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Il Consiglio Superiore della Magistratura

Composizione, attribuzione, funzioni e organizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura. Guida legale al Csm, quale organo di governo della magistratura
seduta del Consiglio Superiore della Magistratura
di Lucia Izzo - Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) è l'organo di governo della magistratura ordinaria, "ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere" (art. 104 Cost.).
  1. Cos'è il Consiglio Superiore della magistratura
  2. CSM: attribuzioni e funzioni
  3. Composizione del CSM
  4. Gli atti del CSM
  5. L'organizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura
  6. CSM: la sezione disciplinare
  7. CSM: il sistema di governo autonomo

Cos'è il Consiglio Superiore della magistratura

Pertanto, il CSM è considerato un organo di autogoverno della magistratura atto proprio a garantirne l'autonomia e l'indipendenza dagli altri poteri dello Stato stante il principio di separazione dei poteri espresso dalla Costituzione. Diverse sono le norme costituzionali che ad esso fanno riferimento.

Nel dettaglio, il CSM si ritiene essere un organo c.d. di rilievo costituzionale dell'ordinamento politico italiano in quanto è previsto dalla Costituzione italiana, ma da essa non disciplinato direttamente nelle funzioni.

CSM: attribuzioni e funzioni

La Costituzione (art. 110) stabilisce che spettano al Ministro della giustizia l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia, ferme restando le competenze del CSM. Una disposizione che va letta in correlazione con la garanzia (ex art. 101, comma 2) dell'indipendenza dei giudici da ogni altro potere dello Stato (legislativo ed esecutivo) essendo questi soggetti soltanto alla legge.

Ciò si sostanza nell'affidamento esclusivo al CSM di tutta una serie di decisioni riguardanti la vita professionale dei magistrati (ordinari e onorari, civili e penali) e, più in generale, l'amministrazione della giustizia. Tali compiti vengono sottratti agli altri poteri dello Stato per evitare che questi possano influire sulle decisioni assunte dai magistrati nell'esercizio delle loro funzioni.

Il CSM, pertanto, decide di tutti gli aspetti della vita professionale del magistrato, nel dettaglio:accesso (tramite concorso pubblico), tirocinio, nomine, formazione, promozioni e progressioni in carriera (le c.d. valutazioni di professionalità), trasferimenti ad altra sede o funzioni, assegnazione e svolgimento di incarichi extragiudiziari, collocamento fuori del ruolo organico o collocamento a riposo, nomina a incarichi direttivi (o semidirettivi), assenze, congedi, e irrogazione di sanzioni disciplinari.

Il Ministero della Giustizia interviene, tuttavia, nelle nomine dei dirigenti dei dirigenti degli uffici, esprimendo il "concerto", una sorta di parere necessario sul magistrato individuato dal Consiglio. Il CSM conserva, ancora, rilevanti poteri in materia di organizzazione degli uffici e informatica giudiziaria.

Ferme restando le competenze del Ministro della Giustizia, il CSM stabilisce le regole generali, oggettive e predeterminate, per l'assegnazione dei giudici alle sezioni e dei procedimenti ai singoli giudici, così tutelando l'autonomia del giudice da interferenze esterne e il principio costituzionale della precostituzione del giudice (art. 25 Cost.).

Infine, su richiesta del Ministro della Giustizia, il CSM può dare pareri sugli atti normativi all'esame del Parlamento e formulare proposte di legge a quest'ultimo in materie direttamente o indirettamente connesse all'ordinamento giudiziario e al funzionamento della giustizia.

Composizione del CSM

Il Consiglio Superiore della Magistratura è attualmente composto da 27 membri: la costituzione e il funzionamento del CSM è materia regolata dalla legge 195/1958, più volte modificata, da ultimo con la legge n. 44/2002.

La Costituzione (cfr. art. 104 Cost.) prevede che ne facciano parte di diritto in ragione della funzione svolta: il Presidente della Repubblica, che presiede il CSM, il Primo Presidente della Corte di Cassazione e il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione.

Ancora, secondo la Costituzione, due terzi dei membri del CSM devono essere eletti da tutti i magistrati ordinari (cd. membri togati, attualmente 16) tra gli appartenenti a tutte le componenti della magistratura: di questi magistrati, 2 esercitano funzioni di legittimità, 10 esercitano funzioni giudicanti di merito, 4 esercitano funzioni requirenti di merito.

I componenti magistrati sono eletti nell'ambito di tre categorie, che corrispondono a tre collegi elettorali nazionali: uno per l'elezione dei candidati che svolgono funzioni di legittimità, uno per quelli con funzioni giudicanti di merito e uno per quelli con funzioni requirenti di merito, così da garantire che nel CSM siedano esponenti delle diverse funzioni in cui si articola la carriera professionale del magistrato.

Il restante terzo dei componenti (c.d. membri laici, attualmente 8) è eletto dal Parlamento in seduta comune: i membri laici sono scelti tra i professori ordinari in materie giuridiche e gli avvocati con almeno 15 anni di esercizio della professione.

Il Vice-Presidente del CSM è eletto tra i componenti designati dal Parlamento e ha il compito di sostituire il Presidente della Repubblica in caso di assenza o impedimento ed esercita le funzioni che questi gli delega nonché quelle previste dalla legge o dal regolamento interno (quali, ad esempio, la predisposizione dell'ordine del giorno e la presidenza del Comitato di presidenza).

I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili. Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.

Gli atti del CSM

Oltre alle delibere relative ai singoli magistrati, il CSM ha il potere di adottare altri atti (para)normativi di carattere generale:

- il regolamento interno e il regolamento di amministrazione e contabilità, con il quale il Consiglio esercita la propria autonomia, autodisciplinando la propria attività, anche con riferimento ai profili economici e finanziari;
- il regolamento di disciplina del personale, che regola il contratto di lavoro subordinato dei dipendenti del CSM in maniera autonoma rispetto al pubblico impiego;
- il regolamento per il tirocinio dei magistrati, che disciplina durata e modalità dello stesso;
- le circolari, che fissano i criteri e le regole generali che disciplinano l'attività del Consiglio in una determinata materia;
- le risoluzioni e le direttive, delibere di carattere generale che fissano principi o propongono linee guida o orientamenti interpretativi.

L'organizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura

Su ognuna delle materie di propria competenza (fatta salva quella disciplinare, che segue un autonomo procedimento, di natura giurisdizionale), il CSM decide con un procedimento di tipo amministrativo.

Le c.d. Commissioni, a cui il regolamento interno affida diverse materie di competenza, si occupano di gestire la prima fase del procedimento (c.d. fase referente) nel settore a esse assegnato, formulando infine una proposta di delibera.

Tutte le proposte provenienti dalle Commissioni sono poi esaminate, discusse e approvate (o respinte) dal "plenum", l'organo cui spetta il potere di assumere la decisione finale e del quale fanno parte tutti i componenti del CSM, ivi compresi quelli di diritto.

Le decisioni del plenum relative a magistrati sono recepite da un decreto del Ministro della Giustizia. Gli atti del CSM sono impugnabili davanti al TAR.

Particolarmente rilevante è, inoltre, l'attività svolta dal c.d. Comitato di presidenza (composto dal Vice Presidente, dal Primo presidente della Corte di Cassazione e dal Procuratore generale presso la Corte stessa) a cui sono affidate peculiari funzioni di "impulso": non solo promuove l'attività del Consigli e cura l'attuazione delle sue decisioni, ma si occupa della gestione organizzativa delle strutture del CSM, di autorizzare l'apertura di pratiche presso le Commissioni o delle assegnazioni ad esse e di curare la gestione finanziaria e contabile.

Il Segretario generale è un magistrato, coadiuvato da un Vice segretario (magistrato anch'esso) che ha invece il compito di curare l'efficace andamento degli uffici e dei servizi del Consiglio.

CSM: la sezione disciplinare

Particolare attenzione merita l'attività svolta dalla c.d. "sezione disciplinare" che ha funzione giurisdizionale avendo il compito di giudicare nei procedimenti disciplinari contro i magistrati ordinari promossi dal Procuratore generale presso la Corte di Cassazione o dal Ministro della Giustizia per i fatti previsti dal d.lgs. 109 del 2006.

Quest'ultimo disciplina i fatti illeciti, il procedimento per accertarli e le sanzioni applicabili. Per quanto non previsto dal decreto legislativo, ove compatibile, il codice di procedura penale. La Sezione esercita dunque funzioni giurisdizionali e pronuncia sentenze e ordinanze, impugnabili davanti alle Sezioni unite civili della Corte di Cassazione.

La sezione disciplinare è composta da sei membri titolari (il Vice presidente, che la presiede, e 5 componenti eletti dal CSM fra i suoi membri, di cui uno fra quelli eletti dal Parlamento, uno con funzioni di legittimità, 3 con funzioni di merito) e 10 componenti supplenti, anch'essi eletti dal plenum fra i suoi membri.

CSM: il sistema di governo autonomo

Il Consiglio Superiore della Magistratura svolge la funzione di garanzia dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura con l'ausilio di alcuni organi definiti suoi "ausiliari": si tratta di organi decentrati, dei Consigli giudiziari e il Consiglio direttivo della Corte di Cassazione.

Questi, esprimono motivati pareri su numerose materie e provvedimenti di competenza del CSM e, avendo conoscenza diretta del magistrato o dell'ufficio interessato, sono in grado di fornire elementi fondamentali per il corretto esercizio dei poteri del CSM stesso.

Infine, un ulteriore apporto alle attività del CSM è fornito dai dirigenti degli uffici giudiziari: nello loro attività di amministrazione degli uffici stessi, infatti, rientrano compiti di vigilanza sul funzionamento degli uffici e di predisposizione di atti e documenti, relativi alla carriera dei magistrati in servizio presso l'ufficio o all'organizzazione, che vengono utilizzati dal CSM per le proprie deliberazioni.
(03/10/2018 - Lucia Izzo) Foto: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Consiglio_Superiore_della_Magistratura.jpg
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