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La sottrazione del minore all'estero

Guida alla fattispecie di reato e all'iter da seguire per il genitore
volto di bambino
Avv. Luisa Camboni -

Avv. Luisa Camboni - Spesso i mass media ci riferiscono di bimbi portati da un genitore contro la volontà dell'altro all'estero. Episodi del genere configurano il reato di cui all'art. 574 bis c.p. "Sottrazione e trattenimento di minore all'estero" che così dispone: "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque sottrae un minore al genitore esercente la responsabilità genitoriale o al tutore, conducendolo o trattenendolo all'estero contro la volontà del medesimo genitore o tutore, impedendo in tutto o in parte allo stesso l'esercizio della responsabilità genitoriale, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

Se il fatto di cui al primo comma è commesso nei confronti di un minore che abbia compiuto gli anni quattordici e con il suo consenso, si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni.

Se i fatti di cui al primo e secondo comma sono commessi da un genitore in danno del figlio minore, la condanna comporta la sospensione dall'esercizio della responsabilità genitoriale".

Dal tenore letterale della norma soprariportata si configura il reato di sottrazione del minore italiano condotto all'estero quando il minore viene portato in un Paese straniero da un genitore o da altra persona che non ha diritto e senza l'autorizzazione ed il consenso dell'altro genitore esercente la responsabilità genitoriale. Un tale comportamento per il nostro ordinamento ha rilevanza penale e viene punito con la reclusione.

In tale situazione che occorre fare?

Quando un genitore sospetta che il proprio figlio possa essere sottratto e condotto all'estero contro la sua volontà occorre attivarsi immediatamente ponendo in essere determinati accorgimenti quali per esempio non autorizzare la trascrizione del nome del minore sul passaporto dell'altro genitore; se pende una procedura di separazione giudiziale e si ritiene che il minore venga affidato all'altro genitore chiedere al Giudice di vietare nel provvedimento l'espatrio del minore senza il consenso del genitore non affidatario…

Vediamo ora qual è l'iter che il genitore al quale è stato sottratto il minore deve seguire

Per prima cosa occorre capire se il minore è stato condotto in uno Stato che ha aderito alla Convenzione dell'Aja o altra Convenzione: in questo caso occorrerà portare la questione nanti l'Autorità Centrale presso il Ministero della Giustizia in Roma – Dipartimento per la Giustizia Minorile; in caso contrario e cioè se lo Stato straniero non ha aderito ad alcuna convenzione la competenza sarà del Ministero degli Affari Esteri in Roma.

1° Ipotesi: minore condotto in uno Stato che ha aderito alla convenzione dell'Aja (o altra)

Il genitore al quale il figlio è stato sottratto deve immediatamente prendere contatto con l'Autorità Centrale presso il Ministero della Giustizia in Roma – Dipartimento per la Giustizia Minorile per comunicare l'indirizzo presso cui il minore potrebbe trovarsi e chiedere la modulistica necessaria per attivare la procedura.

Compilata la modulistica sia in lingua italiana che nella lingua straniera dello Stato in cui si trova il minore a questa devono essere allegati i seguenti documenti:

- Certificato di nascita;

- Certificato di residenza;

- Certificato di stato di famiglia e cittadinanza del minore e dei coniugi

tutti in lingua italiana e nella lingua straniera dello Stato in cui si trova e fotografia recente del minore.

Tutta la modulistica compilata in ogni sua parte e corredata dei documenti sopraelencati va inviata all'Autorità Centrale che ha il compito di comunicare il referente per l'Italia.

A questo punto prende avvio il procedimento ed è bene che il genitore/vittima si faccia assistere da un legale.

E' la stessa Autorità Centrale a quantificare i costi del procedimento. Il genitore può scegliere o di ricorrere ad un tentativo di conciliazione e cioè la risoluzione bonaria della vicenda che si cristallizza in un accordo oppure attivare il procedimento.

Se non vi è la possibilità di un tentativo di conciliazione si prosegue con il prcedimento che in media ha la durata di 4 mesi. La decisione pronunciata in primo grado può essere messa in discussione con il giudizio di appello.

Se la sentenza sarà favorevole per il genitore a cui è stato sottratto il minore questi potrà riprendersi il minore dal Paese straniero in cui si trova.

2° Ipotesi: minore condotto in uno Stato che non ha aderito alla convenzione dell'Aja (o altra)

In questa ipotesi il genitore/vittima deve prendere contatto con il Ministero degli Affari Esteri in Roma competente ad intervenire a tutela dei cittadini italiani in tutti i casi di sottrazione di minori all'estero.

La figura di riferimento è il Console che esercita i poteri del Giudice Tutelare i cui provvedimenti si noti bene sono validi solo per l'ordinamento italiano e solo per i minori cittadini italiani. 




Avv. Luisa Camboni

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(07/06/2016 - Avv.Luisa Camboni)
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