Sei in: Home » Articoli

Lavoro: il diritto a percepire le maggiorazioni retributive da parte del dipendente pubblico

La normativa di riferimento e gli sviluppi giurisprudenziali in materia
lavoratore che rincorre soldi mentre una mano li allontana

di Manuele Serventi Merlo - A partire dagli inizi degli anni '90 il pubblico impiego ha subito una progressiva "privatizzazione". Iniziato nel 1992 con la legge n. 421, tale processo terminava verso i primi anni del 2000. Ci˛ ha determinato come inevitabile conseguenza la sotto posizione del lavoro svolto alle dipendenze della P.A. alle regole del diritto privato comune.

Disposizioni a cui poche categorie di lavoratori pubblici non sono sottoposte per via della particolaritÓ e della delicatezza delle funzioni svolte (Tra queste vanno citate, ad esempio: i diplomatici, i magistrati, i militari ed i professori universitari).

Regole contenute, oltre che in leggi speciali di settore (vedi T.U. Pubblico Impiego), anche nel Codice Civile attualmente in vigore. Tra gli articoli del codice che interessano maggiormente il pubblico impiego una menzione particolare va fatta per l'art. 2109 c.c.

Tale norma, in combinazione con l'art. 36 Cost., Ŕ stata utilizzata dal Consiglio di Stato nella sentenza n.░ 5153/2016 per confermare il proprio orientamento secondo cui non sussiste il diritto di percepire maggiorazioni retributive per lavoro straordinario quando questo non Ŕ stato preventivamente autorizzato dal dirigente responsabile del servizio.

Autorizzazione la cui funzione Ŕ quella di verificare concretamente le ragioni di pubblico interesse che rendono necessario il ricorso al lavoro straordinario ed il rispetto dei limiti di spesa previsti dai bilanci di previsione (In tal senso si vedano anche Cons. Giust. Amm. Sic. N.░ 19/2014; Cons. Stato n.░ 1186/2013; Cons. Stato n.░ 2312/2013; Cons. Stato n.░ 996/2013; Cons. Stato n.░ 430/2013).

In ragione delle funzioni a cui Ŕ propedeutico, il nulla osta a percepire le maggiorazioni retributive non pu˛ essere "implicito" di norma. Limitati casi di autorizzazione "implicita" sono stati ammessi dalla giurisprudenza amministrativa, infatti, solo in presenza di urgenti necessitÓ organizzative funzionali all'amministrazione pubblica debitamente provate dal richiedente (Cons. Stato n.░ 1671/2014; Cons. Stato n.░ 312/2014; Cons. Stato n.░ 1650/2013; Cons. Stato n.░ 4745/2013).

(13/04/2017 - Manuele Serventi Merlo) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Fumo in spiaggia: i divieti dell'estate 2018
» Educazione civica a scuola: al via la raccolta firme
» Basta impedire al padre di vedere il figlio per due giorni per commettere reato
» Buoni pasto a rischio per migliaia di lavoratori statali
» Manifestazioni pubbliche e sagre: le nuove regole

'codice widgetpack temporaneamente spostato nella raccolta codici
Newsletter f g+ t in Rss