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Come si forma il governo

Le fasi di formazione del Governo e l'attuale situazione dell'esecutivo, in cui l'unica certezza è la confusione
tre poltrone con i colori della bandiera italiana

di Annamaria Villafrate - Ad oltre due settimane dalle elezioni del 4 marzo, sono in molti gli italiani a chiedersi come andrà a finire e se si riuscirà nell'impresa di formare un governo. Intanto, prosegue l'iter di formazione delle camere, con la nomina il 20 marzo scorso dei parlamentari, mentre il 24 si procederà all'elezione dei presidenti di Camera e Senato. Prima di capire, dunque, gli scenari possibili, cerchiamo di fare chiarezza sull'iter formativo dell'esecutivo.

Formazione del governo: le fasi

La costruzione dell'esecutivo è disciplinata molto sinteticamente dall'art. 92 della Costituzione secondo il quale: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri".Detta così sembra quasi che il Governo non necessiti di una procedura per la sua formazione, mentre, per prassi essa si snoda attraverso le seguenti fasi:

  • consultazioni,
  • incarico,
  • nomina,
  • giuramento,
  • fiducia delle Camere ai sensi degli artt. 93 e 94 della Costituzione.

Consultazioni

Accertato il risultato elettorale, il presidente della Repubblica deve individuare il possibile Presidente del Consiglio del Governo capace di ottenere la fiducia del Parlamento. A tal fine procede alle consultazioni dei Capi dei Gruppi parlamentari, dei rappresentanti delle coalizioni e dei Presidenti dei rami del Parlamento, che devono essere consultati in ogni modo al momento dello scioglimento delle Camere.

Incarico

Il conferimento del compito di formare il Governo in genere è preceduto da un mandato esplorativo, se le consultazioni non hanno fornito dati univoci, altrimenti il Presidente della Repubblica conferisce immediatamente la missione alla persona che gli è stata indicata dai gruppi di maggioranza. L'incarico non prevede particolari formalità, esso è in genere conferito oralmente dopo un colloquio con il soggetto prescelto. Dato l'incarico, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica informa i mass media con un comunicato stampa.

Nomina

L'incaricato, che di solito accetta con riserva, dopo un rapido giro di consultazioni, la scioglie in senso positivo o negativo recandosi nuovamente dal Presidente della Repubblica. Avvenuto lo scioglimento della riserva il Presidente della Repubblica emana e sottoscrive tre decreti, tutti controfirmati anche dal nuovo Presidente del Consiglio con i quali:

  • nomina il Capo dell'Esecutivo (sottoscrizione per accettazione);
  • designa i singoli ministri;
  • accetta le dimissioni del Governo uscente.

Giuramento

Prima di entrare in carica effettivamente il Presidente del Consiglio e i Ministri nominati devono prestare giuramento recitando la formula contenuta nell'art. 1, comma 3, legge n. 400/88: "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione." Con il giuramento il Presidente del Consiglio e i Ministri si assumono le rispettive responsabilità.

Fiducia

Entro 10 giorni dall'emanazione del decreto di nomina, il Governo deve presentarsi alle Camere per il voto di fiducia, che avviene per appello nominale e che i gruppi parlamentari devono motivare. In questo modo i parlamentari si impegnano e si assumono la responsabilità del voto al nuovo esecutivo di fronte agli elettori.

Governo 2018: a che punto siamo?

Compiuta questa doverosa descrizione dell'iter formativo del governo, cerchiamo di capire a che punto è la formazione del Governo italiano, dopo le elezioni del 4 marzo.

Sulla spartizione delle due cariche presidenziali, che avverrà il 24, Di Maio e Salvini sembrano aver raggiunto un accordo. I due leader hanno manifestato il desiderio di candidarsi a questi titoli per poter dirigere al meglio le consultazioni e ottenere dal Presidente il mandato esplorativo, che precede il conferimento dell'incarico vero e proprio.

Di Maio sembra puntare su Riccardo Fraccaro per la Presidenza della Camera e per portare avanti il progetto dell'abolizione dei vitalizi. Salvini da parte sua ha difficoltà ad accontentare gli alleati, primo tra tutti Silvio Berlusconi, che sembra non accontentarsi di un ruolo di secondo piano.

Il P.D. dal canto suo chiede di poter verificare se è possibile fare un governo di tutti per mettere mano alla legge elettorale, approvare quella di bilancio e indire nuove elezioni. Insomma in mezzo a questa baraonda, l'iter di formazione del Governo non è ancora iniziato!

Leggi anche Il Governo è eletto dal popolo?

(22/03/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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