Patrocinio gratuito: l’indennità di accompagnamento non fa reddito
Redazione |

Patrocinio gratuito: l’indennità di accompagnamento non fa reddito

Il Tribunale di Grosseto chiarisce che, ai fini del patrocinio a spese dello Stato, conta la reale situazione economica del richiedente. L’indennità di accompagnamento resta esclusa dal reddito

Per ottenere il patrocinio a spese dello Stato occorre valutare la reale capacità economica del richiedente e non limitarsi ai criteri previsti dalla normativa tributaria. Lo ha precisato il Tribunale di Grosseto con la sentenza n. 481 del 6 luglio 2026, chiarendo quali somme devono essere considerate nel calcolo del reddito e quali, invece, restano escluse.

Quali entrate incidono sul reddito

Secondo il Tribunale, ai fini dell'ammissione al beneficio rilevano tutti gli introiti percepiti con carattere di continuità, indipendentemente dal fatto che siano imponibili o esenti dal punto di vista fiscale.

La valutazione deve infatti concentrarsi sulla concreta disponibilità economica del richiedente. Per questo motivo possono essere presi in considerazione anche redditi non dichiarati o derivanti da attività illecite, qualora ne venga accertata l'effettiva percezione con gli ordinari mezzi di prova.

Diverso è il caso delle somme corrisposte a titolo risarcitorio: esse concorrono al reddito solo quando sostituiscono guadagni non percepiti, mentre restano escluse se hanno la funzione di compensare un danno di natura diversa.

L'obiettivo è verificare la reale condizione economica

La decisione evidenzia che la disciplina del patrocinio gratuito non segue le stesse regole del diritto tributario. Lo scopo della normativa è stabilire se il cittadino sia realmente in grado di sostenere le spese di un processo oppure necessiti dell'intervento dello Stato per garantire il diritto alla difesa.

Per questo motivo l'accertamento deve basarsi sulla situazione economica concreta e non esclusivamente sulle categorie fiscali previste per il pagamento delle imposte.

L'indennità di accompagnamento non si considera reddito

Tra le somme escluse dal calcolo rientra l'indennità di accompagnamento riconosciuta agli invalidi totali.

Secondo il Tribunale, questa prestazione ha finalità assistenziali e serve a compensare una particolare condizione di disabilità, senza incrementare la reale capacità patrimoniale del beneficiario. Di conseguenza non può essere conteggiata per verificare il superamento del limite reddituale previsto per il patrocinio a spese dello Stato.

Il principio affermato dal Tribunale

La sentenza conferma che, per l'ammissione al patrocinio gratuito, il giudice deve valutare gli effettivi mezzi economici del richiedente. L'indennità di accompagnamento resta esclusa dal reddito rilevante, mentre assumono rilievo gli introiti continuativi che riflettono la reale capacità di sostenere le spese di un giudizio.



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