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Quando manca il bancomat per pagare il parcheggio sulle strisce blu

La Legge di Stabilità ha sancito l'obbligo per i Comuni di consentire il pagamento con carte di credito e moneta elettronica. Vediamo nel dettaglio le disposizioni di legge
Donna al volante con mani alzate
di Paolo M. Storani - La notizia pubblicata sul nostro quotidiano il 12 luglio scorso sulla questione della illegittimità dei parchimetri che non sono stati adeguati alle previsioni della legge di Stabilità 2016 (Vedi: Strisce blu: se il parchimetro non ha il bancomat il parcheggio è gratis!) ha avuto una inaspettata eco mediatica. Vale la pena, quindi, ritornare sull'argomento per mettere in risalto una serie di problematiche che alcuni Comuni hanno in vario modo sollevato.

Partiamo innanzitutto dal dettato normativo.

Secondo quanto dispone il comma 901 della legge n. 208/2015 (legge di Stabilità), i Comuni avrebbero dovuto adeguare i dispositivi di controllo della durata della sosta per consentire i pagamenti elettronici con bancomat o carte di credito già a far data dall'1 luglio 2016.

Non tutti, però, si sono adeguati spesso adducendo difficoltà di natura tecnica, altre volte sostenendo che avrebbero ritardato l'adeguamento in attesa di un decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze che in base a un precedente comma (il n. 900) avrebbe dovuto essere emanato entro il 1° febbraio 2016.

Le difficoltà di natura tecnica sono espressamente contemplate dal comma 900 secondo cui l'obbligo di adeguamento "non trova applicazione nei casi di oggettiva impossibilità tecnica" e - attenzione! - non si parla di mere "difficoltà" ma di "impossibilità".

Che poi l'impossibilità tecnica è categoria che, riferita all'installazione della possibilità di pagamento con carte di credito e bancomat, farebbe pensare all'impossibilità di posare in opera il tracciato telefonico su cui viaggia la moneta elettronica.

Il decreto del Ministero, che si attendeva per il 1 febbraio, sembra invece avere il principale scopo di "promuovere l'effettuazione di operazioni di pagamento basate su carta di debito o di credito" e di "assicurare la corretta e integrale applicazione di un regolamento UE (il n. 751/2015). Non sembra che tale decreto possa però considerarsi ostativo all'adeguamento dei dispositivi sul piano tecnico nel rispetto del termine sancito dal comma 901 della legge, e lo dimostra il fatto che alcuni Comuni si sono già adeguati alle nuove disposizioni consentendo ai cittadini di pagare il parcheggio anche con bancomat e carte di credito.

In ogni caso sono diversi i Comuni che si sono già messi all'opera.

Il Comune di Firenze ha già affidato i lavori di adeguamento come segnalato su "La Nazione" (http://www.lanazione.it/parcometri-fuorilegge-bancomat-1.2344043).

Il Comune di Siracusa sta lavorando alla redazione di un bando pubblico per affidare il servizio di adeguamento (Vedi: http://www.siracusaoggi.it/siracusa-sosta-a-pagamento-con-bancomat-e-carta-di-credito-slitta-lattivazione-il-comune-prepara-un-bando/).

A Modena, invece, come riportato da "Il Resto del Carlino", dove i parchimetri sono "virtualmente fuorilegge", ma il Comune sostiene "l'oggettiva impossibilità tecnica" considerato che "i parchimetri in città non sono fisicamente equipaggiati dalle componenti necessarie" (Vedi: http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/bancomat-parchimetro-sosta-legge-1.2347436).

In altri casi si è fatta confusione tra le difficoltà di natura finanziaria e quelle di natura tecnica ma il testo di legge parla chiaro: il mancato adeguamento dei parchimetri all'obbligo di legge può dipendere solo da una "oggettiva impossibilità tecnica" e in quest'ambito non può certo inquadrarsi la mancanza di risorse economiche.

Insomma, la novità introdotta dalla norma rischia così di risolversi in un nulla di fatto (come accaduto per il più generale obbligo del Pos per commercianti e professionisti).

Naturalmente la questione è troppo recente perché ci siano dei precedenti giurisprudenziali ed è bene che il cittadino eviti di prendere iniziative individuali: meglio lasciare che siano eventualmente le associazioni di consumatori a intraprendere azioni per porre fine a un sistema che penalizza ingiustamente quei cittadini che pur volendo pagare non sono stati messi in condizione di farlo.

Una delle tante micro-vessazioni quotidiane alle quali siamo esposti e che Studio Cataldi da sempre denuncia.

Ma vi sono anche esempi virtuosi come il pur piccolo Comune di Porto Sant'Elpidio che da tempo ha installato in tre esemplari il "parcometro intelligente" attivo 24 ore su 24: a titolo esemplificativo, è possibile sanare la morosità senza fare file o recarsi in chissà quale ufficio cassa. Per ora non è possibile eseguire il pagamento con bancomat ma presto sarà adeguato.

Mi colpì quel modernissimo congegno rispetto all'arretratezza di Macerata ove la situazione, tra continue rotture e disagi vari, è penosa e il MoVimento 5 Stelle ha presentato in proposito un'interrogazione all'assessore competente.

Post scriptum = Mentre l'edizione cartacea del 18 luglio 2016 de Il Fatto Quotidiano a pag. 22 dedica risalto alla nostra notizia, va rilevato che uno dei primi commenti "postati" in calce alla presente è il seguente che condivido, proveniente dal lettore Ciccio Panza, e tratta dell'assurdità della non accettazione delle banconote: "Ma prima della predisposizione alle carte di credito, non potrebbero iniziare a fare in modo che accettino LE BANCONOTE??? Anche solo quelle da 5 e 10 Euro... 

Trovo folle che nel 2016 se non sono pieno di monetine non posso pagare il parcheggio..."

(15/07/2016 - Law In Action - di P. Storani)
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