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Il cinque per mille

Cos'è il cinque per mille, la sua natura giuridica, i principali riferimenti normativi, beneficiari, l'elenco degli iscritti e cosa fare per destinarlo
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di Annamaria Villafrate - Il cinque per mille dal 2006 consente ai contribuenti di destinare una parte minima delle imposte dovute allo Stato a enti, istituti o associazioni che svolgono attività di rilevanza e utilità sociale. Come precisato dalla Consulta e ribadito da una recente S.U della Cassazione, che ha richiamato la pronuncia del giudice delle leggi, la quota del 5 per mille calcolata sulle imposte, non ha natura di tributo visto che lo Stato, nel rapporto con il contribuente che compie questa scelta, assume la veste di intermediario, obbligato, in quanto tale, a rispettarne la volontà. Chi desidera ricevere il contributo del 5 per mille deve iscriversi negli elenchi tenuti dall'Agenzia delle Entrate, che vengono aggiornati quando cambia il rappresentante legale dell'ente o vengono meno i requisiti richiesti per l'iscrizione. Chi desidera devolvere il suo 5 per mille può farlo, semplicemente firmando e indicando il codice fiscale del beneficiario in uno dei riquadri a ciò destinati presenti all'interno dei vari modelli in uso per la dichiarazione dei redditi.

Indice:

  1. Cinque per mille: cos'è
  2. Cinque per mille: natura giuridica
  3. Cinque per mille: la disciplina
  4. Cinque per mille: soggetti beneficiari
  5. Cinque per mille: elenco dei beneficiari
  6. Cinque per mille: come fare

Cinque per mille: cos'è

Il cinque per mille è una quota dell'imposta IRPEF che il contribuente decide di destinare, in fase di compilazione della dichiarazione dei redditi, a enti, organismi, istituti e associazioni che svolgono attività socialmente rilevanti. Il cinque per mille viene calcolato sulle imposte dovute dal contribuente, per cui più alte saranno, maggiore sarà il contributo all'ente prescelto. Come sancito dall'art. 4 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20/01/2006 il contribuente può esprimere una sola scelta di destinazione, ovvero un solo soggetto a cui devolvere il suo 5 per mille.

Cinque per mille: natura giuridica

Sulla natura giuridica del cinque per mille si è espressa la Corte Costituzionale con la sentenza n. 202/2007 (sotto allegata) che ne ha escluso la natura tributaria. Secondo la Consulta infatti "le norme censurate, nel condizionare la riduzione del 5 per mille dell'Irpef alla scelta del contribuente, attribuiscono le corrispondenti quote ai soggetti che svolgono attività etico-sociali indicati dal contribuente medesimo e, quindi, escludono che tali quote siano qualificabili come entrate tributarie erariali." Come precisato di recente dalla Cassazione S.U n. 24964/2017 (sotto allegata), che ha richiamato la suddetta sentenza della Corte Costituzionale infatti "il titolo di acquisto della quota del 5 per mille dell'Irpef incassata dall'erario subisce una "trasformazione" nel caso in cui il contribuente, con apposita dichiarazione di volontà, si sia avvalso della facoltà prevista dalla legge di finanziare specifici soggetti operanti nei settori socialmente meritevoli ed inclusi in apposite liste. Per effetto di tale dichiarazione, la pretesa tributaria statale si riduce della quota del 5 per mille e il relativo importo viene trattenuto dallo Stato non più a titolo di tributo erariale ma come somma che lo Stato medesimo è obbligato, quale mandatario necessario ex lege, a corrispondere ai soggetti indicati dal contribuente stesso. Pertanto, in ragione e per effetto della determinazione del contribuente, la quota del 5 per mille dell'Irpef perde la natura di entrata tributaria ed assume quella di "provvista" versata obbligatoriamente all'erario per tale finanziamento (...)".

Cinque per mille: la disciplina

Il cinque per mille è stato introdotto per la prima volta dalla legge n. 266 del 23 dicembre 2005 n. 266 (finanziaria 2006). Il DPCM del 20 gennaio 2006 ha stabilito le modalità d'iscrizione per gli enti interessati a beneficiare del cinque per mille e i criteri di ripartizione della quota.

La legge finanziaria n. 296 del 27 dicembre 2006 ha invece apportato modifiche per quanto riguarda i soggetti destinatari. A parte qualche lieve modifica disciplinare successiva, la misura del cinque per mille è stata confermata e resa stabile dalla legge n. 190 del 23/12/2014.

Cinque per mille: soggetti beneficiari

Il cinque per mille 2018 è destinabile a uno dei seguenti soggetti:

  • istituti di ricerca scientifica;
  • Onlus, comprese quelle parziali come gli enti ecclesiastici e le associazioni di promozione sociale con finalità di assistenza;
  • enti di volontariato;
  • cooperative sociali;
  • associazioni di diritto privato;
  • associazioni sportive dilettantistiche;
  • enti di ricerca sanitaria, scientifica e dell'università;
  • attività sociali del comune di residenza del contribuente.
  • attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, (DPCM 28 luglio 2016);
  • enti gestori aree protette (DL n. 148 del 16/10/2017).

Cinque per mille: elenco dei beneficiari

L'Agenzia delle Entrate detiene e aggiorna l'elenco permanente a cui sono iscritti gli enti, gli istituti e le associazioni destinatarie del cinque per mille. La circolare 5/E del 31/03/2017 (sotto allegata) ha introdotto importanti "Novità in materia di iscrizione al contributo del cinque per mille per il primo anno di applicazione: esercizio finanziario 2017."

Secondo le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate, gli iscritti agli elenchi suddetti, per beneficiare del 5 per mille, sono tenuti a inviare una nuova dichiarazione sostitutiva ai fini dell'iscrizione se viene nominato un nuovo rappresentante legale. Modifiche all'elenco degli iscritti possono essere però anche la conseguenza del venir meno dei requisiti richiesti per l'iscrizione, che comporta l'invio della revoca della stessa da parte del rappresentante legale dell'ente iscritto.

Cinque per mille: come fare

Ogni contribuente può destinare il proprio 5 per mille a uno dei beneficiari indicati nella dichiarazione dei redditi persone Fisiche, modello 730 o nella scheda allegata alla Certificazione Unica. Per farlo è sufficiente firmare in uno solo dei riquadri appositamente predisposti all'interno dei modelli di dichiarazione, indicando il codice fiscale del soggetto a cui intende devolverlo, a meno che non desideri destinarlo al suo Comune di residenza. In questo caso infatti è sufficiente la sola firma.

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Corte Costituzionale sentenza n. 202 -2007
Cassazione Civile S.U sentenza n. 24964-2017
Circolare n. 5 del 31-03-2017
(07/08/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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