Cos'è la pensione minima, a chi spetta, quando non si applica l'integrazione e a quanto ammonta il trattamento a seguito dell'adeguamento del 2019
uomo anziano con in mano pochi soldi di pensione

di Valeria Zeppilli - Con l'espressione pensione minima si suole fare riferimento all'integrazione al trattamento minimo di pensione, ovverosia a una prestazione Inps dedicata a chi gode di una pensione di importo molto esiguo.

Chi ha diritto alla pensione minima

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Sono di importo tale da legittimare la corresponsione della pensione minima, più precisamente, le pensioni che sono al di sotto del cosiddetto minimo vitale.

Si tratta di una soglia stabilita annualmente e pari, per il 2019, a 513,01 euro mensili per 13 mensilità (e quindi pari a 6.669,13 euro annui).

I pensionati ai quali è corrisposta una pensione che non supera tale limite sono coloro ai quali, quindi, spetta la pensione minima.

Pensione minima: importo

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L'integrazione al minimo della pensione, e quindi la pensione minima, permette di raggiungere tale soglia.

In altre parole, l'Inps corrisponde al pensionato che gode di una pensione sotto al minimo vitale la somma necessaria per raggiungere tale minimo.

Tale somma sarà pari, per il 2019, a 513,01 euro solo nella situazione, paradossale, in cui la pensione ammonti a 0 euro.

Per il resto, se, ad esempio, un soggetto gode di una pensione pari a 300 euro, ha diritto a un'integrazione pari a 213,01 euro, se la sua pensione è pari a 400 euro avrà diritto a un'integrazione pari a 113,01 euro e così via.

Niente pensione minima

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In ogni caso, va precisato che la pensione minima non si applica alle pensioni che sono interamente calcolate col sistema contributivo, ovverosia quelle di chi non possiede contributi versati prima del 1996, aderisce all'opzione contributiva Dini o è iscritto alla gestione separata.

L'unica eccezione è rappresentata per le pensioni ottenute con l'opzione donna.

Pensione minima e maggiorazioni sociali

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La pensione minima non va confusa con le maggiorazioni sociali, che, in breve, sono degli incrementi mensili delle prestazioni previdenziali destinati a soggetti che abbiano compiuto almeno 60 anni di età e siano economicamente svantaggiati.

La maggiorazione si applica indipendentemente dall'integrazione al trattamento minimo e può interessare non solo le prestazioni previdenziali ma anche quelle assistenziali.

Tale trattamento spetta solo a coloro la cui pensione è pagata da un fondo che fa capo all'Inps, ad esclusione della gestione separata.


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Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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