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Fisco: il coniuge separato paga anche se la cartella è stata notificata all'ex

Per la Cassazione l'opzione per il regime della dichiarazione congiunta comporta l'accettazione di tutte le conseguenze che lo connotano, sia vantaggiose che svantaggiose
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di Valeria Zeppilli – Se i coniugi decidono di presentare una dichiarazione congiunta, devono accettare il rischio che, in caso di sopravvenuta separazione, si trovino costretti a pagare le sanzioni relative a una cartella di pagamento notificata esclusivamente all'ex

Tale principio, già sancito in alcune recenti pronunce, è stato ribadito dalla sezione tributaria della Corte di cassazione anche con la sentenza numero 13733 del 6 luglio 2016 (qui sotto allegata).

In particolare in essa si è ricordato che la giurisprudenza di legittimità è ormai concorde nell'affermare che la dichiarazione dei redditi congiunta rappresenta una facoltà che i coniugi non separati possono esercitare in piena libertà.

Se quindi si sceglie di optare per essa, i soggetti interessati devono accettare tutte le conseguenze che connotano per legge tale peculiare regime, sia quelle vantaggiose che quelle eventualmente svantaggiose, a prescindere dalle ipotetiche successive sorti del matrimonio.

Di conseguenza, il venir meno della convivenza matrimoniale per separazione personale di moglie e marito successivamente alla presentazione della dichiarazione congiunta non inficia la responsabilità solidale dei coniugi per il pagamento dell'imposta e degli accessori iscritti a ruolo a nome di uno solo di essi a seguito di accertamento.

La Corte fuga anche qualsivoglia dubbio di legittimità costituzionale, affermando che la mancata impugnazione da parte di un coniuge dell'avviso di accertamento notificatogli non rende l'obbligazione tributaria definitiva anche nei confronti dell'ex: entrambi, infatti, hanno la possibilità di impugnare autonomamente la cartella di pagamento o l'avviso di mora che sono loro diretti e far valere tutte le possibili ragioni di contestazione della pretesa tributaria.


Corte di cassazione testo sentenza numero 13733/2016
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(07/07/2016 - Valeria Zeppilli)
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