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D.Lgs. 50/2016: il nuovo codice degli appalti

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Novità e obiettivi del codice dei contratti pubblici; l'impianto normativo e le modifiche del decreto sblocca-cantieri. Guida al nuovo codice degli appalti
gruppo team di appalto
Avv. Marco Sicolo - Il codice dei contratti pubblici, emanato con d.lgs. 50/2016 e anche noto come codice degli appalti, è il provvedimento normativo che disciplina in modo dettagliato la materia degli appalti pubblici.

Il nuovo codice degli appalti è stato emanato in attuazione di tre direttive europee ed ha sostituito il precedente impianto normativo costituito dal codice adottato con d.lgs. 163/2006 e dal relativo regolamento.

Oltre alla necessità di rispettare le direttive comunitarie, il nuovo codice risponde all'esigenza di semplificare le procedure, incrementare l'efficienza del sistema e garantirne la trasparenza.

  1. La struttura del nuovo codice degli appalti
  2. Le procedure di affidamento
  3. Le novità del codice degli appalti 2016
  4. Le modifiche del Decreto Sblocca-cantieri 2019

La struttura del nuovo codice degli appalti

Il codice dei contratti pubblici si divide in sei parti e le prime due, in particolare, disciplinano il settore degli appalti pubblici, mentre le restanti parti disciplinano i contratti di concessione e altri istituti di rilevanza pubblica.

La parte prima contiene le norme che definiscono l'ambito di applicazione del codice, individuando di conseguenza i contratti esclusi. In questa parte si trovano anche le norme dedicate alla pianificazione, programmazione e progettazione dei lavori pubblici da parte delle stazioni appaltanti e la definizione delle regole generali in materia di affidamento.

La seconda parte del codice è quella che contiene le norme di dettaglio di maggiore importanza.

In particolare, gli artt. 35-36 individuano le soglie economiche di rilevanza comunitaria, che permettono, in concreto, l'adozione di procedure e discipline diverse a seconda che si tratti di contratti d'appalto di rilevanza comunitaria o sotto soglia.

Molto importante il titolo dedicato alle stazioni appaltanti, che ne definisce i requisiti di qualificazione (art. 38), il raggio d'azione nella scelta tra le varie modalità di acquisizione di forniture, lavori e servizi e il rapporto con le centrali di committenza.

Le procedure di affidamento

Il titolo terzo della seconda parte è dedicato alle procedure di affidamento e individua le procedure di scelta del contraente nei settori ordinari: procedura aperta, ristretta, competitiva con negoziazione, procedura negoziata senza previa pubblicazione, dialogo competitivo e partenariato per l'innovazione.

Le norme di questo titolo disciplinano lo svolgimento delle procedure di scelta nei settori ordinari e in particolare le modalità di redazione e pubblicazione dei bandi e i criteri per la selezione delle offerte.

Nei titoli successivi vengono individuati i criteri per l'aggiudicazione dell'appalto e le norme relative alla fase dell'esecuzione, tra cui trova posto l'art. 102, dedicato al collaudo e alla verifica di conformità.

La parte seconda del nuovo codice degli appalti si chiude con le disposizioni relative ai settori speciali come gas ed energia termica, elettricità, acqua, trasporti, porti e aeroporti, servizi postali, estrazione di gas e combustibili solidi, e infine con la disciplina degli appalti nel settore difesa e sicurezza.

Le novità del codice degli appalti 2016

Rispetto alla precedente disciplina, il nuovo codice è incentrato sullo snellimento delle procedure e sull'adozione di alcuni correttivi. In particolare, si è cercato di risolvere uno dei principali problemi emersi in vigenza della precedente disciplina: il notevole incremento dei costi in cui sono sovente incorse, nella pratica, le stazioni appaltanti nel corso dell'esecuzione dei lavori.

In particolare, si è predisposto un sistema che premia la qualità, attraverso il superamento del modello basato sulla progettazione preliminare e l'adozione, al suo posto, di un modello che prevede tre tipi di progettazione: il progetto di fattibilità tecnica ed economica (che tiene conto anche dei fattori ambientali e degli interessi della collettività), il progetto definitivo ed il progetto esecutivo.

Inoltre, ora le stazioni appaltanti e gli operatori economici devono possedere determinati requisiti di qualificazione.

Nell'ottica di una maggiore efficienza dell'intero sistema, particolare importanza riveste la decisione di elevare a criterio preferenziale il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, nell'ambito della procedura di scelta del contraente.

Infine, va rilevato il ruolo centrale dell'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) sia come ente di vigilanza che come fonte di linee guida per la disciplina degli aspetti di dettaglio.

Le modifiche del Decreto Sblocca-cantieri 2019

Una profonda revisione dell'impianto codicistico è stata apportata con il c.d. Decreto Sblocca-cantieri (d.l. 32/19), convertito in legge n. 55 del 2019.

In particolare, il nuovo provvedimento prevede il ritorno alla tecnica regolamentare in luogo della predisposizione di linee guida da parte dell'ANAC, oltre alla modifica di alcuni specifici istituti.

Tra le novità più importanti, l'ampliamento dell'ambito di applicazione dell'appalto integrato, l'incremento della soglia per l'affidamento diretto, la previsione di nuovi criteri di valutazione per le offerte anormalmente basse e la revisione di alcuni aspetti relativi alla disciplina dei subappalti.

(29/08/2019 - Marco Sicolo) Foto: 123rf.com
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