Il Governo sta predisponendo in questi giorni un intervento per ridurne l'utilizzo

di Marina Crisafi - "In un paio di settimane ridurremo la possibilità di utilizzo di questo strumento". Lo ha annunciato il ministro del lavoro Giuliano Poletti, ad Agorà su Rai3, con riferimento ai voucher lavoro soggetti ad un alto rischio di abusi.

La notizia di un intervento era stata già data pochi giorni fa in seguito al vero e proprio boom dello strumento negli ultimi anni, date le stime che hanno evidenziato una vendita di oltre 102mila voucher del valore nominale di 10 euro soltanto tra gennaio e novembre 2015 (leggi: "Jobs Act: arriva la stretta sui voucher").

I voucher INPS lavoro, si ricorda, sono stati introdotti nel 2003 con la riforma Biagi e sono acquistabili sia da privati cittadini che da professionisti o imprenditori per gestire attività lavorative "accessorie" che non danno luogo a compensi annuali superiori ad un certo tetto.

Nel 2012, la legge Fornero ha eliminato le causali (salvo che in agricoltura), confermando i limiti economici, mentre con il d.lgs. n. 81/2015, attuativo del Jobs Act, i voucher sono stati estesi a tutti i settori produttivi con limite complessivo di compenso annuo elevato a 7mila euro (con un tetto di 2mila euro per ogni committente).

Quanto al valore nominale questo può essere di 10, 20 o 50 euro e il lavoratore potrà incassarlo entro 24 mesi dall'emissione presso un ufficio postale (se cartaceo) o su un'apposita card rilasciata dall'Inps (se telematico).

Ora il recente boom dell'utilizzo dei voucher è stato considerato un "po' sospetto" dal ministero e oggetto di monitoraggio, affinchè non si trasformi in "uno strumento di distorsione del mercato del lavoro". Per cui, i possibili interventi correttivi annunciati per giugno con l'elaborazione di nuove misure di controllo finalizzate a rendere i voucher "tracciabili" e vincolati alle ore di effettivo utilizzo, sono stati anticipati ad un paio di settimane e resi ancora più drastici.

Tuttavia, qualsiasi intervento, rassicura il ministro sarà subordinato ad "una analisi attenta". "Non vogliamo buttare il bambino insieme all'acqua sporca - ha garantito infatti - ma vogliamo salvare l'emersione e combattere chi li usa male".


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