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L'annullamento del matrimonio

Annullamento del matrimonio civile e religioso: cause, tempi, procedure e costi dell'istituto che cancella le nozze fin dall'inizio
Fedi nuziali accanto a un bouquet

di Annamaria Villafrate - L'annullamento del matrimonio è un istituto presente sia nel diritto civile che in quello canonico, che consente di cancellare il matrimonio sin dalla sua nascita, come se non fosse mai stato celebrato. Il matrimonio infatti, con l'annullamento, come si dice propriamente in gergo tecnico, perde efficacia ex tunc, ovvero sin dal momento della sua celebrazione.

Vediamo insieme quali sono le cause di annullamento del matrimonio civile e canonico e i rispettivi tempi, costi e procedure, precisando che può essere chiesto anche dopo il divorzio:

  1. Annullamento del matrimonio: dipende dal rito
  2. Annullamento del matrimonio civile
  3. Annullamento del matrimonio religioso
  4. Annullamento del matrimonio: possibile anche dopo il divorzio

Annullamento del matrimonio: dipende dal rito

L'annullamento del matrimonio è un istituto che differisce nelle cause, negli effetti e nella procedura, in base al tipo di celebrazione scelta dalla coppia.

I riti matrimoniali che una coppia può scegliere infatti sono di tre tipi:

  • civile, ovvero quello celebrato in Comune dal Sindaco, che ha solo effetti civili;
  • religioso, che si svolge in Chiesa, davanti al ministro di culto cattolico;
  • concordatario, che seppur celebrato in Chiesa, produce anche effetti civili.

Annullamento del matrimonio civile


L'annullamento del matrimonio civile non deve essere confuso con il divorzio. Quando si avanza domanda di annullamento infatti, si vuole cancellare il matrimonio, esattamente come se non fosse mai stato celebrato, in quanto viziato fin dalla sua origine. Quando invece si chiede il divorzio invece, ciò che viene meno è l'efficacia del matrimonio, ma la sua celebrazione non viene cancellata perché valida.

Vai alla guida L'annullamento del matrimonio civile

Annullamento del matrimonio civile: cause

Le cause di annullamento del matrimonio civile sono previste e disciplinate dal codice civile e sono:

  • mancanza dei requisiti di forma e di sostanza richiesti dalla legge (impedimenti di cui agli artt. 84-89 c.c.);
  • celebrazione sotto minaccia o violenza perpetrata nei confronti di uno o entrambi i coniugi (art.122 c.c.);
  • matrimonio celebrato per "errore" (art. 122 c.c), ovvero senza la conoscenza di fatti determinanti che, se conosciuti, non avrebbero condotto alle nozze. L'errore può ricadere su una malattia fisica o psichica importante, una gravidanza frutto di una relazione con un'altra persona, una condanna penale, la commissione di un reato che ha a che fare con la prostituzione;
  • simulazione (art. 123 c.c.) ovvero il matrimonio celebrato per pura forma, senza volerne gli effetti e quindi gli obblighi che ne scaturiscono. Tipico è l'esempio del matrimonio celebrato per far acquisire a uno straniero la cittadinanza italiana;
  • matrimonio celebrato con un interdetto o con un soggetto che, al momento della celebrazione, non aveva la capacità di intendere e di volere.;
  • aver commesso omicidio o tentato omicidio ai danni del coniuge dell'altro;
  • soggetto di età inferiore a quella richiesta dalla legge.

Annullamento matrimonio civile: tempi, procedura e costi

L'annullamento del matrimonio civile si può chiedere, in base alle varie cause, entro un anno dalla celebrazione o dal momento in cui la causa è stata scoperta.Competente territorialmente è il Tribunale del luogo in cui il convenuto ha la residenza o il domicilio, mentre se il matrimonio è stato celebrate all'estero, si deve fare riferimento alle norme di diritto internazionale e comunitarie in materia.

Dal punto di vista procedurale, per l'annullamento civile, si segue il rito ordinario, pertanto i tempi possono essere piuttosto lunghi, visto che è necessario notificare una citazione, depositarla in cancelleria, attendere i tempi di costituzione de controparte, procedere all'istruttoria della causa, produrre consulenze di parte, ecc. Di solito inoltre, quando si avvia un procedimento per l'annullamento del matrimonio civile, il tribunale, se la convivenza è divenuta intollerabile e se i coniugi ne fanno richiesta, pronuncia la separazione temporanea della coppia.

I tempi però non sono sempre e necessariamente lunghi. Le parti possono infatti accordarsi e avviare un'azione congiunta, che richiede solo il controllo da parte del giudice, delle condizioni che, se ritenute valide, vengono semplicemente ratificate.

Per quanto riguarda i costi, quelli che incidono maggiormente non sono tanto quelli di notifica, di deposito, di cancelleria e varie. E' l'onorario dell'avvocato, infatti a rappresentare la voce di costo più importante. Per questo è sempre consigliabile chiedere al proprio legale la tariffa prevedibile della prestazione.

Annullamento del matrimonio religioso


L'annullamento del matrimonio religioso invece può essere chiesto per le seguenti cause (alcune delle quali coincidenti con quelle previste per l'annullamento del matrimonio civile), così come disciplinate dal diritto canonico:

  • impedimenti (can.1073 - 1094);
  • impotenza assoluta a procreare (can. 1084);
  • precedente matrimonio non annullato (can. 1085);
  • voto di castità (can. 1087-1088);
  • diverso credo religioso (can. 1086);
  • rapimento a scopo matrimonio (can. 1089);
  • crimine (can. 1090);
  • parentela, affinità e consanguineità (cann. 1091; 1092; 1094);
  • opposizione a procreare;
  • non consumazione (can. 1142; cann. 1697-1706).
  • incapacità mentale (can. 1095):
  • simulazione;
  • violenza fisica o morale (can. 1103);
  • errore sull'altra persona (can. 1097).

Annullamento del matrimonio religioso: tempi, procedura e costi

L'organo competente a cui rivolgersi per chiedere l'annullamento del matrimonio religioso è la Sacra Rota. In passato per poter annullare un matrimonio era necessario rivolgersi a due tribunali canonici, uno di primo e uno di secondo grado. Dopo la riforma di Papa Francesco invece è sufficiente un grado di giudizio e quindi un solo Tribunale per chiedere l'annullamento, naturalmente a meno che uno dei due coniugi non sia soddisfatto della pronuncia e decida di appellare la decisione. Ogni regione ha il suo Tribunale della Chiesa, composto da tre giudici della Sacra Rota, di cui il Presidente deve essere un ecclesiastico.

I tempi sono decisamente più brevi rispetto a quelli di un tribunale ordinario civile, sovraccarico anche di altre cause. In genere occorrono infatti poco meno di due anni.

Per quanto riguarda infine i costi il tariffario Cei prevede a carico del coniuge che chiede l'annullamento un costo che supera di poco i 500 euro, mentre chi "subisce" l'annullamento deve sborsare poco più di 250 euro. Come per il matrimonio civile, anche in questo caso il costo che incide di più sulla procedura è l'onorario del legale, che senza tenere conto del costo dei contributi e dell'Iva può arrivare anche a 3000 euro. Questo perché la parte che chiede l'annullamento deve essere obbligatoriamente assistita da un "patrono", ovvero un avvocato specializzato in diritto canonico.

Annullamento del matrimonio: possibile anche dopo il divorzio

L'annullamento del matrimonio civile e il divorzio, come anticipato, producono effetti diversi. Per questo è possibile chiedere l'annullamento dopo il divorzio. In questo modo non solo il matrimonio celebrato per effetto della sentenza di divorzio, perde efficacia ex nunc, ma con la pronuncia di annullamento lo si priva dei suoi effetti fin dalla sua celebrazione, sempre che, naturalmente, ricorrano i requisiti e i presupposti richiesi dalla legge. Stesso discorso per il matrimonio religioso.

(28/01/2019 - Annamaria Villafrate)

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