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Casalinghe: diritti e tutele del lavoro familiare

Il lavoro casalingo da lavoro invisibile a lavoro (quasi) riconosciuto  
domestica casalinga colf

Avv. Laura Bazzan - Svolto per scelta o per necessità, il lavoro casalingo è stato espressamente ricondotto alla tutela di cui all'art. 35 Cost. dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 28/1995, che ne ha affermato il "rilievo sociale ed anche economico, anche per via degli indiscutibili vantaggi che ne trae l'intera collettività e, nel contempo, degli oneri e delle responsabilità che ne discendono e gravano - ancora oggi - quasi esclusivamente sulle donne (anche per estesi fenomeni di disoccupazione)". L'art. 143 c.c., nell'imporre il dovere di contribuire al soddisfacimento dei bisogni della famiglia a carico di entrambi i coniugi, stabilisce che deve aversi riguardo alla capacità di lavoro professionale o casalingo di ciascuno: mentre il lavoro esterno costituisce modalità indiretta di adempimento, infatti, quello casalingo configura un adempimento diretto dell'obbligo di contribuzione. Nel tempo, la sempre maggiore valorizzazione del lavoro casalingo ha spinto la giurisprudenza a riconoscere l'ultrattività anche in sede di separazione dell'accordo con il quale i coniugi avevano stabilito che uno dei due rinunciasse al lavoro extradomestico per dedicarsi completamente al governo della casa e all'educazione dei figli, con conseguente obbligo di mantenimento da parte del coniuge lavoratore (cfr. ex multis Cass. n. 3291/2001).

Nonostante l'autonoma rilevanza riconosciutagli, il lavoro casalingo, inteso come cura della casa e dei bisogni di coloro che la abitano quale applicazione del principio di solidarietà familiare, non gode ancora delle medesime tutele riconosciute dal sistema giuslavoristico alle altre forme di lavoro, anche a causa della difficoltà di inserirlo all'interno della rigida dicotomia lavoro subordinato-lavoro autonomo su cui l'intero sistema si basa. Non possono, tuttavia, essere trascurate alcune importanti conquiste, e in particolare:

- L'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici

Con la L. n. 493/99, il lavoro domestico è stato riconosciuto come lavoro pericoloso, con conseguente obbligo di assicurazione ex art. 7 per tutti i soggetti di età compresa tra i 18 ed i 65 anni che svolgono in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione lavoro finalizzato alle cure della propria famiglia e dell'ambiente in cui si dimora, ad esclusione di coloro che svolgono altra attività che comporti l'iscrizione a forme obbligatorie di previdenza sociale. La polizza copre le ipotesi di invalidità permanente non inferiore al 33% cagionata da un incidente domestico e dà diritto ad una rendita vitalizia a carico dell'INAIL, dal 2007 la soglia è stata ridotta al 27%.

- Il Fondo di previdenza

Il Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori non retribuiti derivanti da responsabilità familiari, istituito con d. lgs. n. 565/96 e gestito dall'INPS, garantisce anche a chi svolge lavoro casalingo l'accesso alla pensione di inabilità e di vecchiaia. L'iscrizione, su base volontaria, è riservata alle persone di entrambi i sessi con età compresa tra i 15 e i 65 anni non titolari di pensione diretta che svolgono, senza alcun vincolo di subordinazione, attività non retribuita, in forma prevalente ma non necessariamente esclusiva, in relazione a responsabilità familiari. A fronte del versamento di almeno 5 anni di contributi, più precisamente, la pensione di vecchiaia viene corrisposta dal cinquantasettesimo anno di età, quando l'importo maturato risulta almeno pari all'ammontare dell'assegno sociale maggiorato del ​20%; la pensione di inabilità, in caso di assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa senza vincoli di età.

- Il fenomeno associativo

Dal 2001, la Confcasalinghe raggruppa le associazioni locali delle casalinghe che promuovono la tutela morale, giuridica ed economica del lavoro casalingo, analizzando le problematiche legali, tecniche, sociali, tributarie, amministrative, sindacali e previdenziali che interessano la categoria e sostenendo gli interventi per la loro risoluzione.

(19/12/2016 - Avv.Laura Bazzan)
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