Il Pip (Piano individuale pensionistico di tipo assicurativo) è una forma di previdenza complementare privata istituita da imprese di assicurazione

Pip, cos'è

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Il Pip (Piano individuale pensionistico di tipo assicurativo) è una forma di previdenza complementare privata istituita da imprese di assicurazione. La nuova riforma pensioni spinge non solo per la flessibilità in uscita dal 2023, ma anche all'incentivazione della pensione integrativa, con agevolazioni per tutte quelle formule di previdenza collegate al risparmio, in modo da consentire al lavoratore di accantonare contributi, TFR e ulteriori versamenti e trasformarli nel tempo in un assegno simile a quello pensionistico. Una serie di informazioni si possono trovare sul sito "Quello che conta", portale di educazione del governo. L'adesione a un PIP consente di destinare parte dei tuoi risparmi per integrare la tua pensione di base e ricevere una pensione complementare, anche reversibile (in favore del coniuge o di altri beneficiari da te designati); affrontare eventuali difficoltà personali e lavorative (ad esempio, spese sanitarie per te, il tuo coniuge e i tuoi figli, acquisto e ristrutturazione della prima casa di abitazione, anche dei tuoi figli, inoccupazione); agevolare l'uscita dal mondo del lavoro e la transizione verso il pensionamento.

Pip, come aderire

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I Pip riguardano coloro che, indipendentemente dalla situazione lavorativa, intendano costruirsi una pensione integrativa. L'adesione è individuale. E' possibile iscrivere i familiari fiscalmente a carico se il PIP lo prevede. L'iscrizione può avvenire direttamente presso la sede dell'impresa di assicurazione che ha istituito il PIP oppure tramite agenti incaricati. Se previsto puoi iscriverti anche via web.

Pip, le prestazioni

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Al momento del pensionamento e, a condizione di avere almeno cinque anni di partecipazione al fondo, puoi ricevere:
- tutto il capitale accumulato in rendita, che costituirà la tua pensione complementare;
- fino a un massimo del 50% del montante accumulato in capitale e il restante in rendita;
- tutta la tua posizione in capitale, ma solo se il 70% del montante accumulato (capitale iniziale e interessi maturati nel tempo) ti dà una rendita annua inferiore al 50% dell'assegno sociale.
La pensione complementare può essere reversibile in favore sia del coniuge sia di un'altra persona indicata. In caso di premorienza durante la fase di accumulo il capitale può essere riscattato dagli eredi o dalle persone designate. Prima dell'età pensionabile, è possibile prelevare tutto o parte del capitale per far fronte a eventi inattesi.

Pip, le agevolazioni

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Al risparmio previdenziale lo Stato riconosce specifiche agevolazioni fiscali: i contributi che versati al Pip sono deducibili dal reddito Irpef fino a 5.164,57 euro l'anno, quindi paghi subito meno imposte sui redditi. Entro lo stesso limite si può portare in deduzione anche i versamenti effettuati a favore di familiari fiscalmente a carico (non è invece inclusa nel limite di deducibilità la eventuale quota di TFR versato); i rendimenti della gestione finanziaria sono tassati con un'aliquota massima del 20% anziché del 26% come per la maggior parte delle forme di risparmio finanziario; la pensione complementare e il capitale sono tassati con un'aliquota agevolata che varia tra il 15% e il 9% in base agli anni di partecipazione al Pip (viene tassata solo la parte relativa ai contributi precedentemente dedotti e alle quote di TFR versate); le anticipazioni o riscatti della posizione individuale per far fronte a spese impreviste personali o familiari sono tassati con un'aliquota agevolata che varia tra il 15% al 9% in base al numero di anni di partecipazione; per alcune tipologie di richieste (ad esempio l'anticipazione per ristrutturare o acquistare la prima casa di abitazione o il riscatto a seguito di dimissioni e licenziamento) si applica l'aliquota del 23%.
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Foto: 123rf.com
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