Significato e commento dell'articolo 54 della Costituzione: il dovere di fedeltà alla Repubblica e di osservarne le leggi

Il testo dell'articolo 54 della Costituzione

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Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

L'articolo 54 chiude la prima parte della Costituzione con quella che potremmo definire una raccomandazione più che una norma direttamente vincolante (almeno nella prima parte).

La fedeltà 'di tutti'

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Al primo comma, si legge che tutti i cittadini devono essere fedeli alla Repubblica, rispettandone la Costituzione e le leggi. Quanto al contenuto concreto di tale obbligo di fedeltà, da sempre molto dibattuto fra i costituzionalisti, vale forse la pena ricordare il momento storico in cui nasce la norma. La forma repubblicana, ai tempi della redazione della Costituzione, era una novità assoluta per il nostro Stato, giunta al termine di una guerra e di una dittatura e ad esito di un referendum popolare… che aveva lasciato scontenti molti. In primis, dunque, potremmo dire che i Padri Costituenti intendevano rimarcare solennemente la legittimità dell'ordinamento repubblicano e al contempo prevenire eventuali movimenti eversivi neomonarchici.

Quanto al dovere di rispettare carta costituzionale e leggi ordinarie (statali e regionali, ma anche atti normativi di rango inferiore) è certamente tautologico, implicitamente contenuto negli stessi atti normativi in questione. E, a voler essere puntigliosi, le norme costituzionali si pongono come direttamente imperative più nei confronti del legislatore che verso i singoli cittadini.

Si tratta, dunque, soprattutto di una norma-manifesto, il cui principio è ripreso anche dalla legge 91/1992, che subordina il decreto di concessione della cittadinanza italiana alla prestazione di un giuramento di fedeltà ai valori repubblicani.

Ad ogni modo, tale dovere politico non può mai tradursi in una soggezione ai governanti, non venendo a comprimere il diritto di libera manifestazione del pensiero sancito dall'art. 21.

Il dovere dei pubblici funzionari

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Un dovere di fedeltà più specifico e determinato si pone, invece, nei riguardi di alcuni cittadini, secondo la previsione del secondo capoverso dell'art. 54. Coloro che sono chiamati ad adempiere le pubbliche funzioni, infatti, devono farlo con disciplina e onore. Si tratta di cittadini "qualificati", il cui comportamento rappresenta in qualche modo un exemplum nei confronti della popolazione generale. A seconda dei casi, tale dovere può atteggiarsi con l'impossibilità di iscriversi a partiti politici (vd. magistrati, militari di carriera, agenti di polizia etc.); ed eventualmente con delle limitazioni alla manifestazione pubblica delle proprie opinioni.

Solo per le cariche più alte (Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, MInistri) è anche previsto il giuramento


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