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Cucina sulla camera da letto del vicino: rumori intollerabili?

Per la Cassazione il limite di tollerabilitÓ delle immissioni rumorose non Ŕ mai assoluto, ma va verificato con indagini che tengano conto della situazione locale
bambini che giocano da soli in cucina
Condominio: rumori intollerabili quelli della cucina sulla camera da letto?
di Lucia Izzo - Possono ritenersi sono intollerabili le immissioni rumorose provocate dal vicino che ha spostato la cucina sopra la camera da letto dei proprietari del piano inferiore? Bisogna effettuare apposite indagini che tengano conto della situazione locale, appropriatamente e globalmente considerata.
Tuttavia, non pu˛ giungersi al punto da ritenere intollerabili le immissioni sulla base del livello di rumorositÓ di fondo calcolato nel solo ambiente sottostante alla proprietÓ del ricorrente e in condizioni di assoluto silenzio, prescindendo dalle normali modalitÓ di utilizzo degli immobili e dal livello di rumorositÓ della zona, correttamente rilevata.
Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, seconda sezione civile, nella sentenza n. 28201/2018 (qui sotto allegata) accogliendo il ricorso del proprietario di un immobile al quale i giudici di merito avevano intimato di interrompere i rumori.

Il caso

I giudici avevano ritenuto fondata la domanda dei proprietari del piano inferiore che si erano lamentati delle immissioni rumorose provocate dall'intimato che aveva spostato la cucina nell'ambiente sovrastante la loro camera da letto.

Secondo il ricorrente, tali rumori erano effetto delle normali attivitÓ di utilizzo dell'immobile e la loro diffusione nelle proprietÓ sottostanti era favorita dalla struttura dell'edificio; inoltre, lo spostamento del vano cucina in corrispondenza della camera da letto non aveva alterato il carico acustico sulle proprietÓ sottostanti.

Per il giudice a quo, invece, lo spostamento dei servizi e la nuova destinazione del vano sovrastante alla camera da letto della resistente aveva determinato il superamento del limite di tre decibel rispetto alla rumorositÓ di fondo.

La Corte di Cassazione, adita dall'inquilino, sottolinea l'esito della C.T.U. rinnovata in secondo grado: era emerso che i rumori provenienti dalla proprietÓ non superavano la soglia di tollerabilitÓ e, in applicazione del criterio differenziale, si registrava il superamento dei limiti solo in caso di utilizzo della scopa elettrica. Si negava, inoltre che le immissioni fossero effetto delle trasformazioni eseguite nel vano destinato a cucina.

Immissioni rumorose: il limite di tollerabilitÓ non Ŕ mai assoluto

Ci˛ nonostante il giudice d'appello ha confermato la pronuncia di primo grado in adesione ai risultati della prima consulenza che aveva rilevato la rumorositÓ del fondo solo all'interno della proprietÓ della resistente e in condizione di assoluto silenzio. Una metolodogia ritenuta censurabile, al punto che lo stesso Tribunale aveva ritenuto necessari ulteriori approfondimenti.

Nella sua conclusione, tuttavia, la pronuncia Ŕ cosý incorsa nel vizio denunciato dal ricorrente. Gli Ermellini rammentano che il limite di tollerabilitÓ delle immissioni rumorose non Ŕ mai assoluto, ma relativo alla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti.

Questo, inoltre, non pu˛ prescindere dalla rumorositÓ di fondo, ossia dalla fascia rumorosa costante della zona, sulla quale vengono ad innestarsi i rumori denunciati come immissioni abnormi (c.d. criterio comparativo).

Pertanto, la valutazione diretta a stabilire se i rumori restino compresi o meno nei limiti della norma, deve essere riferita alla situazione locale, appropriatamente e globalmente considerata (Cass. 17051/2011; Cass. 3438/2010).

Il Collegio spiega che, a tal fine, Ŕ necessario considerare il complesso di suoni, di origine varia spesso non identificabile, continui e caratteristici della zona si quali si innestano di volta in volta rumori pi¨ intensi (prodotti da voci, veicoli, eccetera).

Tutti questi elementi devono poi essere valutati in modo obiettivo in relazione alla reattivitÓ dell'uomo medio, prescindendo da considerazioni attinenti alle singole persone interessate dalle immissioni (condizioni fisiche o psichiche, assuefazione o meno alla rumorositÓ; cfr., Cass. 38/1976).
Cass., II civ., sent. 28201/2018
(09/11/2018 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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