Novanta milioni di euro a sostegno dei titolari di partita Iva che procedono ad installare infrastrutture per la ricarica di veicoli

Più colonnine per la ricarica delle auto elettriche

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Ci saranno nuovi fondi per l'installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Con l'articolo 74, comma 3 del decreto sulla transizione ecologica, viene istituito un fondo di 90 milioni di euro per sostenere titolari di partita Iva che procedono ad installare infrastrutture per la ricarica di veicoli, demandando ad apposito decreto del Ministero della Transizione Ecologica l'attuazione delle misure agevolative.

Colonnine auto elettriche, 90 milioni per partite Iva e imprese

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Come chiarisce Giuseppe Chiazzese, parlamentare della X commissione attività produttive del Movimento 5 Stelle: «Da sempre mi occupo di mobilità elettrica in parlamento, infatti, sono il primo firmatario di quasi tutti gli emendamenti riguardanti la mobilità elettrica, approvati in Parlamento in questi anni: dall'ecobonus, agli incentivi per colonnine. Un mio emendamento che è stato approvato lo scorso anno e, qualche giorno fa, è uscito il decreto attuativo: ci sono 90 milioni a disposizione delle imprese e partite Iva con un contributo al 40% a fondo perduto da parte dello Stato per l'istallazione di punti di ricarica. Una novità che consentirà di scavalcare la burocrazia

e il privato (titolare ad esempio di bar, ristoranti, ma non solo, nds) potrà procedere all'istallazione di punti di ricarica usufruendo del contributo statale, bonificato sul conto corrente dietro presentazione di fattura elettronica».

Colonnine auto elettriche, le spese ammissibili

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Ma quali spese potranno essere ammesse? Sono ammissibili al contributo le spese, al netto di IVA, sostenute dai soggetti beneficiari relative all'acquisto e all'installazione di infrastrutture di ricarica.

Le spese possono comprendere: acquisto e la messa in opera di infrastrutture di ricarica ivi comprese le spese per l'installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio. Per tale voce di costo si considerano i seguenti costi specifici massimi ammissibili: infrastrutture di ricarica in corrente alternata di potenza da 7,4 kW a 22kW inclusi: wallbox con un solo punto di ricarica: 2.500 euro per singolo dispositivo; colonnine con due punti di ricarica: 8.000 euro per singola colonnina. Ed ancora infrastrutture di ricarica in corrente continua: fino a 50 kW: 1000 euro/kW; oltre 50 kW: 50.000 euro per singola colonnina; oltre 100 kW: 75.000 euro per singola colonnina. I costi per la connessione alla rete elettrica come identificati dal preventivo per la connessione rilasciato dal gestore di rete, nel limite massimo del 10% del costo totale ammissibile per la fornitura e messa in opera delle infrastrutture di ricarica; spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi, nel limite massimo del 10% del costo totale ammissibile per la fornitura e messa in opera delle infrastrutture di ricarica. Per l'ammissibilità al contributo, le infrastrutture di ricarica devono: essere nuove di fabbrica; avere una potenza nominale almeno pari a 7,4 kW, che garantiscano almeno 32 Ampere per ogni singola fase; rispettare i requisiti minimi di cui all'art. 4 della delibere dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente n. 541/2020/R/ee del 15 dicembre 2020; essere collocate nel territorio italiano e in aree nella piena disponibilità dei soggetti beneficiari; essere realizzate secondo la regola d'arte ed essere dotate di dichiarazione di conformità, ai sensi del decreto ministeriale n. 37/2008 e del preventivo di connessione accettato in via definitiva. Sono ammesse le sole spese oggetto di fatturazione elettronica.


Foto: 123rf.com
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