Il bonus bebè

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Guida al bonus bebè: cos'è, cosa comprende, come funziona, come si può richiedere e come ottenerlo

Bonus bebè: cos'è

Il bonus bebè era una misura di sostegno alla natalità e alle famiglie introdotta nel nostro ordinamento dalla legge di stabilità del 2015 per il triennio 2015-2017 e successivamente rinnovata anche per gli anni successivi.

Inizialmente il bonus è stato riconosciuto per i primi tre anni di vita del figlio e, se adottato, per i tre anni successivi all'ingresso in famiglia; nella seconda versione, la sua durata è stata ridotta a un anno.

Bonus bebè 2021

La Legge di Bilancio per il 2021 ha rinnovato il bonus bebè per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021.

La misura era riconosciuta per la durata di un anno e, quindi, l'assegno mensile che la caratterizza era corrisposto esclusivamente fino al compimento del primo anno di età ovvero del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione.

La legge di bilancio 2022 ha, per l'ultima volta, confermato l'assegno di natalità nella veste assunta già nel 2020.

Dal 1° marzo 2022 è entrato in vigore l'Assegno unico (AUU), che raggruppa le precedenti misure di sostegno per i figli, tra cui anche il bonus bebè. Il bonus bebè, così come originariamente concepito, non è stato più rinnovato.

Vai alla guida Bonus bebè 2021

Per approfondimenti sugli anni precedenti del bonus bebè leggi:

- Bonus bebè 2016: ecco a chi spetta e come presentare domanda

- Bonus bebè 2017: la guida

- Bonus bebè 2018: come funziona

- Bonus bebè 2019

- Bonus bebè 2020

Come funzionava

La legge di stabilità per il 2015 n. 190 del 23/12/2014, al comma 125 ha stabilito che, per incentivare la natalità per ogni figlio nato o adottato (o in affido preadottivo) tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 era prevista l'erogazione di un assegno di 960 euro annui (tetto minimo che per il 2020 può arrivare fino a 1.920 euro in base al reddito), da corrispondere mensilmente a partire dal mese di nascita o di adozione e fino al terzo anno di nascita o di ingresso nella famiglia dopo l'adozione.

Dal 2018, rispetto all'assegno di natalità degli anni precedenti (ancora applicabili per gli eventi antecedenti al 2020), la prestazione è stata rimodulata con nuove soglie Isee ed è prevista soltanto per 12 mensilità, fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso del bambino nel nucleo familiare.

Quanto spettava

Il Bonus bebè era divenuta una prestazione ad "accesso universale", modulata in base alle fasce di reddito di riferimento. Ad esempio nel 2021 era previsto:
  • un assegno annuale di 1.920 euro (160 euro al mese) per le famiglie con ISEE minorenni non superiore a 7.000 euro annui;
  • un assegno annuale di 1.440 euro (120 euro al mese) per le famiglie con ISEE minorenni superiore alla soglia di 7.000 euro e non superiore a 40.000 euro;
  • un assegno annuale di 960 euro (80 euro al mese) per le famiglie con un ISEE minorenni superiore a 40.000 euro.
Restava fermo che caso di figlio successivo al primo, nato o adottato tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021, l'importo dell'assegno era aumentato del 20%.

Per il 2025 il bonus (nuovi nati) consiste, invece, nell’erogazione di un importo una tantum di 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025.

Chi ne aveva diritto

La misura era prevista a favore in favore dei figli conviventi di cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione Europea o di Stati extracomunitari con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo residenti in Italia.

Isee bonus bebè

Al bonus bebè, hanno diritto i genitori richiedenti con un nucleo familiare che presenta un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) non superiore a 40.000 euro (dal 1° gennaio 2020, fino al 31.12.2019 il tetto era pari a 25.000 euro).

Chi aveva un ISEE non superiore a 7.000 euro invece riceveva un importo annuale dell'assegno pari al doppio.

Infine, chi aveva un ISEE tra 7mila e 40mila euro riceveva un importo annuale pari a 1.440 euro.

Domanda bonus bebè

L'assegno era corrisposto presentando domanda all'INPS dal giorno successivo alla nascita o all'ingresso del bambino del nucleo familiare ed entro 90 giorni da queste date.

La domanda poteva essere presentata dal genitore cittadino italiano, comunitario o extracomunitario (con permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o carta di soggiorno), residente in Italia e convivente con il figlio.

In caso di nascita o adozione di due o più minori (come, per esempio, in caso di parto gemellare), bisognava presentare una domanda per ogni figlio.

Il pagamento mensile dell'assegno era effettuato direttamente al richiedente tramite bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con Iban intestato al richiedente (indicato in sede di invio della domanda).

Quando si perdeva il bonus bebè

La corresponsione del bonus bebè era interrotta se:

  • vengono meno i requisiti previsti dalla legge;
  • il figlio muore;
  • interviene la decadenza dalla responsabilità genitoriale;
  • il minore viene affidato a terzi;
  • il minore viene affidato al genitore che non ha presentato la domanda.