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Preti e suore: quanto guadagnano e chi paga?

Come funziona e chi paga gli stipendi e le pensioni di chi è al servizio della Chiesa o svolge altre funzioni? Il Papa ha uno stipendio? Facciamo chiarezza
prete con soldi in un cappello

di Annamaria Villafrate - Quanto guadagnano sacerdoti? E le suore? Hanno uno stipendio, hanno vitto e alloggio, vanno in pensione? E il papa come vive? Molti di noi si saranno fatti queste domande, anche perché, vocazione a parte, è chiaro che chi ha scelto la vita religiosa in qualche modo dovrà essere economicamente sostenuto. Il dubbio è: chi paga? Senza pretesa alcuna di esaustività, vediamo come funziona.

Indice:


  1. Stipendi e pensioni del clero
  2. Compensi clero: la C.E.I e l'I.C.S.C
  3. Sacerdoti e vescovi: ruoli e responsabilità
  4. Compensi sacerdoti e vescovi: come vengono calcolati
  5. Compensi sacerdoti: come vengono pagati
  6. Compensi preti: chi paga?
  7. Il Papa quanto guadagna?
  8. Compensi dei frati
  9. Compensi delle suore
  10. Gli stipendi dei cappellani militari
  11. Pensioni preti e frati
  12. Donazioni private

Stipendi e pensioni del clero

La chiesa è una struttura gerarchica: chi ha un ruolo più importante riceve una remunerazione, non uno stipendio vero e proprio, proporzionato alle responsabilità e alle mansioni svolte. Un parroco quindi riceverà un compenso più basso rispetto a un vescovo. Stesso discorso per la pensione.

La disciplina di stipendi e pensioni dei componenti del clero trova la sua fonte nelle seguenti norme:

- Legge n. 222 del 20 maggio 1985 "Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi";

- Legge n. 512 del 1° giugno 1961 "Stato giuridico, avanzamento e trattamento economico del personale dell'assistenza spirituale alle Forze armate dello Stato".

Compensi clero: la C.E.I e l'I.C.S.C

Prima di addentarci nel tema delle remunerazioni, è importante descrivere brevemente le funzioni della C.E.I (Conferenza Episcopale Italiana) e dell'I.C.S.C (Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero), poiché hanno un ruolo di primaria importanza nella materia trattata.

La C.E.I. è l'assemblea permanente dei vescovi italiani a cui spettano le seguenti funzioni:

-prendere decisioni su chiesa e clero;

-regolare la materia economica;

-fissare le soglie di reddito di chi ricopre un ruolo ecclesiastico, tenendo conto a tale fine anche di lavori extra e incarichi speciali.

L'I.C.S.C invece è la persona giuridica canonica pubblica perpetua, con sede in Roma che:

- eroga agli istituti diocesani e interdiocesani le risorse necessarie per integrare le remunerazioni dei sacerdoti che prestano servizio per la diocesi;

- svolge funzioni di assistenza e previdenza integrativa e autonoma per il clero;

- cura i rapporti con le Amministrazioni italiane nell'interesse degli Istituti diocesani e interdiocesani per il sostentamento del clero.

Ogni diocesi può fare riferimento a un istituto locale speciale per il sostentamento del clero, che ha come diretto superiore quello centrale.

Sacerdoti e vescovi: ruoli e responsabilità

La parrocchia è la circoscrizione territoriale più piccola ed è gestita dal parroco, il responsabile della cura spirituale dei fedeli. Il parroco è un chierico che ha ricevuto il sacramento dell'Ordine, suddiviso in tre gradi: Diaconato, Presbiterato ed Episcopato. Egli è tenuto ad obbedire al proprio Vescovo (a cui è affidata la cura della diocesi) e a rispettare il celibato.

Il parroco celebra Messa, compie tutti i compiti del ministero pastorale e vive in una parrocchia di cui è responsabile. In base alle dimensioni della comunità religiosa, può essere assistito da uno o più preti.

Compensi sacerdoti e vescovi: come vengono calcolati

La remunerazione mensile dei sacerdoti e dei vescovi si basa su un sistema a punteggio. Quando

un sacerdote viene ordinato, per il primo anno ha una remunerazione calcolata su 80 punti. Il valore di ogni punto è stabilito annualmente dalla C.E.I ed attualmente è pari a € 12,36. A questo punteggio devono sommarsi i punti previsti per l'anzianità, che aumentano di due ogni cinque anni e per l'ufficio svolto.

I Vescovi, che rivestono un ufficio di maggior rilievo e responsabilità hanno diritto ad ulteriori 40 punti. Per cui loro compenso si aggira attorno ai € 1700,00 lordi.

Compensi sacerdoti: come vengono pagati

La C.E.I stabilisce un limite massimo di reddito che ogni presbitero deve ricevere e alla cui formazione contribuiscono le entrate percepite per le attività svolte presso scuole, ospedali, caserme, ecc.

Il Sacerdote comunica annualmente all'Istituto locale competente i redditi percepiti, che li trasmette a sua volta all'Istituto Centrale, il quale verificata la situazione reddituale del sacerdote, ne integra il compenso al fine di raggiungere la soglia stabilita dalla C.E.I, nella misura minima di € 988,80 e massima di € 1.866,36 mensili lordi.

Compensi preti: chi paga?

I compensi dei sacerdoti sono coperti in parte:

- dalle offerte dei fedeli che assicurano la copertura quasi del 10% delle necessità dei sacerdoti;

- dai redditi che il sacerdote percepisce ad altro titolo (es: insegnanti di religione nelle scuole);

- dall'8 per mille dei contribuenti.

Il Papa quanto guadagna?

Il Papa non percepisce uno stipendio, ma ha il diritto di prelevare quanto gli occorre da un istituto, finanziato dalle donazioni spontanee dei fedeli (Obolo di San Pietro), che si occupa delle opere caritatevoli della Chiesa Cattolica.

Compensi dei frati

I frati (religiosi) in genere fanno voto di povertà, castità e obbedienza. Fanno parte di un ordine o di istituto religioso (gesuiti, francescani, domenicani, carmelitani), rispondono a un superiore della medesima istituzione religiosa di cui fanno parte e vivono in convento come membri di una famiglia. Questo non significa che non possano prestare servizio in favore della Diocesi. Per cui se hanno degli incarichi, percepiranno lo stesso compenso dei preti, se invece svolgono un lavoro "civile" percepiranno il relativo stipendio.

Compensi delle suore

Per quanto riguarda il compenso delle suore la questione è piuttosto complessa e controversa.

Le suore che prestano servizio presso una diocesi, percepirebbero infatti una remunerazione assai modesta. A confermarlo è l'Osservatore Romano, nell'articolo del primo marzo 2018 "Il lavoro (quasi gratuito) delle suore".

La difficile situazione delle suore che prestano servizio presso le diocesi è stata altresì confermata da Carmen Summut, presidente dell'Unione internazionale superiore generali, nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera, in cui ha dichiarato: "In Vaticano non ci consultano mai. Il primo a farlo è stato Francesco. Siamo andate da lui in più di mille. Non c' era neanche un cardinale. Ci avevano chiesto di presentare in anticipo e per iscritto le domande che avremmo posto al Santo Padre. Una suora non ha avuto il coraggio di leggere fino in fondo il suo quesito sulle religiose che fanno le colf per i preti senza ricevere neppure un compenso. Il Papa l'ha tolta dall'imbarazzo: "Anche se la domanda era incompleta, voglio rispondere lo stesso. Io, voi, noi siamo al servizio dei poveri. Ma il servizio non è servitù".

A parte questa situazione, che richiederebbe una sana autocritica da parte del mondo cattolico, è vero d'altra parte che le suore che gestiscono scuole, centri di accoglienza per anziani, ospedali e altro ancora, ricevono un compenso per il lavoro svolto che è impossibile sapere e quindi indicare in questa sede.

Il D.P.R n. 1171/1982 infine stabilisce che la misura dei compensi dovuti alle suore addette agli organismi sanitari militari della Difesa, agli ospedali convenzionati, alle infermerie e ai centri medici della Polizia di Stato è rappresentato dal limite minimo di retribuzione giornaliera degli operai dipendenti dalle amministrazioni dello Stato e dalle altre pubbliche amministrazioni.

Gli stipendi dei cappellani militari

I cappellani militari sono sacerdoti che lavorano per le forze armate italiane. Esiste infatti una particolare categoria di religiosi, che fanno parte dell'Ordinariato militare, che hanno il compito di assistere e confortare i militari. I cappellani sono a tutti gli effetti ufficiali militari, arruolati come tali nelle forze armate. Il trattamento economico previsto per queste figure, stabilito dalla legge 512/1961 dagli articoli 90-94 è infatti lo stesso previsto in favore di generali, vicari generali e ufficiali. In questo caso lo stipendio, di varie migliaia di euro, è pagato dallo Stato Italiano.

Pensioni preti e frati

I sacerdoti, come tutti i lavoratori a stipendio fisso hanno diritto alla pensione, che viene loro erogata dall'I.N.P.S a partire dal 65 anno di età. Questo perché l'Istituto Nazionale di previdenza Sociale gestisce il fondo pensionistico del clero, in cui vengono versati i contributi previdenziali dei religiosi, che la C.E.I, tramite l'I.C.S.C, dà ai suoi "dipendenti."

Dall'ordinazione a sacerdote o dall'inizio del ministero fino alla data di decorrenza della pensione di vecchiaia o d'invalidità, i sacerdoti secolari cattolici e i ministri di tutte le confessioni religiose sono obbligati a iscriversi al fondo. Discorso diverso per quanto riguarda i frati, che per volontà dei superiori religiosi hanno scelto di non avere la pensione.

Donazioni private

Non è infrequente che i fedeli che non hanno parenti stretti a cui lasciare i loro beni decidano di fare donazioni o lasciti testamentari in denaro o beni immobili alla Chiesa. In questo caso se il donante effettua la donazione in favore del sacerdote come persona fisica la donazione entrerà a far parte dei suoi beni, se invece è destinata al parroco nella sua qualità di rappresentante della Chiesa, allora il bene verrà destinato ad essa. Il donante può decidere anche di destinare i suoi beni ad una parrocchia in particolare oppure alla Diocesi, in quest'ultimo caso dei beni ne beneficeranno tutte le parrocchie in essa comprese.

(08/04/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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