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Vittima di violenza sessuale: l'avvocato è sempre gratis

Il gratuito patrocinio opera a prescindere dal reddito per alcuni reati tra cui figura anche lo stalking
violenza sulle donne simbolo e vetro rotto
di Lucia Izzo - Nessuna soglia reddituale è necessaria per accedere al gratuito patrocinio laddove vengano in rilievo alcuni reati tra cui stalking, maltrattamenti e violenza sessuale.  

Di norma, l'avvocato a spese dello Stato si può ottenere se il reddito dell'assistito non supera la soglia reddituale fissata dalla legge: in particolare bisogna essere titolari di un reddito imponibile ai fini dell'IRPEF, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 11.369,24, limite soggetto a rivalutazione.

Invece, se l'interessato all'ammissione al patrocinio convive con il coniuge o con altri familiari, i limiti di reddito sopra indicati sono elevati di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi. Pertanto, il reddito da  indicare è quello costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante.

Nei procedimenti contro gli altri membri del nucleo familiare, tuttavia, si terrà conto del solo reddito personale.

Avvocato gratis per le vittime di violenza sessuale e stalking

In altri casi, invece, lungi dalla limitazione al solo reddito personale, non viene affatto in rilievo questo limite per ottenere il gratuito patrocinio (per approfondimenti: Quando l'avvocato è sempre gratis). In sostanza, anche se il proprio reddito è di molto superiore alla soglia stabilita per legge, si ha la possibilità comunque di accedere al beneficio.

In particolare, si tratta di tutta una serie di reati indicati dall'art. 76, comma 4-ter, del D.P.R. 115/2002: la norma precisa che la persona offesa dai reati di cui agli articoli 572 (maltrattamenti contro familiari e conviventi), 583-bis (pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili), 609-bis (violenza sessuale), 609-quater (atti sessuali con minorenne), 609-octies (violenza sessuale di gruppo) e 612-bis (atti persecutori), nonché, ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-quinquies e 609-undecies del codice penale, può essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dal presente decreto.

La giurisprudenza è recentemente intervenuta per chiarire in cosa consiste la discrezionalità concessa al giudice quanto all'ammissione al gratuito patrocinio, senza che sia necessario alcun limite reddituale, della vittima di stalking, nonchè dei reati indicati dalla summenzionata norma che precisa che l'ammissione "può" essere concessa (per approfondimenti: Stalking: gratuito patrocinio a prescindere dal reddito)

Nella sentenza n. 13497/2017 (qui sotto allegata), la Corte di Cassazione ha precisato che non si tratta di una mera facoltà e il termine "può" deve essere inteso come dovere del giudice di accogliere l'istanza "se" presentata dalla "persona offesa" da "uno dei reati di cui alla norma" e all'esito della positiva verifica dell'esistenza di un "procedimento iscritto relativo ad uno dei menzionati reati". 

Tale interpretazione si impone in una prospettiva teleologica, posto che la finalità della norma in questione appare essere quella di assicurare alle vittime di quei reati un accesso alla giustizia favorito dalla gratuità dell'assistenza legale. 

La stessa soluzione, invece, non si applica al danneggiato del reato che intenda costituirsi parte civile nel processo penale, poiché questi può non coincidere con la vittima del reato, e la legge non ne fa menzione, riferendosi unicamente della persona offesa. 
Cass., sent. n. 13497/2017
(23/07/2017 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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