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Isa: pronti i primi modelli sul sito dell'Agenzia delle Entrate

Sul sito del Fisco le prime bozze non definitive degli indicatori di affidabilità fiscale che sostituiranno gli studi di settore
Cartello indicante l'agenzia delle entrate cc
di Lucia Izzo - A seguito della conferma dell'approvazione, entro fine anno, dei primi indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa), destinati a sostituire gli studi di settore (per approfondimenti: Studi di settore addio: pronti i primi 70 ISA), sul sito dell'Agenzia delle Entrate sono apparse le prime "Bozze non definitive della struttura della modulistica degli indici sintetici di affidabilità fiscale per il periodo di imposta 2017".

Isa: i nuovi indicatori attivi entro il 2017

Con l'istituzione dei nuovi indicatori destinati a esercenti attività d'impresa, arti o professioni (in definitiva sostituzione degli studi di settore), il Fisco vuole favorire l'assolvimento degli obblighi tributari, incentivare l'emersione spontanea di redditi imponibili e aumentare la collaborazione tra contribuenti e Amministrazione finanziaria.

Gli Isa sono indicatori che, attraverso un metodo statistico-economico, consentono di misurare dati e informazioni relativamente a più periodi d'imposta, fornendo così una sintesi di valori atti a verificare la normalità e la coerenza della gestione professionale o aziendale dei contribuenti.

In tal modo sarà possibile posizionare i contribuenti in base al loro livello di affidabilità fiscale, individuando quelli che risultano "affidabili" a cui sarà garantito l'accesso a significativi benefici premiali.

Isa: la bozza dei primi modelli

I 47 modelli (rispetto ai 70 inizialmente programmati) sono stati pubblicati nei giorni scorsi dall'Agenzia in un'apposita area del proprio sito internet (alla voce Bozze Modello Redditi 2018); un passo essenziale per l'attuazione dei nuovi Isa entro fine anno come promesso.

L'obiettivo prefissato, come dichiarato dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, sarebbe quello di completare il lavoro entro tre anni o, addirittura, anche prima, restituendo alle imprese e ai lavoratori autonomi, che trasmetteranno i loro dati al fisco, informazioni organizzate in forma di report, utili anche per la conduzione delle attività.

Le bozze presenti sul sito, quanto alla struttura grafica, richiamano quella precedente utilizzata per gli studi di settore, ormai abbandonati: oltre al frontespizio, dove indicare il codice attività, la bozza presenta un quadro A, dove indicare il personale addetto, un quadro B, per le unità locali, un quadro C, per indicare gli elementi specifici dell'attività e, infine, un quadro D, in cui andranno indicati i principali beni strumentali utilizzati.

Se per i dati contabili (quadri F e G) sono intervenute modifiche solo "formali", appare evidente la "snellezza" dei modelli provvisori diffusi dall'Agenzia delle Entrate quanto al minor numero di notizie extracontabili richieste.

Inoltre, si rileva come negli Isa il contribuente potrà procedere all'adeguamento del reddito dichiarato ai fini dell'affidabilità fiscale tramite la voce "ulteriori componenti positivi per migliorare il profilo di affidabilità fiscale".
(02/11/2017 - Lucia Izzo)
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