svolta dai soggetti iscritti nella sezione degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi di valore pari o superiore a 2000 euro, limite che, sempre in riferimento a detti trasferimenti e operazioni, a partire dal primo gennaio 2022 scende a 1000 euro
  • modifiche all'art 63 del d.lgs. n. 231/2017, dedicato alle sanzioni, che quindi dovrà tenere conto del superamento dei nuovi limiti di 2000 e 1000 euro e delle relative decorrenze.

(14/11/2019 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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