Sono tanti gli ordini degli avvocati, da Nord a Sud che chiedono tutela dei diritti del cittadino e dell'affermazione della giustizia in questa fase d'emergenza

di Gabriella Lax - In tutto il Paese, da Nord a Sud, la giustizia attraversa, dopo la fase d'emergenza, un momento di disordine e difficoltà. E tra questi ci sono gli ordini degli avvocati di Milano, Roma e persino Bari ad avanzare richieste.

Avvocati, paralisi della giustizia

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Partiamo dalle richieste, formulate tutte insieme dagli ordini degli Avvocati di Napoli, S. Maria C.V., Napoli Nord, Nola, Torre Annunziata, Avellino e Benevento. Nella lettera gli avvocati del distretto campano invocano la ripresa del dialogo con la Magistratura

per l'obiettivo comune della tutela dei diritti del cittadino e dell'affermazione della giustizia. La lettera parte dalla considerazione che la ripresa delle attività giudiziarie nel distretto di Napoli è stata fortemente limitata sia nel settore penale che nel civile; per gli uffici del giudice di pace del distretto di Napoli, la Corte di appello, con decisione dell'8 maggio 2020, ha decretato il differimento al 4 giugno con modalità incerte la ripresa dell'attività. Ancora è ingiustificato il ritardo nell'adozione di adeguate misure di ripartenza degli Uffici del Giudice di Pace, la cui sospensione provoca anche danni incalcolabili a una larga fetta dell'Avvocatura del distretto, reduce dal fermo di oltre due mesi nella cd. Fase 1. Si consideri che l'emergenza sanitaria ha paralizzato il settore della giustizia, con compressione dei diritti del cittadino, e al momento non si vedono soluzioni.

La situazione nel distretto di Napoli è ancora peggiore «per le endemiche criticità delle strutture giudiziarie e le ataviche ed irrisolte carenze di personale sia magistratuale che soprattutto amministrativo, come più volte denunciato dai singoli Consigli dell'ordine degli avvocati e dalle rappresentanze nazionali.

Avvocati, le inottemperanze di governo e ministero della Giustizia

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Gli avvocati stigmatizzano il comportamento Governo e il Ministro della Giustizia perché, in questo periodo difficile e delicato, hanno «rinunciato ad esercitare la funzione regolatrice e di indirizzo delle modalità di svolgimento della giurisdizione, demandandola semplicisticamente a livello locale».

Non solo, ma non sono intervenuti sulle carenze strutturali più volte denunciate degli uffici giudiziari e sulla insufficienza del personale, che impediscono la ripresa; gli avvocati rimproverano ministero ed Esecutivo per aver escluso i rappresentanti dell'avvocatura nazionale e locale dai processi decisionali per la ripartenza della giustizia, affidandolo esclusivamente alla categoria che dovrebbe applicare le regole e non scriverle d'imperio; infine, viene contestata la mancanza di programmazione, indirizzo e stimolo da parte della Corte di appello di Napoli che «in nome della necessità di evitare disparità di trattamento nel distretto, ha di fatto sospeso ogni attività e livellato al ribasso l'operatività degli uffici».

Le richieste degli avvocati

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Nell'invocare «il richiamo al senso di responsabilità di tutti i soggetti che hanno il compito di garantire la ripartenza del sistema produttivo nazionale ed in particolare del comparto giustizia», gli avvocati sottolineano la necessità di interventi che possano garantire sia la tutela dei diritti dei cittadini, sia la sopravvivenza di migliaia di professionisti non stipendiati.

In particolare chiedono: una legge o un regolamento «per disciplinare in maniera univoca e uniforme i processi in tutti gli Uffici Giudiziari italiani, con l'inclusione attiva dell'Avvocatura nei processi decisionali». Indicando, inoltre, «precisi e rigorosi parametri entro i quali, in ragione di eventuali peculiarità ed esigenze logistiche, ciascun dirigente possa motivatamente adottare misure organizzative particolari condivise con l'Avvocatura». In aggiunta, le richieste riguardano il ritorno ad un confronto tra la «Magistratura e l'Avvocatura a livello distrettuale per ottenere linee guida condivise e omogenee nel Distretto, facendo ricorso, se del caso, anche a soluzioni innovative praeter legem, giustificabili in ragione della emergenza epidemiologica, al fine di assicurare la riapertura di tutti i settori della Giustizia».

Avvocati, proteste e richieste in tutto il Paese

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Ma non è solo Napoli. da Nord a Sud, la giustizia attraversa, dopo la fase d'emergenza, un momento di disordine e difficoltà. A Milano protestano gli Avvocati della Camera Penale per l'inosservanza delle norme di igiene. Con una lettera, indirizzata al presidente del Tribunale di Milano. I penalisti di Bari vorrebbero poter celebrare più processi con udienze anche nel pomeriggio e di sabato e utilizzando spazi che consentirebbero il distanziamento interpersonale, tra cui anche i padiglioni della Fiera del Levante. Duro anche il presidente del Consiglio degli Avvocati di Roma, Antonio Galletti che, dalla sua pagina Facebook evidenzia come sia «mancata una procedura che imponesse linee guida condivise per tutti gli uffici giudiziari o almeno nell'ambito del medesimo Distretto. L'impegno dell'Ordine è di riportare immediatamente gli avvocati in udienza e di celebrare i processi in tempi europei - conclude - laddove la tecnologia deve consentirci di svolgere da remoto tutte le attività di cancelleria, dove occorre nuovo personale già in possesso delle necessarie competenze tecniche».


Foto: 123rf.com
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