Sei in: Home » Articoli

Il contributo unificato

Cos'è il contributo unificato, qual è la natura giuridica, quando è dovuto, quali sono gli importi, le finalità sanzionatorie e le cause esonerate. Una guida completa al tributo dovuto da chi iscrive una causa a ruolo
avvocato che fa i conti dei soldi per le spese

di Annamaria Villafrate - Il contributo unificato è un tributo dovuto da chi iscrive una causa civile, amministrativa o di lavoro, solo il reddito supera un certo importo. Esso si regge su tre principi: domanda, onere e anticipazione perché è dovuto prima che inizi la causa da chi la instaura. Gli importi del contributo sono stabiliti dall'art 13 del dpr 115/2002. Questo tributo, in alcuni casi, può avere finalità sanzionatorie, mentre nel processo civile è dovuto solo se la domanda risarcitoria della parte civile viene accolta. Non tutte le cause giudiziarie sono soggette al pagamento del contributo unificato, molte infatti, soprattutto quelle in materia di persone e famiglia, sono esonerate.

Indice:

  1. Contributo unificato: che cos'è?
  2. Natura giuridica del contributo unificato
  3. Quando è dovuto il contributo unificato?
  4. I principi della domanda, dell'onere e dell'anticipazione
  5. Quali sono gli importi del contributo unificato?
  6. Finalità "sanzionatorie" del contributo unificato
  7. Il contributo unificato nel processo penale
  8. Cause esentate dal pagamento del contributo unificato

Contributo unificato: che cos'è?

Il contributo unificato è un tributo introdotto dal dpr n. 115/2002 "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia" che ha sostituito le imposte di bollo sugli atti, la tassa d'iscrizione a ruolo, i diritti di cancelleria e quelli di chiamata in causa dell'Ufficiale Giudiziario. Esso è previsto quando si instaura una causa civile e amministrativa, mentre per quelle previdenziali e di lavoro solo se ricorrono determinati presupposti.

Natura giuridica del contributo unificato

La natura giuridica di tributo erariale del contributo unificato è stata sancita dalla sentenza n. 73/2005 della Corte Costituzionale (confermata dalla Cassazione n. 5994/2012) per le seguenti ragioni:

  • è stato istituito da una legge con l'obiettivo di semplificare e sostituire tributi erariali gravanti sui procedimenti giurisdizionali (imposta di bollo, tassa di iscrizione a ruolo, diritti di cancelleria e chiamata in causa dell'ufficiale giudiziario);
  • sono stati mantenuti per questo tributo gli stessi casi di esenzione previsti dalla precedente legislazione per i tributi da esso sostituiti;
  • perché con il contributo unificatosi attua un prelievo coattivo teso a finanziare le spese per gli atti giudiziari;
  • poiché è commisurato forfettariamente al valore dei processi e non al costo del servizio giudiziario erogato.

Come i tributi, il versamento del contributo è doveroso, è collegato a una spesa pubblica e si riferisce a un presupposto economicamente rilevante.

Quando è dovuto il contributo unificato?

Il contributo unificato è dovuto quando si procede all'iscrizione a ruolo, per ogni grado di giudizio,

  • di una causa civile, comprese quelle di volontaria giurisdizione e concorsuali;
  • di una causa amministrativa.

Il contributo è dovuto inoltre, nella misura di € 43,00 solo se il ricorrente è titolare di un reddito imponibile superiore a 3 volte quello di € 11.528,41, quando si instaura una causa di lavoro individuale o relativa a un rapporto di pubblico impiego, una controversia in materia di previdenza e assistenza obbligatorie.

I principi della domanda, dell'onere e dell'anticipazione

Il contributo unificato è dovuto nel rispetto di tre principi fondamentali:

  • il principio della domanda o dell'iniziativa di parte previsto dal codice di procedura civile;
  • il principio dell'onere delle spese degli atti processuali compiuti e richiesti, previsto dall'art. 8 del dpr 115/2002;
  • il principio dell'anticipazione, che pone a carico di chi compie e chiede gli atti processuali l'anticipo delle spese processuali, a meno che il soggetto non è ammesso al gratuito patrocinio. In questo caso infatti le spese sono anticipate dall'erario e prenotate a debito.

Quali sono gli importi del contributo unificato?

Come previsto dall'art. 13 del TU dpr 115/2002 il contributo unificato è stabilito:

  • in relazione a scaglioni di importo:l'importo in questo caso varia da un minimo di € 43,00 per processi di valore pari o inferiore a € 1100,0 a un massimo di € 1.696,00 per quelli superiori a € 520.000;
  • per cause di valore indeterminabile: il contributo è di € 237,00 se competente è il Giudice di Pace e di € 518,00 per le cause civili e amministrative;
  • in misura fissa per materia: € 43,00 per le controversie di previdenza e assistenza obbligatorie, separazioni consensuali, domanda congiunta di scioglimento di matrimonio, istanza art 492 bis c.p.c per la ricerca telematica dei beni del debitore, per i processi esecutivi mobiliari di valore inferiore a € 2.500,00; € 98,00 per le cause di volontaria giurisdizione, per i processi speciali di separazione dei coniugi e in camera di consiglio, per i procedimenti contenziosi di scioglimento del matrimonio; € 278,00 per i processi esecutivi immobiliari; € 168,00 per i procedimenti di opposizione agli atti esecutivi; € 851,00 per le procedure fallimentari.

L'importo del contributo poi è:

  • aumentato della metà per i giudizi di impugnazione;
  • raddoppiato nei giudizi davanti alla Corte di Cassazione e in quelli di competenza delle sezioni specializzate di cui al dlgs n. 168/2003
  • dimezzato nei seguenti procedimenti: 1) di ingiunzione e successiva opposizione; 2) per la convalida di sfratto; 3) cautelari e di sequestro; 4) di denuncia di nuova opera e danno temuto; 5) di istruzione preventiva; 6) di urgenza; 7) di cognizione sommaria; 8) possessori; 9) di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento; 10) individuali di lavoro relativi a rapporti di pubblico impiego; 11) promossi dal Concessionario.

Finalità "sanzionatorie" del contributo unificato

Il contributo unificato ha una finalità sanzionatoria:

  • nel caso in cui l'impugnazione viene respinta integralmente o è dichiarata inammissibile o improcedibile il contributo unificato dovuto per l'impugnazione viene raddoppiato;
  • quando il difensore omette di indicare il proprio numero di fax o il proprio codice fiscale nell'atto introduttivo del giudizio, il contributo unificato è aumentato della metà;
  • quando la parte che si costituisce in giudizio modifica la domanda o propone domanda riconvenzionale o formula chiamata in causa, cui consegue l'aumento del valore della causa e non ne fa espressa dichiarazione. In questo caso il processo si presume del valore di cui al comma 1 lettera g) art. 13 ossia superiore a € 520.000,00, per cui il contributo unificato è quello massimo, pari a € 1.696,00.

Il contributo unificato nel processo penale

Il contributo unificato nel processo penale non è dovuto se la parte civile che esercita la relativa azione al suo interno chiede la condanna generica del responsabile. E' dovuto invece, negli importi variabili sanciti dall'art 13 del TU 115/2002 in base agli scaglioni di valore stabiliti, se viene accolta la domanda, anche in via provvisionale, di una somma determinata a titolo di risarcimento.

E' chiaro che nel processo penale il contributo non è applicato per sostenere le spese del processo, perché condizionato solo all'accoglimento della domanda formulata dalla parte civile. Il contributo è prenotato a debito e deve essere corrisposto dall'imputato o dal responsabile civile tenuto al risarcimento, se il giudice lo quantifica in sentenza. Diversamente dal processo civile quindi, in cui il contributo è determinato in ragione della domanda, nel processo penale è stabilito secondo quanto disposto in sentenza.

Cause esentate dal pagamento del contributo unificato

Tra le cause esonerate dal pagamento del contributo unificato troviamo quelle relative a:

  • elezioni
  • Legge Pinto ricorsi per violazione durata processo
  • lavoro
  • interdizione e inabilitazione;
  • prole minore di età
  • ordini di protezione contro gli abusi famigliari
  • tutele e curatele
  • potestà genitoriale
  • esposti ex art. 337 c.c.
  • esecuzioni immobiliari: istanza di conversione in presenza e assenza di vendita, istanza di estinzione e di cancellazione della trascrizione da parte dell'esecutato, in assenza di istanza di vendita;
  • mantenimento della prole minore
  • asseverazioni e dichiarazioni sostitutive
  • cause agrarie
  • atti notori
  • affrancamento fondi enfiteutici
  • correzione errore materiale
  • procedure di registrazione e variazione di quotidiani e periodici
  • dichiarazione di assenza o morte presunta
  • rettifica atti di stato civile
  • minori e interdetti
  • ricorsi avverso decreto di espulsione dello straniero
  • autorizzazioni a donazioni di organi fra persone viventi
  • indennità di espropriazione: ricorso per pagare o svincolare le somme depositate presso la Cassa Depositi e Prestiti
  • accettazione eredità con beneficio di inventari
  • rinuncia all'eredità
  • esecutore testamentario

(28/06/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Milleproroghe: ok Senato, è legge
» Avvocati: verso l'assunzione negli studi legali
» Pensione invalidità solo ai residenti in Italia
» Processo civile telematico: le novità in vigore da oggi
» Il diritto di critica politica come esimente del reato di diffamazione

Newsletter f g+ t in Rss