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Il reato di turbativa d'asta

L'articolo 353 del codice penale ci informa su cosa sia la turbata libertà degli incanti, meglio nota come turbativa d'asta
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L'articolo 353 del codice penale ci informa su cosa sia la turbata libertà degli incanti, meglio nota come turbativa d'asta.

Cos'è la turbativa d'asta

Si intende con turbativa d'asta quel comportamento volontario atto a impedire (o a turbare) le gare nei pubblici incanti e nelle licitazioni private, sia con metodi come promesse, minacce o frodi, sia allontanando o impedendo l'accesso agli offerenti. L'impedimento o la turbativa vanno a discapito non solo delle pubbliche amministrazioni ma degli stessi partecipanti alla gara, per cui il codice penale punisce tale condotta col fine di garantire la massima correttezza delle aste, a tutela sia della collettività che delle imprese partecipanti.

Turbativa d'asta: com'è punito il reato

La norma di riferimento è l'art. 353 del codice penale che punisce "chiunque, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti" con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da centotre a milletrentadue euro.
Inoltre, se il colpevole è persona preposta dalla legge o dall'autorità agli incanti o alle licitazioni suddette, la reclusione è da uno a cinque anni e la multa va da 516 a 2.065 euro.

Turbativa d'asta e appalti pubblici

La questione è molto dibattuta in sede di appalti pubblici, in cui due o più imprenditori potrebbero accordarsi per aumentare il prezzo dei beni che devono essere venduti all'offerente, sia esso un privato o la stessa pubblica amministrazione.
La pratica della turbativa d'asta è purtroppo ancora una pratica fraudolenta che si registra in Italia e in molti altri Paesi, per questo tutti i membri OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) hanno delle norme che regolamentano le trattative delle aste pubbliche in maniera molto severa.
Le turbative d'asta sono più frequenti negli appalti in cui sono presenti poche ditte specializzate, perché gli imprenditori hanno in questo modo più possibilità di accordarsi fra loro prima del pubblico incanto.

Il pubblico incanto

Il pubblico incanto, in quanto procedura aperta, è un'asta giudiziaria che si svolge davanti al giudice dell'esecuzione in sale pubbliche: lo svolgimento dell'asta avviene per offerte al rialzo, che devono comunque sempre essere uguali o superiori al prezzo di partenza dell'asta. Ovviamente anche l'accordo preventivo fra offerenti è considerato frode e può essere perseguito in base all'articolo sulla turbativa d'asta.
Per questo oggi molte amministrazioni stanno optando per aprire gli appalti a quanti più imprenditori e operatori nel settore di riferimento possibili: più sono gli offerenti, più è probabile che la turbativa d'asta "vada a vuoto". In questo modo si evitano speculazioni e danni alla qualità dei servizi, le collusioni sono più difficili quando le imprese partecipanti sono in numero elevato.
L'informazione sulle imprese partecipanti è molto importante, e dovrebbe essere svolta in anticipo dai funzionari che si occupano di aste pubbliche: lo storico di un'azienda e i comportamenti da essa assunti durante lo svolgimento di altre gare d'appalto può mettere in guardia su eventuali tentativi di turbativa d'asta. Anche la conoscenza approfondita di quali siano gli estremi per individuare "cartelli" e altre pratiche illecite è importante, una formazione continua e la presenza di consulenti e garanti durante l'asta pubblica può essere una soluzione responsabile che consente di procedere in maniera corretta e trasparente.
Il testo dell'art. 353 c.p. 'Turbata libertà degli incanti'.
Chiunque, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032.
Se il colpevole è persona preposta dalla legge o dall'autorità agli incanti o alle licitazioni suddette, la reclusione è da uno a cinque anni e la multa da euro 516 a euro 2.065.
Le pene stabilite in questo articolo si applicano anche nel caso di licitazioni private per conto di privati, dirette da un pubblico ufficiale o da persona legalmente autorizzata; ma sono ridotte alla metà.

Turbativa d'asta: la giurisprudenza

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Cassazione Penale seconda sezione 21/04/2017 n. 28388

Il reato ex art. 353 c.p. (turbata libertà degli incanti) può essere costituito anche da condotte poste in essere successivamente alla chiusura dell'asta indetta nell'ambito di una procedura di esecuzione immobiliare, quando ancora non sia intervenuto il trasferimento definitivo della proprietà dell'immobile all'aggiudicatario, a seguito del quale soltanto può ritenersi conclusa la procedura di "gara" alla quale espressamente si riferisce la norma incriminatrice.

Cassazione penale seconda sezione 17/02/2017 n. 11979

Sono ravvisati i reati di estorsione (art. 629 c.p.) e di turbativa d'asta (art. 353 c.p.) nella condotta posta in essere da un soggetto che, avendo ottenuto l'aggiudicazione di un immobile a seguito di asta indetta in una procedura esecutiva alla quale non avevano partecipato altri concorrenti, abbia chiesto ed ottenuto la corresponsione, da parte del debitore esecutato, di una somma di denaro in cambio del proprio impegno a rinunciare, come in seguito avvenuto, all'assegnazione definitiva che sarebbe conseguita al pagamento del prezzo.

Cassazione penale sesta sezione 16/02/2017 n. 13431

Il delitto di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, previsto dall'art. 353-bis c.p., è configurabile in relazione ad ogni atto che abbia l'effetto di avviare la procedura di scelta del contraente, rientrando nella nozione di "atto equipollente" del bando di gara anche la deliberazione a contrarre, qualora la stessa, per effetto della illecita turbativa, non preveda l'espletamento di alcuna gara, ma l'affidamento diretto ad un determinato soggetto.

Cassazione penale sesta sezione 04/05/2016 n. 24477

Il delitto di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente ex art. 353 bis c.p., è reato di pericolo, che si consuma indipendentemente dalla realizzazione del fine di condizionare le modalità di scelta del contraente, e per il cui perfezionamento, occorre che sia posta concretamente in pericolo la correttezza della procedura di predisposizione del bando di gara o di atto equipollente, ma non anche che il contenuto del provvedimento venga effettivamente modificato in modo tale da interferire sull'individuazione dell'aggiudicatario.


Cassazione Penale seconda sezione 17/10/2014 n. 47444
In tema di turbata libertà degli incanti, i comportamenti manipolatori che incidono sulla formazione del bando di gara, che venga successivamente emesso, devono essere inquadrati nella fattispecie prevista dall'art. 353 cod. pen., a nulla rilevando che siano precedenti all'introduzione dell'art. 353-bis cod. pen., che trova, invece, applicazione nel caso in cui la gara non venga bandita.

Cassazione Penale sesta sezione 11/07/2014 n. 42770
Nel reato di turbata libertà degli incanti, il "mezzo fraudolento" consiste in qualsiasi attività ingannevole che, diversa dalle condotte tipiche descritte dalla norma incriminatrice, sia idonea ad alterare il regolare funzionamento della gara, anche attraverso anomalie procedimentali, quali il ricorso a prestanomi o l'indicazione di informazioni scorrette ai partecipanti, e a pregiudicare l'effettività della libera concorrenza, la quale presuppone la possibilità per tutti gli interessati di determinarsi sulla base di un corretto quadro informativo.

Cassazione Penale seconda sezione 11/06/2014 n. 30050
Deve ammettersi la possibilità del concorso formale fra il reato di turbata libertà degli incanti e quello di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, attesa la loro diversa obiettività giuridica (essendo rivolto l'uno alla tutela del regolare svolgimento dei pubblici incanti e delle licitazioni private, l'altro alla difesa della integrità patrimoniale del soggetto passivo), e differenziandosi inoltre gli stessi sotto il profilo degli elementi strutturali che li compongono.

Cassazione Penale sesta sezione 01/04/2014 n. 28517
Il collegamento, formale o sostanziale, tra società partecipanti alla gara per l'aggiudicazione di un appalto pubblico non è di per sè sufficiente a configurare il delitto di turbata libertà degli incanti, occorrendo la prova che, dietro la costituzione di imprese apparentemente distinte, si celi un unico centro decisionale di offerte coordinate o che le imprese, utilizzando il rapporto di collegamento, abbiano presentato offerte concordate. (Nella specie, la Corte ha censurato l'affermazione del giudice di appello secondo cui, accertato il rapporto di parentela intercorrente tra i soci, sarebbe spettato agli imputati dimostrare l'insussistenza di un "unico centro di interesse" fra le due società coinvolte, realizzandosi così una inversione dell'onere della prova non consentita nel giudizio penale).

Cassazione Penale sesta sezione 13/03/2014 n. 32237
Il reato di turbata libertà degli incanti è configurabile solo quando l'individuazione del contraente avviene all'esito di una gara, anche informale e atipica, con la conseguenza che, se l'amministrazione, dopo aver avviato un procedimento di gara, si orienta formalmente per la conclusione di un accordo sostitutivo del provvedimento finale (previsto dalla normativa di settore e conforme ai principi generali in tema di procedimento amministrativo), l'attività volta alla preparazione ed alla conclusione di tale accordo non integra gli estremi della fattispecie di cui all'art. 353 c.p. (In motivazione, la Corte ha precisato che eventuali illegittimità riscontrabili nel percorso negoziale intrapreso - pur rilevanti sul piano amministrativo, tanto da poter invalidare l'accordo stipulato - non sono idonee ad integrare gli estremi del reato in questione).

Cassazione Penale sesta sezione 08/07/2014 n. 40304
In materia di turbata libertà degli incanti con il termine "collusione" si intende ogni accordo clandestino, intercorrente tra soggetti privati in qualsiasi modo interessati alla gara o tra questi e i preposti alla gara, diretto a influire sull'esito della stessa.
(19/12/2017 - Redazione) Foto: 123rf.com
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