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Ferie accumulate: cosa fare?

Esse non possono essere monetizzate se non a conclusione del rapporto di lavoro
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di Valeria Zeppilli – Le ferie sono un diritto irrinunciabile del prestatore di lavoro: l'ultimo comma dell'articolo 36 Costituzione, infatti, sancisce che "il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi".

Durata delle ferie e periodo di godimento

In termini pratici, tale diritto trova la sua concreta regolamentazione nell'articolo 2109 del codice civile, all'interno del decreto legislativo numero 66/2003 e nella contrattazione collettiva. Da tali fonti si ricava, più in particolare, che ogni lavoratore ogni anno matura almeno quattro settimane di ferie, delle quali due devono essere godute entro l'anno di maturazione e le restanti al massimo nei diciotto mesi successivi o nel periodo diverso e più favorevole ai lavoratori stabilito dai CCNL.

Monetizzazione solo a fine rapporto

Nonostante quanto si possa pensare, sono molte le aziende e i lavoratori per le quali il problema delle ferie si pone in senso opposto rispetto al comune sentire e che si trovano a dover gestire tante ferie residue difficili da smaltire.

Specie se non c'è chiusura aziendale e i lavoratori non sono riusciti a pianificare bene le loro vacanze, può accadere infatti di ritrovarsi alla fine del periodo massimo entro il quale si può godere di esse con un credito notevole.

In questi casi non si può far nulla: le ferie vanno comunque consumate e non è in alcun modo possibile pensare di monetizzarle dato che il divieto di rinunciare ad esse è assoluto e costituzionalmente garantito e trova un'ovvia eccezione solo nei casi di cessazione del rapporto di lavoro.

Alla sua base c'è infatti la necessità di tutelare la salute dei lavoratori e di evitare che questa possa essere compromessa da un lavoro eccessivo.

Oltretutto molte aziende, se fosse possibile pagare invece che lasciare a casa il lavoratore per qualche meritato giorno, non ci penserebbero due volte, distruggendo di fatto uno degli istituti fondamentali del diritto del lavoro.

Ferie accumulate oltre il limite massimo

In ogni caso occorre sottolineare che, in generale, non è assolutamente vietato godere delle ferie anche successivamente al limite massimo di fruizione: se per il lavoratore sia concretamente impossibile fruire delle ferie minime maturate entro i termini previsti (si pensi, ad esempio, alle ipotesi di maternità o di malattia di lunga durata) il loro godimento potrà essere posticipato con accordo tra le parti e valutando gli interessi e le esigenze sia dei lavoratori che dei datori di lavoro.

Cosa fare?

Cosa fare quindi nel caso in cui ci siano molte ferie accumulate?

Il consiglio è uno solo: godersele! E soprattutto programmare la loro fruizione in maniera tale da riuscire a coniugare le proprie esigenze con quelle dell'impresa.

Ai sensi dell'articolo 2109 del codice civile, infatti, è l'imprenditore che, pur tenendo conto degli interessi del lavoratore oltre che quelli dell'impresa, stabilisce il tempo di godimento delle ferie e che, insomma, ha in genere l'ultima parola.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(08/11/2016 - Valeria Zeppilli)
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