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Pensioni: i diritti inespressi

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Cosa sono i diritti inespressi, quando si configurano, come fare per recuperarli e in quanto tempo si prescrivono. Ecco cosa devono sapere i pensionati
donna con cartello anonimo

di Valeria Zeppilli - Con l'espressione diritti inespressi, che è un neologismo utilizzato da qualche anno nel linguaggio giornalistico, si fa riferimento alle prestazioni assistenziali e previdenziali che sono erogate ai pensionati solo dietro apposita richiesta e delle quali quindi il titolare, pur avendone la titolarità, non gode se non ne fa domanda.

Se ne sente parlare soprattutto con riferimento all'integrazione dell'assegno pensionistico, ma in realtà le prestazioni oggetto di diritti inespressi sono molteplici.

Vediamole caso per caso:

  1. I diritti inespressi alla pensione minima
  2. I diritti inespressi alla quattordicesima mensilità
  3. I diritti inespressi agli ANF
  4. I diritti inespressi all'assegno familiare
  5. Diritti inespressi: errori o maggiorazioni successive
  6. Altri diritti inespressi
  7. Prescrizione dei diritti inespressi

I diritti inespressi alla pensione minima

Partiamo proprio dall'integrazione al trattamento minimo, la cd. pensione minima, ovverosia un trattamento garantito, in presenza di determinati requisiti reddituali, a chi gode di una pensione che non supera un certo ammontare e che corrisponde alla differenza necessaria per raggiungere tale soglia minima, considerata accettabile dall'ordinamento.

Leggi: "La pensione minima"

I diritti inespressi alla quattordicesima mensilità

Possiamo poi citare i diritti inespressi alla quattordicesima mensilità, che è una somma aggiuntiva che può essere corrisposta ai pensionati che hanno compiuto i sessantaquattro anni di età e che hanno un reddito personale basso, al di sotto di specifiche soglie aggiornate periodicamente.

I diritti inespressi agli ANF

Anche gli assegni per il nucleo familiare possono essere concessi solo previa domanda.

Essi possono essere concessi ai pensionati se il loro trattamento deriva solo da contribuzione da lavoro dipendente.

L'importo degli ANF varia in ragione di tre fattori, che sono il numero dei componenti del nucleo familiare del richiedente, il reddito complessivo del nucleo familiare e la tipologia del nucleo familiare (ad esempio, nucleo familiare con entrambi i genitori e almeno un figlio minore in cui non siano presenti componenti inabili, nucleo familiare con un solo genitore e almeno un figlio minore in cui non siano presenti componenti inabili, nucleo familiare orfanile composto solo da maggiorenni inabili e così via).

I diritti inespressi all'assegno familiare

Vi è poi il diritto inespresso all'assegno familiare, una prestazione che è ormai superata ma che ancora oggi è corrisposta a coloro che godono di pensioni che derivano in tutto o in parte da contribuzione autonoma.

Diritti inespressi: errori o maggiorazioni successive

Sono diritti inespressi anche quelli che derivano da errori di calcolo della pensione o da maggiorazioni che sono subentrate dopo che la pensione è stata liquidata e che non sono mai state pagate.

Anche in questi casi, infatti, non c'è una rettifica o un riconoscimento automatico dei diritti da parte dell'Inps, ma è necessario richiedere espressamente le somme pretese.

Scoprire i diritti inespressi con il Cud

Per scoprire se si è titolari di queste ultime tipologie di diritti inespressi si deve consultare il Cud.

Il problema è, però, che da diverso tempo l'Inps non invia più questo documento in formato cartaceo ai pensionati, che dovrebbero quindi scaricarlo dal sito internet dell'istituto.

Non per tutti questa operazione è agevole.

In ogni caso non bisogna disperare: è anche possibile ottenere il Cud cartaceo recandosi presso una sede Inps o rivolgendosi a un patronato.

Altri diritti inespressi

Parlando di diritti inespressi, meritano infine di essere citate, in quanto rientranti in tale categoria, anche le maggiorazioni sociali, oltre che le maggiorazioni cc.dd. per ex combattenti, spettanti a coloro che sono ex combattenti o assimilati, profughi o organi di guerra.

Prescrizione dei diritti inespressi

I diritti inespressi si prescrivono nel termine di cinque anni.

Di conseguenza, chi scopre di poter vantare dei diritti inespressi, può recuperare solo quelli non richiesti nei cinque anni precedenti e non quelli delle antecedenti annualità. Dovrà quindi attivarsi tempestivamente, presentando apposita domanda all'Inps, per cercare di recuperare il più possibile.



Leggi anche Pensioni: aumenti e "diritti inespressi", facciamo chiarezza

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(21/05/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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